Il 13 dicembre inaugura a Ferrara il Meis, Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah

Partito il conto alla rovescia per l’inaugurazione della prima parte del Meis, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, che sarà inaugurato a Ferrara il prossimo 13 dicembre con una mostra che ripercorre le tappe fondamentali della storia dell’Ebraismo in Italia…

Il futuro Meis - rendering
Il futuro Meis - rendering

Mancano meno di 100 giorni all’apertura della prima parte del Meis, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, che sarà inaugurato a Ferrara il prossimo 13 dicembre con la mostra “Ebrei, una storia italiana: i primi mille anni” che ripercorre le tappe fondamentali dell’Ebraismo nel nostro paese. Il museo rientra in un piano di recupero urbanistico dell’ex carcere di Ferrara e dell’intera zona della Darsena su cui sorge.

LA STORIA DEL MUSEO

La storia del Meis, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, parte dal 2003, quando fu approvata con un voto all’unanimità la legge istitutiva del Museo. Tra i primi firmatari Dario Franceschini, allora parlamentare, oggi Ministro. “La decisione di collocare a Ferrara il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah”, racconta ad Artribune Dario Disegni, Presidente del Meis, “è stata presa già nel 2003 nel momento in cui è stata emanata la legge istitutiva del Museo perché a Ferrara è presente una significativa comunità ebraica ed è una città importante per la storia della cultura ebraica in Italia”. Il Museo vuole rendere omaggio alla lunga storia della comunità ebraica nel nostro paese. “L’idea costitutiva del Meis” sottolinea Disegni “è di raccontare una cultura millenaria di una popolazione presente nel nostro paese da 2200 anni. Una cultura fiorente, con un passato glorioso e con un futuro più vivo che mai”. L’obiettivo è far conoscere la storia attraversando tutte le epoche, dall’antichità al contemporaneo, ampliando la narrazione al di là della Shoah.

LA STRUTTURA

Il progetto del Meis è a cura dello studio di architettura Scape. Il nuovo museo sorgerà all’interno dell’ex carcere di Ferrara, costruito nel 1912 e dismesso nel 1992. Sono stati necessari degli imponenti lavori di restauro perché la struttura versava in condizioni fatiscenti. Il 13 dicembre sarà inaugurato il primo lotto del futuro museo. Ma si tratta solo di una piccola parte di quello che sarà il Meis una volta completato. “Nel 2018 partirà la costruzione di 5 nuove palazzine nell’area dell’ex carcere”, continua Disegni, “a simboleggiare i 5 libri della Torah che completeranno lo spazio museale con sale espositive, biblioteca, caffetteria creando un interessante contrasto visivo tra la struttura preesistente e le nuove costruzioni”. Il complesso è finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali per 49 milioni di euro elargiti in più tranches. Il progetto dell’ex carcere si ascrive in un piano di riqualificazione urbana più ampia che coinvolge l’intera zona della Darsena e punta a costruire un altro polo culturale in città che vada oltre il centro storico.

LA MOSTRA

La mostra inaugurale “Ebrei, una storia italiana: i primi mille anni”, a cura di Anna Foa, Giancarlo Lacerenza e Daniele Jalla, ripercorre 1000 anni della storia del popolo ebraico in Italia. “Non si tratta di una semplice mostra temporanea”, puntualizza Disegni, “ma di una mostra che prefigura il futuro del museo. L’obiettivo strategico che, a partire dalla mostra inaugurale, il MEIS si è posto è quello di dare vita a un centro di cultura, di dibattito e di confronto sull’ebraismo, dal suo lontano passato al suo futuro in Italia, ma anche, più in generale, sul ruolo delle diverse minoranze e sulla convivenza”. Perché il confronto tra le minoranze è oggi più che mai attuale. “L’esperienza dell’ebraismo in Italia”, conclude Disegni, “costituisce un modello assolutamente originale di integrazione e, al tempo stesso, di mantenimento e sviluppo di una propria identità religiosa e culturale”.

– Mariacristina Ferraioli

Meis – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah
Via Piangipane, 79-83
I-44121 Ferrara

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.