Manifesta 12 Studios: 4 scuole d’architettura europee riprogettano Palermo in una mostra

La mostra in corso negli spazi dell’ex Mulino di Sant’Antonino propone i progetti che 4 scuole d’architettura europee (da Londra, Delft e Palermo) hanno realizzato per offrire alla città nuovi scenari urbanistici. Per una rigenerazione sociale, politica e culturale

Manifesta 12 Studios, Palermo. Ph. Desirée Maida
Manifesta 12 Studios, Palermo. Ph. Desirée Maida

Lo scorso anno vi parlavamo di Palermo Atlas, lo studio sul capoluogo siciliano commissionato da Manifesta allo studio di architettura OMA che ha gettato le basi teoriche, metodologiche e operative sulle quali è stata costruita la biennale attualmente in corso a Palermo. L’indagine può essere considerata una piattaforma interdisciplinare che analizza le tante sfaccettature della città, fornendo chiavi di lettura e strumenti per il suo sviluppo: scopo di Palermo Atlas è infatti quello di proporsi come progetto per la pianificazione futura della città e come impianto di ricerca per garantire un impatto a lungo termine sul territorio e i suoi abitanti. Da queste considerazioni nasce Manifesta 12 Studios, progetto ideato da Ippolito Pestellini Laparelli – Creative Mediator di Manifesta 12 e partner di OMA – che ha messo insieme per due semestri (e quindi un anno prima che iniziasse la biennale a Palermo) e in un’unica piattaforma quattro centri di ricerca di architettura europei: l’Università degli Studi di Palermo, The Architectural Association School of Architecture e The Royal College of Art di Londra, l’olandese Delft University of Technology (istituzione in cui insegna Pestellini Laparelli). Nell’arco di un anno, i quattro laboratori hanno investigato, studiato e delineato scenari futuri per la città di Palermo, e i risultati delle ricerche condotte sono visibili fino al 4 novembre in una mostra allestita presso i suggestivi spazi dell’ex Mulino di Sant’Antonino, struttura realizzata tra il XIX e il XX secolo all’interno del seicentesco convento intitolato a Sant’Antonio da Padova, oggi facente parte del patrimonio dell’Università di Palermo.

Manifesta 12 Studios, Palermo. Ph. Desirée Maida
Manifesta 12 Studios, Palermo. Ph. Desirée Maida

L’OSMOSI E LA VISIONE PROGETTUALE

“Manifesta 12 Studios è un progetto che si basa sulla convinzione che il rapporto di Manifesta con Palermo dovesse partire da una delle componenti più vitali della città, ovvero l’Università e i suoi studenti”, racconta ad Artribune Maurizio Carta, urbanista e Presidente della scuola Politecnica dell’Università di Palermo. “Con Ippolito Pestellini Laparelli abbiamo così pensato di far lavorare insieme i nostri studenti con lo stesso approccio dell’Atlas, con uno sguardo sulla città che fosse contemporaneamente interno ed esterno: Manifesta 12 Studios mette insieme studenti dell’Università di Palermo, che conoscono il territorio, e studenti stranieri con l’obiettivo di affrontare e progettare la Palermo del futuro attraverso i propri protocolli metodologici e la propria sensibilità”. La mostra in corso all’ex Mulino di Sant’Antonino espone i progetti realizzati nell’arco dei due semestri di studio condotti sia nelle università straniere, sia a Palermo: “nelle settimane di lavoro comune”, continua Carta, “gli scambi nati tra gli studenti hanno portato a progetti in cui sono visibili i risultati del confronto. Gli studenti di Palermo hanno assunto la sensibilità per forme espositive performative, gli studenti stranieri hanno acquisito maggiore concretezza. Il risultato è una mostra che appare meno ‘tecnica’ rispetto alle usuali esposizioni di architettura: Manifesta 12 Studios prevede l’interazione con il pubblico, che è così invitato a giocare e a essere parte attiva della rigenerazione di Palermo. Il nostro obiettivo”, spiega Carta, “era quello di affiancare il dato tecnico a una risposta emotiva, in modo tale che l’approccio emotivo del pubblico arricchisse l’esposizione”.

Manifesta 12 Studios, Palermo. Ph. Desirée Maida
Manifesta 12 Studios, Palermo. Ph. Desirée Maida

I PROGETTI

Di Preserving Delay, la mostra-installazione degli studenti dell’AA Museum Lab nella quale viene riprodotto l’ecosistema rigoglioso e distruttivo della riserva naturale di Capo Gallo, vi abbiamo già parlato in questo articolo. Radical Gardening è il progetto presentato dalla Delft University of Technology, un’indagine su alcuni dei giardini più significativi della città che propone inoltre nuovi scenari per la realizzazione di spazi verdi alternativi; la Royal College of Art di Londra, con ADS8: Domestic Institutions, indaga e prende spunto dalla natura dello spazio pubblico di Palermo, producendo una serie di proposte di intervento in cui, attraverso l’architettura, gli spazi conflittuali possano diventare luoghi di incontro sociale, attivismo e rappresentazione politica.

Manifesta 12 Studios, ex Mulino di Sant'Antonino, Palermo. Gli studenti dell'Università di Palermo con il prof. Maurizio Carta
Manifesta 12 Studios, ex Mulino di Sant’Antonino, Palermo. Gli studenti dell’Università di Palermo con il prof. Maurizio Carta

PALERMO TRA TEORIA E PRATICA

L’Università di Palermo con Hyper-City Studio: Augmented Palermo, CreativeCity Lab. Augmented Palermo, City within City. Urban Re-generation, LabCity Architecture. Temporary Experiences in Architecture, QU_ID Lab, Participatory planning processes e In_Fra Lab. The Infrastructural Leap ha lavorato sulle problematicità urbanistiche della città, dal centro storico alle periferie passando dal delicato e spinoso tema del waterfront rappresentato dalla Costa Sud. Tutte aree da rivalutare, rigenerare e sulle quali applicare progetti che possano stimolarne l’autorigenerazione e la sostenibilità: “tutti i progetti sono di facile realizzazione e a basso costo”, spiega Carta, “e sono in grado di generare risorse attraverso la produzione di energia e la compartecipazione. La città può essere il più grande generatore di ricchezza dell’umanità”. E la loro attuazione? “I progetti sono pensati per arricchire il Piano Regolatore Generale di Palermo in corso di redazione. In un momento in cui l’amministrazione sta dotando il nuovo spartito della città del futuro, questo spartito trova già alcune note proprio in questi progetti”.

– Desirée Maida

Palermo // fino al 4 novembre 2018
Manifesta 12 Studios
Ex Mulino di Sant’Antonino
Piazza Sant’Antonino, 1
www.manifesta.org
www.unipa.it/scuole/politecnica

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.