L’Italia dei borghi non è solo cartolina. Il racconto alla Biennale Architettura di Venezia

Una mostra compresa tra gli eventi collaterali della Biennale di Architettura 2018 e una conferenza promossa dal Concilio Europeo dell’Arte e Fondazione Cariplo, accendono i riflettori sul tema della rivitalizzazione sostenibile dei borghi italiani e del territorio circostante

Borgo di Lovere, Piazza, ph. Luca Merisio
Borgo di Lovere, Piazza, ph. Luca Merisio

#NO(F)EARTHQUAKE è l’hashtag lanciato per tener viva l’attenzione su un problema di cui soffre il nostro Paese ed esortarci a non averne paura. Un motto per pensare di agire ben prima che si consumino tragedie, per imparare a convivere free&safe con i rischi naturali, come già avviene in altri luoghi del pianeta. L’obiettivo certo è lontano, lo dimostrano le conseguenze dei terremoti che ciclicamente devastano interi territori e portano alla perdita di vite umane. Ma ricerca scientifica e sensibilizzazione culturale possono fare molto. A Venezia, per la 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, il Concilio Europeo dell’Arte ha allestito una mostra su alcuni borghi italiani. Non borghi a caso, ma luoghi simbolo, devastati da cinque terremoti diversi, dal 1976 al 2016. L’idea è raccontare la storia della resilienza di ognuna delle comunità coinvolte, per dimostrare come l’evento sia stato vissuto, affrontato, gestito e metabolizzato, in quanto a reazione delle popolazioni colpite, danni, ricostruzione e ritorno a nuova vita.

Borgo di Lavenone Ostello, ph. Luca Merisio
Borgo di Lavenone Ostello, ph. Luca Merisio

L’ESPERIENZA DI ATTIVAREE

Il 28 settembre, alla InParadiso Art Gallery nei Giardini della Biennale, Fondazione Cariplo testimonia la propria esperienza sul territorio lombardo a sostegno dei borghi e delle comunità locali: 100 milioni di euro negli ultimi dieci anni, destinati ad oltre 400 beni storici recuperati e rigenerati grazie alle linee dedicate alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e ad un programma – AttivAree – dedicato alle Aree Interne. Con il convegno Borghi: un patrimonio da preservare e riattivare, Fondazione Cariplo porta all’attenzione del pubblico internazionale le buone pratiche sviluppate in un decennio di impegno sulla promozione di aree svantaggiate del territorio lombardo. Si parlerà di conservazione programmata, di impegni istituzionali, di beni culturali a rischio e di un patrimonio che quando ben gestito, rappresenta un’opportunità culturale, sociale ed economica importante per la resilienza. Tra i temi affrontati la gestione del rischio sismico, quanto consenta oggi la normativa di settore a sostegno degli interventi necessari, come progettare; e ancora, l’ignoranza come fattore di rischio per l’abbandono, lo spopolamento e la perdita della tradizione.

2018: ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE

Gli esempi concreti presentati da Fondazione Cariplo dimostrano come sia possibile creare buone pratiche di intervento quando l’abbandono sembra aver preso il sopravvento, come a Sabbioneta, a Lovere o in Val Camonica. L’idea vincente di Fondazione Cariplo è stata credere in AttivAree, un programma complesso che è andato dritto al punto debole di un territorio delicatissimo come quello italiano, dove il patrimonio culturale è sì diffuso in città antiche di fama mondiale, ma soprattutto in provincia: nei borghi storici, in territori ancora autentici che esprimono valori locali e, per questo, costituiscono la risorsa primaria per uno sviluppo policentrico, coordinato e sostenibile. È il caso del progetto per le Valli Resilienti, con al centro Borgo Lavenone e Borgo di Rebecco, dove “resilienza” non è solo la messa in sicurezza ed eventuale ricostruzione dei luoghi, ma anche il rilancio di tutte le attività locali con risultati tangibili. Dalla gestione del rischio a Sabbioneta, fino al piano di manutenzione e conservazione nel comune di Lovere, passando dall’importante recupero artistico di cui è stata oggetto la Valle Camonica: tre importanti esempi di conservazione del patrimonio culturale in borghi lombardi. Sul fronte delle aree interne, invece, esemplari diventano le piattaforme collaborative e l’accoglienza solidale a Lavenone, e la sperimentazione culturale, agricola e imprenditoriale nel borgo di Rebecco, due esperienze compiute all’interno del progetto AttivAree.

Buone pratiche per i Borghi, un patrimonio da preservare e riattivareè un evento gratuito, con registrazione obbligatoria online: https://borghi_2018.eventbrite.it. Il 2018 è l’Anno Europeo del patrimonio culturale; #europeforculture è l’hashtag ufficiale.

– Emilia Antonia De Vivo

www.borghiofitaly.org
www.fondazionecariplo.it

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Emilia Antonia De Vivo
Emilia Antonia De Vivo è architetto urbanista. Vive a Londra da quattro anni. Redattore freelance per domusweb, è autrice dei testi della "Domus London Architecture Guide 2011", Apps per IPhone e smartphones, distribuita da Editoriale Domus SpA. Per la Guida ha redatto personalmente i report fotografici sulle ottanta Architetture selezionate. A Londra collabora a progetti di ricerca presso la Kingston University e The Architecture Foundation. In Italia ha concluso due cicli triennali di docenza presso il Laboratorio di Urbanistica dell’Università degli Studi “Federico II” e ha svolto attività di ricerca e pianificazione urbanistica presso Comuni e pubbliche amministrazioni. Master, specializzazione, ricerca e visiting professor presso la UPC Universitat Polytècnica de Catalunya e la ETSAB Escuela Tecnica Superior de Arquitectura.