Roma: il Campus Bio-Medico raddoppia i suoi spazi. Ecco i progetti finalisti del concorso

Diller Scofidio + Renfro con Alvisi Kirimoto Partners, El Equipo Mazzanti, Labics, Mario Cucinella Architects, Atelier(s) Alfonso Femia sono alcuni dei sette studi nella shortlist nel concorso per il nuovo masterplan dell’ateneo capitolino. A novembre sarà proclamato il progetto vincitore.

Il campus bio-medico oggi
Il campus bio-medico oggi

Non sono molti, in Italia, i concorsi di progettazione banditi e ancor meno quelli di una certa rilevanza, sia volumetrica che economica. Sempre più spesso vengono promossi e gestiti da realtà private – vedi San Pellegrino– che si affidano all’architettura di alto livello per portare a termine ambiziosi piani di sviluppo, impensabili in ambito pubblico. È il caso dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, che nel 2017 ha bandito una competiton internazionale a inviti per la definizione di un masterplan che preveda il cospicuo aumento degli spazi della sua attuale sede capitolina. L’operazione è parte del più vasto piùCampus 2015-2045, il piano trentennale dedicato all’implementazione delle tre dimensioni fondamentali dell’Ateneo: insegnamento, ricerca e assistenza. L’obiettivo finale è realizzare un simulation center, spazi dedicati alla didattica innovativa per nuove facoltà dipartimentali e servizi centrali, una residenza sanitaria assistita con attività di hospice, alloggi per studenti, strutture sportive e ampi spazi di studio, socialità e aggregazione.Sette gli studi di architettura finalisti – selezionati pochi giorni fa da una giuria internazionale, costituita non solo da progettisti e urbanisti ma anche da rettori, scienziati e business developer; il coordinamento e la curatela scientifica del concorso è affidata a Luca Molinarie al suo studio. Il progetto, recentemente presentato al MAXXI, prevede il ripensamento di un’area complessiva di 90 ettari e la definizione di nuovi spazi e servizi per circa 186mila metri quadrati, con l’idea di realizzare, a Trigoria, il “campus del futuro”. Ecco i sette progetti inseriti nella shortlist. Chi vincerà?

Giulia Mura

http://www.futureunicampus.it/

1. ATELIER(s) ALFONSO FEMIA

Atelier(s) Alfonso Femia, vista degli uffici e degli edifici per la didattica e lo sport. Atelier(s) Alfonso Femia

L’Atelier(s) Alfonso Femia presenta “Viridi scripturas / Green flow(er)s. Tomorrow is the yesterday future” un progetto che prevede un campus organizzato longitudinalmente in quattro aree tematiche lungo l’asse nord-sud che lega Trigoria al Parco di Decima. Un insieme di edifici tra loro differenti – per geometrie, materiali e organizzazione interna – che, nella loro voluta eterogeneità architettonica, siano in grado di rappresentare la ricchezza e la complessità di un insediamento abitativo contemporaneo.

2. DILLER SCOFIDIO + RENFRO and ALVISI KIRIMOTO PARTNERS

Diller Scofidio + Renfro e Alvisi Kirimoto Partners, vista del progetto architettonico. Diller Scofidio + Renfro e Alvisi Kirimoto Partners

Il felice incontro tra Roma e New York. Così vedono il campus questi progettisti in cordata. Si intitola “A seed for the Campus Growth” il progetto di Diller Scofidio + Renfro and Alvisi Kirimoto Partners che presenta due corpi assiali perpendicolari attorno a cui si concentrano strutture di collegamento sospese, piazze e una serie di edifici con funzioni differenti e flessibili. Le nuove architetture si concentrano soprattutto verso Trigoria, mentre il fianco che guarda verso il Parco di Decima diventa una grande area verde attrezzata per spazi pubblici e aree agricole.

3. EL EQUIPO MAZZANTI

El Equipo Mazzanti, vista dall’interno del progetto architettonico. El Equipo Mazzanti

Un campus universitario basato su un sistema aperto, costituito da edifici modulari pensati per cambiare nel tempo e adeguarsi alle necessità di un organismo che si evolve: è “Living Campus”, il progetto di El Equipo Mazzanti. I singoli interventi sono pensati come forme naturali, organiche, sistemi che crescono in sinergia gli uni con gli altri, alternando spazi abitati a luoghi pubblici. I rivestimenti? Molto verde verticale e texture traforate in cortina.

4. LABICS + TOPOTEK 1

Labics e Topotek 1, vista della piazza antistante lo sviluppo architettonico. Labics e Topotek 1

A farla da padrone in “Horti Academici” di Labics + Topotek 1 è una certa idea di romanità. Il campus è infatti immaginato seguendo la griglia tradizionale della centuria romana, una traccia storica utile per costruire il futuro. Un sistema di due piazze rialzate – attorno a cui si concentrano i nuovi edifici per l’università e la ricerca – è il nuovo cuore pubblico del campus, centro da cui si irradierà lo sviluppo degli spazi comuni e dei nuovi edifici: bianchi, puliti, funzionali.

5. MARIO CUCINELLA ARCHITETTI

Mario Cucinella Architects, vista del progetto architettonico. Mario Cucinella Architects

Mario Cucinella, curatore di Arcipelago Italia, e il suo team immaginano il campus come un sistema diffuso di architetture flessibili e modulari, che si combinano a seconda delle esigenze dell’università nel tempo. Due assi ortogonali principali strutturano il nuovo complesso, in cui gli elementi naturali e un sistema di spazi aperti continui diventano l’anima di tutto il complesso. Non singoli edifici dominanti dunque, ma un agglomerato di volumi in legno e vetro, adattabili agli usi e alle circostanze e circondati da verde. Proprio a Roma, lo studio bolognese ha ricevuto l’incarico per la nuova sede del rettorato di Roma Tre.

6. SAUERBRUCH HUTTON

Sauerbruch Hutton, view of the courtyard of the architectural development. Sauerbruch Hutton

Conosciuti nel mondo per l’utilizzo del colore in facciata, i progettisti dello studio Sauerbruch Hutton, di base a Berlino, propongono “Livelli Di Apprendimento – Layers Of Learning” un campus sviluppato intorno a un sistema a griglia che organizza edifici, spazi e funzioni affacciati su un asse centrale a verde pubblico, cuore di tutto il complesso. Il primo intervento è un grande edificio orizzontale a corte, con spazi trasparenti e flessibili in cui la luce naturale è filtrata da una serie di setti in legno colorati che generano atmosfere che cambiano a seconda delle stagioni.

7. XAVEER DE GEYTER ARCHITECTS

Xaveer De Geyter Architects, vista della piazza principale e dell’edificio polifunzionale. Xaveer De Geyter Architects

Potentia Trium” di Xaveer De Geyter Architects è forse il più razionale tra gli interventi proposti, quello dell’architetto belga Xaveer de Geyter prevede che il campus sia organizzato intorno a una griglia regolare affacciata su una striscia di verde, centro comunitario e simbolico del campus. Un’unica, grande stecca bianca su pilotis è la prima opera immaginata per avviare la realizzazione del campus. Una piastra che libera terreno pubblico e che “incrocia”, nei due livelli superiori, funzioni differenti: per una comunità fluida e complessa.

Dati correlati
AutoriMario Cucinella, Xaveer De Geyter
Generearchitettura
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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.