L’archistar e la mega gallerista. Daniel Libeskind e Daniella Luxembourg curano una mostra a New York

Nella sede newyorkese della galleria Luxembourg & Dayan, co-diretta con Amalia Dayan, va in scena il dialogo decennale tra la gallerista-ex direttore di Sotheby’s Israel e l’archistar del Museo ebraico di Berlino.

Daniel Libeskind
Daniel Libeskind

Dopo la recente mostra, nella sua sede di Londra, sul periodo cubista – relativo agli anni 1925-1934 – dello scultore Alberto Giacometti, prosegue l’indagine storica della galleria Luxembourg & Dayan sugli artisti europei più significativi del dopoguerra. Torna ancora una volta la scultura, ma questa volta la mostra – intitolata Figures Toward Abstraction: Sculptures 1910 to 1940 – nasce dal dialogo decennale sulla natura dell’astrazione nell’arte, nell’architettura, nella storia e nella vita in generale tra l’archistar Daniel Libeskind, uno dei principali interpreti dell’architettura decostruttivista, che ha progettato tra l’altro il Museo ebraico di Berlino, e la gallerista israeliana Daniella Luxembourg, con un passato da direttore fondatore del Museo ebraico di Vienna: “Non credo che i musei ebraici siano una cura per l’antisemitismo” – ha detto in un’intervista su WMagazine -. “Ma se i ragazzi delle scuole vedono che gli ebrei fanno parte di una città già fin dal XVI secolo, non c’è bisogno di dire di più“.

LA SELEZIONE IN MOSTRA

Nella mostra da Luxembourg & Dayan una ricca selezione di sculture di maestri moderni come Rudolf Belling, Alberto Giacometti, Julio González, Henri Laurens, Jacques Lipchitz e Henri Matisse è, così, presentata all’interno di un allestimento appositamente concepito da Libeskind ed è introdotta da una poesia di Rainer Maria Rilke, Archaic Torso of Apollo, prima di svilupparsi sui tre piani della galleria, in un percorso che partendo dalla figura umana, mantiene comunque il corpo – in particolare il nudo tradizionale – come base strutturale. Con opere che vanno dal bronzo femminile – e decostruito – di Matisse al seminale Dreiklang (1919) di Rudolf Belling – tra le prime sculture completamente astratte del ventesimo secolo, inclusa nella manifestazione d’arte degenerata del Partito Nazista del 1937 – esposto per la prima volta negli Stati Uniti.

– Claudia Giraud

Figures Toward Abstraction: Sculptures 1910 to 1940
fino al 1 luglio 2017
Luxembourg & Dayan, New York
64 East 77th Street, New York City

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).