La Triennale di Milano progetta l’ampliamento della sede

L’apertura del Museo del Design Italiano diretto da Joseph Grima è stata accompagnata dall’annuncio del prossimo lancio di un concorso internazionale per l’ampliamento ipogeo del Palazzo dell’Arte, progettato da Giovanni Muzio nel 1933

Alessandro Mendini Poltrona di Proust 1978 Atelier Mendini © Triennale Milano foto Gianluca Di Ioia
Alessandro Mendini Poltrona di Proust 1978 Atelier Mendini © Triennale Milano foto Gianluca Di Ioia

Sebbene non sia ancora il momento di stilare un bilancio della Milano Design Week 2019 – lo farà, a tempo debito, la nostra top&flop – è tuttavia già possibile riconoscere come in questi giorni, tra installazioni visionarie e interventi surreali, tra mostre dalla spiccata vocazione sociale e immancabili tour dei force nei distretti cittadini, a godere di particolare visibilità in città sia stato il nuovo – seppur parziale – Museo del Design Italiano. Difficile, del resto, immaginare un minore clamore, anche in considerazione del rilievo dell’istituzione in seno alla quale il nuovo soggetto è stato concepito. Come altrettanto prevedibile, la sua apertura ha alimentato il dibattito, tra manifestazioni di consenso ed esternazioni di dubbi su tempi e modi dell’operazione. Provando a svincolarci da questioni di carattere strettamente museografico, abbiamo ritenuto opportuno soffermarci su un annuncio avvenuto in occasione l’inaugurazione del Museo, attualmente diretto da Joseph Grima. Entro il mese di maggio, sarà infatti lanciato il concorso internazionale di progettazione per l’ampliamento del Palazzo dell’Arte di Milano. A fornire dettagli sul bando e a chiarire i tempi attesi della Triennale è stata Lorenza Baroncelli, in qualità di Direttore Artistico dell’istituzione, che in questa video intervista definisce alcuni punti dell’intervento che porterà a un’estensione dell’edificio progettato da Giovanni Muzio.

Museo del Design Italiano, courtesy La Triennale di Milano
Museo del Design Italiano, courtesy La Triennale di Milano

UN’ESPANSIONE IPOGEA PER LA TRIENNALE DI MILANO

L’area scelta per il progetto di ampliamento è quella del giardino della Triennale, di fronte al Parco Sempione. Si punta a un incremento – rigorosamente ipogeo – pari a 6.000 metri quadrati. “Un elemento iconico collegherà la parte ipogea con il piano terra – occupato dal Museo del Design, sviluppato su circa 1300 mq – e poi con gli altri spazi espositivi, ai piani superiori”, ha dichiarato Baroncelli. Per la Triennale non si tratta solo di un processo finalizzato a conseguire quasi il raddoppio delle attuali dotazioni in termini di metri quadrati. L’obiettivo appare più articolato: come esplicitato da Baroncelli, si tratta di riuscire a “immaginare uno spazio che possa ospitare diverse forme espositive”. Nel rispetto della monumentalità dell’edificio di Muzio, si punta a introdurre nuove modalità di organizzazione e gestione della sede, anche attraverso un ripensamento delle zone destinate all’accoglienza e a un intervento ad hoc negli archivi.

UN’OPERAZIONE DI 15 MILIONI DI EURO

In merito alle coperture finanziare, infine, Baroncelli ha ricordato che sempre nel corso dell’inaugurazione del Museo, alla quale ha preso parte anche il Premier Conte, “il Ministro Bonisoli ha confermato un finanziamento pari a 10 milioni di Euro”, che dovrebbe essere destinato alla prima fase dei lavori. Nel complesso la stima per la realizzazione dell’opera si attesta su un importo di 15 milioni di Euro, da reperire anche attraverso contributi privati e operazioni di crowdfunding. “Il concorso internazionale sarà aperto e in due fasi”, ha aggiunto inoltre Baroncelli. “Ci attendiamo che il progetto esecutivo venga concluso entro il 2019. Auspichiamo che i lavori termineranno prima della fine del nostro mandato e, quindi, nei prossimi tre anni”, ha concluso.

– Valentina Silvestrini

www.triennale.org

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.