Lugo di Romagna: un premio per la piazza che omaggia Luigi Ghirri

Il progetto di riqualificazione della piazza del Pavaglione a Lugo, in provincia di Ravenna, è stato concepito come un omaggio all’opera del celebre fotografo. L’intervento, opera di stARTT, del raggruppamento P’ARC e di Paolo Rosetti, ha ricevuto il premio S-Arch Award 2018, nella categoria Urban Design.

La piazza del Pavaglione di Lugo – Omaggio a Luigi Ghirri, Foto Gabriele Lungarella
La piazza del Pavaglione di Lugo – Omaggio a Luigi Ghirri, Foto Gabriele Lungarella

Ammesso alla seconda fase della gara per la realizzazione del nuovo Urban Center della Triennale di Milano– delle 69 candidature pervenute, restano in lizze anche le proposte presentate da Alessandro Floris, DAP Studio, Milk Train, PIOVENEFABI, Salottobuono, UNULAUNU – lo studio stARTT si è di recente aggiudicato il premio internazionale S-Arch Award 2018, nella categoria Urban Design. Il riconoscimento è stato attribuito al progetto per la nuova piazza del Pavaglione, a Lugo di Romagna (Ravenna), sviluppato dallo studio guidato da Simone Capra – Claudio Castaldo e Dario Scaravelli, da P’ARC (Enrica Dall’Ara, team leader, Matteo Zamagni, Sara Angelini) e da Paolo Rosetti, quest’ultimo consulente per gli aspetti botanici. Risultato vincitore del concorso in due fasi indetto dal Comune di Lugo e dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, nel novembre 2012, il raggruppamento ha sviluppato un intervento che intende porsi come ideale omaggio a Luigi Ghirrie alla sua opera fotografica.

GENESI DI UNA NUOVA PIAZZA

Ultimata nel luglio 2017, l’opera colloca una serie di calibrati nuovi elementi in un grande vuoto urbano “protetto” da un quadriportico di origine settecentesca. La piazza in questione insiste nel centro dell’abitato di Lugo, sul sedime dell’antico foro romano e dello spiazzo fieristico medioevale prospiciente la fortezza cittadina. Su una superficie di oltre 6200 metri quadrati, i progettisti hanno agito in un’ottica di evocazione delle stratificazioni storiche. “Come nella tecnica del graffito – raccontano – il piano pavimentale è stato inciso a ritrovare le tracce dei sedimenti della storia e a portarne di nuovi. Lo spazio aperto per le manifestazioni e quello alberato sono separati lungo il cardo della centuriazione romana; nuove increspature del piano creano ambienti morbidi adatti al relax e al tempo libero all’ombra degli alberi; una costellazione di sedute monolitiche – disposte a creare microambientazioni – anima la piazza.” Lo scenario si rinnova, lasciando affiorare un’altra identità, al calar della sera, quando “questo insieme di tracce – contemporanee oppure mutuate dalla storia – lascia il posto a surreali presenze luminose che emergono nella nebbia in omaggio al lavoro di Ghirri. Le incisioni nel piano diventano segni luminescenti che si confrontano con le luci puntuali delle luminarie, rarefatte nel cielo della bassa padana, secondo la lezione del Profilo delle nuvole”, precisano ancora i progettisti.

IL RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE

Giunto alla quinta edizione, S-ARCH AWARD 2018 è un riconoscimento internazionale articolato in quattro categorie: Residential buildings;Commercial / Public Buildings; Small projects; Urban / Landscape projects. I premi – quest’anno conferiti a Venezia, nei giorni dell’apertura della Biennale di Architettura 2018– sono stati assegnati da una giuria di professionisti che comprendeva, tra gli altri, l’architetto giapponese Toyo Ito, Will Alsop, recentemente scomparso, e la progettista di nazionalità italiana Viviana Muscettola, Associate Director dello studio inglese Zaha Hadid Architects. La piazza del Pavaglione di Lugo – Omaggio a Luigi Ghirri è stato l’unico progetto italiano in shortlist quest’anno; nella sezione di riferimento, si è imposto su due interventi realizzati in Spagna, tra cui il Maritime Park alla Isole Canarie, e sul Windsor Nature Park, a Singapore. Nel 2019, la tradizionale International Conference on Architecture & Built Environment, un appuntamento associato alla cerimonia di consegna dei riconoscimenti, si terrà a Cuba – a L’Avana, dal 5 al 7 marzo -; già disponibili, al sito ufficiale della competizione, le modalità di iscrizione e partecipazione.

– Valentina Silvestrini

www.startt.it
http://s-arch.net/

 

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AutoreLuigi Ghirri
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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.

2 COMMENTS

  1. A me il pavaglione di Lugo piaceva di più quando ancora non erano stati fatti quegli interventi: parallelepipedi di cemento, dune di ghiaia, alberi piantati in mezzo a delle specie di aiuole isolate che stanno rischiando di morire, lampioni che non saprei definirne lo stile.
    Ricordo quando si presentava come uno spazio molto grande, vuoto e silenzioso, dal sapore novecentesco (anche se il pavaglione è molto più antico) e dall’atmosfera metafisica. Uno spazio che, io non essendo romagnolo, identificavo subito con la cultura e la storia di quella terre, degli artisti che l’hanno abitata, di certe atmosfere viste in certi films o lette su alcuni libri,
    Oggi onestamente mi pare una piazza come tante altre, come quelle che troviamo nei quartieri nuovi nelle periferie di una qualsiasi città europea.

  2. Personalmente trovo l’intervento misurato ed elegante. Da romagnolo residente in zona credo che da decenni fosse necessaria una riqualificazione della piazza. Le parti in ciottolo prima erano ridotte a un campo di patate ed è stato fatto un buon restauro. Per il resto la piazza era una colata di asfalto rabberciato, quello sì da periferia tutta e solo italiana (altro che europea!).
    Per quanto il progetto abbia inserito alcuni elementi moderni (che possono piacere o no) il tono generale non è chiassoso e l’atmosfera metafisica per me resta palpabile. Oggi in piazza finalmente ci si siede, si chiacchiera o si osserva.
    Quanto al verde negli spazi pubblici in Italia siamo messi maluccio, il problema è il più delle volte di gestione. E dire che ricordo immagini storiche della piazza alberata a inizio Novecento…

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