Inaugurato il Centro Botín a Santander di Renzo Piano con Luis Vidal. Tutte le immagini

Dopo 7 anni di lavori, inaugura a Santander in Spagna il Centro Botín, firmato da Renzo Piano con i partner locali Luis Vidal + Architects. La prima mostra è di Carsten Holler

Centro Botìn. Immagini dell'edificio, Photo: Enrico Cano
Centro Botìn. Immagini dell'edificio, Photo: Enrico Cano

Ha finalmente inaugurato il tanto annunciato Centro Botín a Santander, in Spagna, firmato da Renzo Piano (Genova, 1937) e dal suo team Renzo Piano Building Workshop che, dopo il Centre Pompidou di Parigi, l’Auditorium di Roma, la Fondazione Beyeler di Basilea e l’Art Institute di Chicago, torna a misurarsi con un’architettura museale.
 Avviati i lavori nel 2010 in partnership con lo studio madrileno Luis Vidal + Architects, il museo punta a diventare un nuovo polo di attrazione turistica per la città di Santander. L’operazione è stata finanziata da Fundaciòn Botin, la fondazione di arte contemporanea che faceva capo a Emilio Botín (Santander, 1934- Madrid 2014), ex presidente del Banco Santander, uno degli uomini più ricchi d’Europa. Botín ha fortemente voluto l’archistar italiana per realizzare il suo museo che sorge tra il centro storico e la baia.

L’INAUGURAZIONE

Inaugurazione con il botto, con tanto di Re e Reginetta, per il nuovo polo museale che ha scelto per la sua prima mostra una retrospettiva di Carstern Holler (Bruxelles, 1961), la più grande e completa mai realizzata in Spagna sull’artista belga. Curato da Vicente Todolì, il percorso espositivo attraversa gli ultimi dieci anni del lavoro di Holler che con la sua ricerca indaga il confine tra l’opera d’arte e l’esperienza sensoriale del pubblico. Todolì, che è il direttore artistico della fondazione Botìn, ha già in passato curato una mostra di Holler all’Hangar Bicocca. Mostra pensata e strutturata in dialogo con lo spazio del museo ed è tutta giocata sul concetto di doppio. Il doppio è anche un elemento chiave della struttura del Centro Botín, composto da due grandi blocchi indipendenti uniti da una passerella. Immagini in anteprima.

 

– Mariacristina Ferraioli

http://www.centrobotin.org/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.
  • Angelov

    Quando l’Architettura fa a pugni con i propri contenuti, esaltando gli aspetti più superficiali delle proprie ragioni di essere.

  • Nicola Angerame

    Un progetto che sembra voler tagliare in due un edificio per mostrarne la vita interiore. Promotore della bella vista, appare come un affaccio sull’incommensurabile ma sembra ridurre drasticamente lo spazio espositivo. Mi chiedo come tutto quel mare come sfondo possa influenzare la resa e la fruizione delle opere esposte.
    Sempre affascinante l’operazione di aprire gli spazi… ma per un museo la possibilità di avere il controllo dello spazio è un bene prezioso e piuttosto imprescindibile.

  • Matteo Farina

    Contaminazione di Genius Loci ? Sembra che l’identità del waterfront di Santander sia stata confusa…