Fuorisalone 2019. La mappa dei distretti

A fianco di realtà consolidate, nuovi distretti e percorsi tematici spuntano a macchia di leopardo in tutti ‒ o quasi ‒ i quartieri. Ecco una mappa per orientarsi nel mare magnum di proposte della Milano Design Week 2019.

1. BOVISA

In una delle aree di Milano più strettamente connesse con la progettazione, finora rimasta stranamente ai margini della Design Week, La Repubblica del Design è un progetto a lungo termine che si propone di rilanciare le zone periferiche come sedi di attività innovative, inclusive e collaborative. Le location coinvolte sono circa 40, con la regia di Davide Crippa e ADA-Associazione Designer Anonimi.
> Art-72 Rooms chiude il cerchio tornando a Milano: il progetto di residenza artistica sui generis ospitato da un ex convento buddhista a Shanghai traeva ispirazione dall’ostello pop-up per designer proposto due anni fa da Davide Crippa proprio in occasione del Fuorisalone (Design Hostel ‒ A letto con il Design), i designer e artisti cinesi che ne hanno approfittato consolidano l’asse Milano-Shanghai esponendo le loro opere.
> Come tutte le repubbliche, anche quella del design si è dotata di una Costituzione: un manifesto programmatico firmato, tra gli altri, da Matali Crasset, Lorenzo Damiani e Alessandro Guerriero.

https://repubblicadeldesign.it/

2. TORTONA

Il distretto storico del Fuorisalone si rinforza con il trasferimento di Ventura Future da Futurdome di via Paisiello a BASE (Ventura Centrale, invece, rimane negli spazi dei Magazzini Raccordati). Con Tortona Rocks, il progetto di Milano Space Makers giunto alla sua quarta edizione e quest’anno dedicato alla sostenibilità, e Superstudio, con le scenografiche installazioni di brand importanti e il Superhotel di Giulio Cappellini, zona Tortona è più vivace che mai.
> All’interno del boutique hotel Savona 18 Suites, realizzato da Aldo Cibic trasformando una tipica casa di ringhiera milanese, la mostra dal titolo Aesthetics of Vitality raccoglie disegni, fotografie e installazioni dell’architetto e designer veneto, insieme a pezzi del periodo di Memphis e arredi disegnati in tempi più recenti per diversi brand.
> Ikea allestisce negli spazi della Torneria una sorta di playground con luci e suoni incentrato sull’idea di smart home e sul suo nuovo prodotto Symfonisk, un sistema audio integrato a prezzo accessibile.

www.tortonadesignweek.com

3. 5VIE

Inaugurato cinque anni fa, il distretto ‒ e progetto di marketing territoriale attivo tutto l’anno ‒ del centro storico celebra i 180 anni di SIAM – Società di Incoraggiamento Arti e Mestieri e si conferma “the place to be” per tutto ciò che riguarda l’artigianato artistico e le contaminazioni tra arte e design. Il percorso si costruisce intorno a tre mostre e un’installazione site specific, quella del libanese Carlo Massoud all’interno dell’Oratorio della Passione.
> La mostra di Anton Alvarez L’ultima cera, curata da Nicolas Bellavance-Lecompte, prende le mosse da una residenza del designer svedese-cileno dedicata all’esplorazione delle potenzialità del bronzo. Dodici nuove opere raccontano come Alvarez abbia modificato l’estrusore per lavorare la cera, dando vita a forme che sono poi state fuse in bronzo.
> Tornano il Design Pride, allegra parata organizzata da Seletti, la rassegna di designer olandese Masterly, che celebra quest’anno il 350esimo anniversario della morte di Rembrandt, e The Litta Variations, curato da Mosca Partners a Palazzo Litta.

www.5vie.it/

4. BRERA

Al centro della proposta del Brera Design District, che festeggia il suo decimo compleanno, c’è il design thinking nella declinazione del libro di Bill Burnett e Dave Evans Design Your Life.
In accordo con la tesi sostenuta dai due guru americani ‒ il design come forma mentis in grado di intervenire in qualunque ambito della vita, migliorandolo ‒ dieci “ambasciatori” mostrano come il loro lavoro, in campi diversi, contribuisca a costruire un mondo più sostenibile e dunque più vivibile.
> Colori fluo e vibe tropicale per l’installazione dello studio Design by Gemini: allestita in un container, The Pool Club riprende il mood della Miami degli Anni Novanta.
> Come sempre, l’anima del distretto sono i suoi showroom. Oltre agli habitué del Fuorisalone, si segnalano nuove aperture ‒ per esempio quella del primo showroom italiano di Tai Ping in piazza San Simpliciano ‒ e spazi espositivi temporanei come quello in cui Thonet festeggia i suoi 200 anni.

www.breradesigndistrict.it

5. ISOLA

Innovazione e ricerca sono i temi chiave del distretto Isola, che alla sua terza edizione cresce fino a comprendere via Farini, viale Stelvio e il Palazzo della Regione di via Melchiorre Gioia. Il fulcro rimane però alla Stecca 3.0, dove viene allestito un vero e proprio Design Village.
> Chi sentisse il bisogno di bere un drink, dopo aver ammirato una seduta modulare che riutilizza i contenitori usati per trasportare le uova (Campidarte) o il primo daybed bio-composito (Gard Hagen e Jonas Carlsen), potrà farlo nel primo bar interamente stampato in 3D da un sistema robotico antropomorfo.
> Al Milan Design Market di via Pastrengo, mostra-mercato dedicata ai giovani talenti e curata da Elif Resitoglu. I visitatori hanno a disposizione una serie di contenuti in realtà aumentata sui prodotti in esposizione e sul tema Find The Lost City, accessibili tramite l’app Aria.

www.isoladesigndistrict.com

6. NOLO

Lo sconfinamento del Fuorisalone a nord di Loreto ‒ o meglio NOrth of LOreto, come vuole l’acronimo che indica uno dei centri della nuova creatività milanese ‒ era stato uno dei temi caldi della Design Week 2018. Quest’anno, il quartiere conferma una certa vocazione alla sperimentazione.
>In via Popoli Uniti, l’architettura industriale dell’ex Laboratorio Panettoni Cova ospita la seconda edizione di Alcova, con una ventina tra designer indipendenti, gallerie e istituzioni legati dal filo comune della ricerca.
>Poco più a sud, ai Magazzini Raccordati, troviamo le installazioni d’impatto di Ventura Centrale.

7. PORTA VENEZIA

Il percorso Porta Venezia in Design si propone di valorizzare le tre anime del quartiere: i palazzi Liberty, gli studi di architettura e gli showroom, il food. Le belle architetture del primo Novecento di corso Venezia e via Mozart ospitano installazioni e mostre, i luoghi dove si fa architettura aprono le loro porte al pubblico presentando una serie di progetti, mentre locali e ristoranti sperimentano collaborazioni inedite con marchi di design e tableware.
> In un grande spazio industriale di via Garofalo, Studiopepe presenta un progetto manifesto dedicato agli arcanisti, cioè i primi chimici, che conoscevano le formule segrete per creare la porcellana e lavorare materiali come il vetro e il metallo.
> In via Vivaio, un’installazione mostra i frutti dell’incontro tra il più famoso studio di design giapponese, Nendo, e uno dei principali vetrai veneziani. Al centro di Melt, collezione disegnata da Nendo per WonderGlass, c’è l’idea di lasciare che sia il materiale a dirigere il processo di progettazione. Tra i pezzi esposti, tutti in vetro colato, c’è anche un lampadario di due metri e mezzo di diametro.

http://portaveneziaindesign.com/

8. LAMBRATE

Nel distretto ‒ che cresce sia in termini di metri quadrati espositivi sia per quanto riguarda il numero degli espositori ‒ arriva un pezzo di New York grazie alla partnership con NYCxDesign. Per il resto del programma, le parole d’ordine (piuttosto gettonate, in verità, in tutta l’offerta della Design Week) sono sostenibilità, design etico ed economia circolare.
> Allo Spazio Donno, Swiss Krono Group gioca con l’aggettivo Sustainable/Swisstainable e racconta una favola contemporanea invitando i visitatori nel ventre “interattivo” della balena di Pinocchio.
> In via Conte Rosso, una serie di workshop su ecodesign e upcycling accompagna il lancio di Trash2Treasure, una nuova piattaforma web specializzata nel connettere aziende produttrici di scarti e creativi in grado di trasformarli in nuove forme.

www.lambratedesigndistrict.com

9. LE NEW ENTRY

> Non lontano dalla Cascina Cuccagna, dove torna Matteo Ragni con il suo concept De Rerum Natura, il Teatro Franco Parenti lancia il Parenti District Art & Design, un nuovo distretto compreso tra Porta Romana e Porta Vittoria e basato sull’esplorazione delle sinergie tra le arti performative e il mondo dell’arte e del design.
> Food e design sono i protagonisti di Dfood, una nuova proposta che riunisce una serie di insegne di ristorazione e luoghi legati all’alimentazione in via Paolo Sarpi attorno a un palinsesto di eventi.

Giulia Marani

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #48 ‒ Speciale Design 2019

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.