Il Premio di Architettura della Toscana 2017: ecco i 5 progetti vincitori

C’è anche il Museo degli Innocenti di Firenze, aperto nel giugno 2016, tra gli interventi che si sono aggiudicati la prima edizione del “Premio di Architettura della Toscana”. Fino al 23 luglio, le opere premiate, menzionate e selezionate saranno in mostra alla Palazzina Reale, a due passi dalla stazione ferroviaria di S. M. Novella

Cantina Podernuovo
Cantina Podernuovo

Centocinquanta partecipanti, venti opere selezionate, cinque vincitori assoluti in altrettante categorie: questi gli esiti della prima edizione del Premio di Architettura della Toscana (PAT), annunciati nei giorni scorsi. Organizzata da Consiglio Regionale della Toscana, dall’Ordine degli Architetti di Firenze, dall’Ordine degli Architetti di Pisa, dalla Federazione degli Architetti della Toscana, dalla Fondazione Architetti Firenze e da Ance Toscana, l’iniziativa intende stimolare il dibattito attorno all’architettura contemporanea e, nello stesso tempo, restituisce il composito scenario regionale nel quinquennio compreso tra il 2012 e il 2017. L’edizione d’esordio è stata articolata in cinque categorie – opera prima; opera di nuova costruzione; opera di restauro o recupero; opera di allestimento o di interni; opera su spazi pubblici, paesaggio e rigenerazione – sulle quali sono stati chiamati a esprimersi il prof. Marco De Michelis, l’arch. Sandy Attia, l’arch. João Luís Carrilho da Graça, l’arch. Simone Sfriso di TAMassociati e il prof. Guido Borelli, membri della giuria internazionale. “Un Premio di architettura è un elemento determinante della trasformazione del territorio” ha commentato il presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, “ma serve anche a sostenere buone pratiche di innovazione ambientale e civile. E ancora, può essere utile per incentivare il percorso di crescita di tanti giovani professionisti toscani. Il mio auspicio è che il Premio diventi un punto di riferimento per la cultura architettonica a livello nazionale. Valutando le opere complessivamente, dal progetto alla realizzazione passando per la committenza, il Premio non vuole sottolineare solo la firma dell’architetto, ma riconoscere anche il coraggio, la tenacia e la capacità di chi crede che un’architettura di qualità sia ancora possibile”.

1. CATEGORIA OPERA PRIMA: ECÒL + ALBERTO GRAMIGNI, PIAZZA DELL’IMMAGINARIO, PRATO

Piazza dell’immaginario, CATEGORIA OPERA PRIMA

Tra le opere prime, il primo premio è stato assegnato alla nuova Piazza dell’Immaginario, nella Chinatown pratese, su progetto di Ecòl + Alberto Gramigni. Seconda tappa di un percorso promosso dall’associazione Dryphoto arte contemporanea, questo spazio all’aperto emerge nel tessuto densamente costruito del Macrolotto Zero, sulquale insistono capannoni, supermercati, abitazioni, negozi e ristoranti. Attraverso una serie di azioni leggere, tra cui la nuova pavimentazione simile ad un mosaico, il precedente parcheggio ha cambiato aspetto e funzione. Nella medesima categoria, una menzione è stata assegnata a Fabio Candido / sundaymorning + MFA per la Casa in una pineta; inoltre il progetto di Giulio Basili per la Casa IV, è stato selezionato, inserito nel catalogo e incluso nella mostra.

2. CATEGORIA OPERA DI ALLESTIMENTO O DI INTERNI: CANALI ASSOCIATI, MUSEO DELLE STATUE STELE LUNIGIANESI, PONTREMOLI

Museo delle Statue Stele Lunigianesi CATEGORIA OPERA DI ALLESTIMENTO O INTERNI
Museo delle Statue Stele Lunigianesi CATEGORIA OPERA DI ALLESTIMENTO O INTERNI

 

Ultimato nel 2015, il nuovo allestimento del Museo al Castello del Piagnaro è opera dello studio diretto dall’architetto Guido Canali, artefice anche del nuovo Centro ricerche e produzione Prada, in provincia di Arezzo, opera menzionata nella categoria “Nuova costruzione”. L’intervento ha comportato il recupero di spazi storici ed è stato permeato dalla volontà di attivare una relazione non mediata del visitatore con le opere. L’obiettivo perseguito è stata la genesi di “un racconto e un ritmo narrativo stringente”. Con il restauro della chiesa di San Pellegrino e l’allestimento del Deposito dei Gessi, lo studio Microscape ha conseguito la menzione d’onore. Al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, opera di Natalini Architetti / Guicciardini&Magni, così come all’ITEK Showroom di LDA.iMdA è stata riconosciuta la menzione. La giuria, inoltre, ha concordato la pubblicazione nel catalogo e l’esposizione anche del progetto di Studio di Architettura Andrea Milani per il Museo della Contrada della Tartuca, a Siena.

3. CATEGORIA OPERA DI NUOVA COSTRUZIONE: ALVISI KIRIMOTO + PARTNERS, CANTINA PODERNUOVO, PALAZZONE

Cantina Podernuovo, CATEGORIA OPERA NUOVA COSTRUZIONE

Già insignito poche settimane fa del riconoscimento speciale offerto da Fassa Bortolo, unica opera italiana premiata nell’ambito dei progetti selezionati per la XII edizione dell’International Prize for Sustainable Architecture, lo studio Alvisi Kirimoto con la Cantina Podernuovo a Palazzone (San Casciano dei Bagni, Siena) ha conquistato anche il primo premio PAT nella sezione delle nuove edificazioni. Situata lungo le colline del Chianti, verso il confine con l’Umbria, la cantina è stata ultimata nel 2013 per Paolo e Giovanni Bulgari; a caratterizzarla una sequenza di quattro setti paralleli di cemento color argilla e “un principio di purezza funzionale” che attraversa tutti gli spazi. Nella medesima categoria sono stati menzionati lo già citato centro ricerche e produzione calzature Prada di Canali Associati, nell’aretino, e la scuola per l’infanzia “La Balena” dello Studio di Architettura Andrea Milani, a Sinalunga (Siena). Nel catalogo e in mostra vengono inoltre presentati lo stabilimento Laika Caravans di Tomasi Associati Architetti a San Casciano in Val di Pesa (Firenze) e gli alloggi per giovani coppie firmato dallo Studiostudio architettiurbanisti / Elisa Palazzo e Bruno Pelucca, a Prato.

4. CATEGORIA OPERA DI RESTAURO E RECUPERO: CARLO TERPOLILLI / IPOSTUDIO ARCHITETTI, MUSEO DEGLI INNOCENTI, FIRENZE

Museo degli Innocenti, CATEGORIA OPERA DI RESTAURO E RECUPERO

A un anno e qualche settimana dalla sua apertura al pubblico, il Museo degli Innocenti di Firenze, sorto all’interno del complesso monumento dello Spedale degli Innocenti, avviato da Brunelleschi, ha ricevuto il primo premio come migliore opera di restauro e recupero portata a termine in Toscana negli ultimi 5 anni. L’intervento ha anche permesso di aprire al pubblico la grande loggia panoramica nota come il Verone: l’antico stenditoio dell’edificio è tornato accessibile all’intera cittadinanza grazie a un’entrata indipendente rispetto al museo. La giuria inoltre ha scelto di segnalare, nel medesimo ambito, anche i progetti di Ilenia Girolami per la Pieve di Santa Maria a Dicomano (Firenze) e di Vanessa Giandonati nella Casa Nadi, a Montale (Pistoia).

5. CATEGORIA OPERA SU SPAZI PUBBLICI, PAESAGGIO E RIGENERAZIONE: CHIARA FANIGLIULO, RIQUALIFICAZIONE URBANA PIAZZA DEI TRE RE

Piazza dei Tre Re CATEGORIA OPERA SU SPAZI PUBBLICI, PAESAGGIO E RIGENERAZIONE

Con la riqualificazione urbana di Piazza dei Tre Re, una delle più antiche piazze medievali di Firenze, all’architetto Chiara Fanigliulo è stato assegnato il massimo riconoscimento nella sezione su spazio pubblico, paesaggio e rigenerazione. Ultimata nel 2016, la rinascita di questo luogo si lega al bando lanciato dal Comune di Firenze e finalizzato alla progettazione di un allestimento di decoro urbano con annesso punto ristoro. L’idea della progettista è stata “combattere il degrado interpretando questo angolo nascosto come una sorta di Eden, di giardino dei desideri, dove immergersi in una dimensione di sogno.” Sono stati inoltre menzionati i progetti di Gonçalo Byrne Arquitectos / MICROSCAPE / Proap, con la BMZ Arena spettacoli e area mercatale a Follonica (Grosseto), e di LDA.iMdA / Marco Tozzi con il Biolago balneabile di Castelnuovo di Val di Cecina (Pisa). Lapo Ruffi e Angiola Mainolfi sono inclusi nel catalogo e nel percorso espositivo con il loro Giardino Volante, concepito a Pistoia su commessa della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

– Valentina Silvestrini

premio-architettura-toscana.it

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.