Kiasmo suite museum. Un’architettura totale in Salento: il racconto di Vincenzo D’Alba

Per chi transita a piedi o in auto da via Roma a Uggiano La Chiesa, un paese salentino non lontano da Otranto, Kiasmo suite museum è come un’architettura catapultata da chissà dove nel bel mezzo di una corte, tra vecchie case e qualche inconsapevole abuso kitsch di troppo da parte dei vicini di casa

Kiasmo suite museum, Ph. Maurizio Montagna
Kiasmo suite museum, Ph. Maurizio Montagna

Kiasmo suite museum si distingue immediatamente, perché è rigorosa nel suo essere eccentrica e perché è un’architettura progettata in ogni minimo dettaglio seguendo un pensiero specifico, anzi una filosofia.
È la filosofia di un giovane architetto – che qui attorno è nato e cresciuto, per poi studiare altrove e poi ritornare ancora una volta nel paese della sua famiglia –, Vincenzo D’Alba, designer (ma non solo, disegnatore, progettista e molto altro) di Kiasmo, società che ha fondato con il suo sodale di sempre, l’ingegnere Francesco Maggiore (che è anche studioso di architettura e molto altro) e dell’imprenditore Mauro Melissano, che ha supportato con impegno e lungimiranza tutti gli step di questo vero e proprio collettivo. Da qualche anno Kiasmo – che ha sede a Torre Paduli, sempre in Salento – dal suo osservatorio ha avviato relazioni e produzioni con diverse realtà italiane e internazionali, non ultima la collaborazione con lo stilista Antonio Marras, con il quale sono nati dei lavori a quattro mani.

Kiasmo suite museum, Ph. Maurizio Montagna
Kiasmo suite museum, Ph. Maurizio Montagna

IMMERSIONE ESPERIENZIALE

Ma torniamo nella Kiasmo suite museum, che per chi avrà il privilegio di dormirci diventerà un’esperienza di immersione totale in un’opera d’arte. Un’opera che accoglie altre opere, naturalmente, a partire dall’esterno. Il segno minimal e insieme arcaico di Vincenzo D’Alba, i riferimenti alle sue passioni (a lungo studiate negli anni di ricerca con Francesco Moschini al Politecnico di Bari) in ambito architettonico, e il piacere di mescolare tutto, ovvero le esigenze concrete dell’abitare con il visuale, in un’unica ottica che include la realizzazione di pavimenti, incisioni, piatti, vasi, piastrelle e molto altro. Tutti questi elementi insieme costituiscono una dimora unica, che intende fornire una nuova esperienza culturale e sensoriale in un Salento sempre più spesso meta di un turismo rumoroso e volgare. Qui invece i ritmi e lo stile sono differenti, nettamente. Si prediligono il silenzio e il pensiero.

Kiasmo suite museum, Ph. Maurizio Montagna
Kiasmo suite museum, Ph. Maurizio Montagna

UN SACELLO DI PENSIERO

È un sacello, come ricorda Maggiore, secondo il quale in questo spazio della visione convivono differenti riferimenti straordinariamente cari all’immaginario di questa terra e dell’esperienza di D’Alba, ovvero il “mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto, l’architettura moresca di Palazzo Sticchi e il barocco, inteso in una forma più letteraria che architettonica; riferimenti ai maestri dell’architettura come Carlo Scarpa, Umberto Riva, Francesco Venezia, Piero Portaluppi, Franco Albini; riferimenti culturali riscontrabili in scrittori come Ezra Pound, Emil Cioran, Luis de Góngora; riferimenti autobiografici e familiari riconducibili all’horror vacui dei ricami materni, allo “girare a vuoto” del sud di Carmelo bene, e infine alla generosità e religiosità iconografica dei piccoli paesi”. Ed è Vincenzo D’Alba a fornirci la chiave d’accesso di questo luogo, quando ci racconta che “Parafrasando Lèon Bloy si può dire che si agisce con la tristezza di non essere architetti. Kiasmo Suite Museum è la normalità oppure un grido nel deserto contro un mondo sensuale. Nessun eroismo, ma soltanto un elitarismo più o meno voluto per sottolineare una sana incomunicabilità. Una architettura colta da un raptus di lucidissima artigianalità per andare oltre una architettura epidermica. Una “esagerazione” come assoluta ammirazione per la storia”.

– Lorenzo Madaro

Kiasmo suite museum
Via Roma 43
Uggiano la Chiesa (Lecce)
Info [email protected]

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Lorenzo Madaro
Lorenzo Madaro è critico d’arte e curatore. Dopo la laurea magistrale in Storia dell’arte ha conseguito il master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2010 è critico d’arte dell’edizione pugliese di Repubblica. Scrive anche per “La Repubblica”, “La Repubblica - Roma”, Alfabeta2 e altre riviste di settore. Tra le mostre recenti curate, Andy Warhol e Maria Mulas (Castello Carlo V, Lecce 2016), Principi di aderenza (Castello Silvestri, Calcio - Bergamo 2016), Spazi. Il multiverso degli spazi indipendenti in Italia (con A. Lacarpia, Fabbrica del Vapore, Milano 2015). È direttore artistico del progetto europeo CreArt. Network of cities for artistic creation per il Comune di Lecce. Ha pubblicato diversi cataloghi, saggi e contributi critici su artisti del Novecento e della stretta contemporaneità. Per Artribune cura la rubrica Futuro remoto.