Costruire la città. Architettura protagonista a Ginevra

Nella suggestiva cornice dell’ex fabbrica Sicli – struttura dai volumi scultorei nella zona industriale di Ginevra – si svolge anche quest’anno la rassegna “Quinzaine de l’urbanisme”. Fra dibattiti, workshop e percorsi espositivi, spicca la mostra “Entrer”, che ci ha condotto attraverso un viaggio immaginario fatto di architetture, sensazioni, rumori e paesaggi belgi.

CAG - photo © Serge Brison
CAG - photo © Serge Brison

DALLA SVIZZERA AL BELGIO
Ginevra sta vivendo uno sviluppo urbanistico straordinario. Come ha sottolineato Antonio Hodgers, consigliere di Stato responsabile del DALE, la città deve dare alloggio a migliaia di lavoratori. Si tratta quindi di creare dei quartieri vivi e diversificati, dove si possa vivere bene e ognuno possa trovare il suo spazio, in linea con le proprie esigenze. Il cantone svizzero si sta rinnovando anche sul piano dell’efficienza energetica e valorizzazione del patrimonio naturale e multiculturale.
Le mostre, le conferenze e i workshop della Quinzaine de l’urbanisme 2016 animano il dialogo tra architetti, ricercatori, urbanisti, ispirandosi a esempi locali e nazionali, come il caso emblematico degli alloggi cooperativi a Zurigo, con ambienti in comune per socializzare e sviluppare la propria creatività, presentato nell’ambito della mostra Import Zurich. Ma anche esempi internazionali, come l’interessante mostra Entrer, che raccoglie cinque progetti d’architettura in Belgio. Si tratta di un’immersione nei luoghi indagati dagli architetti, un progetto multisensoriale che invita il fruitore a condurre un cammino fra le tracce sapientemente inserite dalla curatrice Audrey Contesse, la quale ci ha accompagnato in questo viaggio immaginario. La mostra non riflette una tendenza, piuttosto cerca di illustrare la diversità, tanto programmatica quanto pratica, messa in opera in Belgio. Tanti piccoli richiami ai progetti sono disseminati nel percorso espositivo: un quadro, la fotografia di un dettaglio, uno schizzo di topografia sono dei testimoni silenziosi che trasmettono lo spirito del luogo. Le registrazioni sonore colgono il fruscio dei passi sull’erba, il rumore lontano delle automobili, mentre la cinepresa cattura dei piani fissi.

Artotheque Mons by atelier gigogne et l'escaut - photo (c) François Lichtle
Artotheque Mons by atelier gigogne et l’escaut – photo (c) François Lichtle

LA MOSTRA
Come sottolinea la curatrice: “Il progetto Entrer è soprattutto un invito a misurare l’analisi della spazialità e della materialità dell’architettura attraverso una mostra, un catalogo e una stagione culturale. Avevo fatto una preselezione di dodici studi e poi sono arrivata ai cinque esposti. Questa selezione mostra la diversità di come si esercita l’architettura in Vallonia. Anche in relazione al tipo di studio, alcuni sono organizzati in cooperative, altri sono delle piccole realtà. E questo ha un’influenza sul tipo di architettura proposta. Pe me l’architettura è uno spazio, è un’atmosfera e questi sono dei progetti molto legati al loro contesto. Ma come si può trasmettere ciò a centinaia di chilometri di distanza da dove sono stati costruiti?
Ho richiesto l’aiuto di un fotografo e di un progettista del suono. Abbiamo visitato insieme i luoghi e abbiamo cercato di catturarne l’atmosfera. La materialità è data dagli oggetti, ho inserito dei frammenti, non c’è nulla che è stato rifatto per l’esposizione, sono tutti documenti che esistevano già”.

m garden pavillon by vers.a - photo (c) Maxime Delvaux
m garden pavillon by vers.a – photo (c) Maxime Delvaux

I PROGETTI
Il progetto dell’Infrastructure polyvalente a Spa dello studio Baukunst si lega alla struttura preesistente in maniera teatrale. Il garden Pavillon di VERS.A, che racchiude una cucina professionale e una collezione d’arte, è in dialogo con la natura circostante, un luogo ideale per distendersi in armonia con il contesto ambientale.
“Per il progetto place de la cage aux Ours dello studio msa + ney & partners”, prosegue la curatrice. “Si è trattato di una richiesta del Comune di Bruxelles con la partecipazione eccezionale degli abitanti del quartiere. Ma la volontà de cittadini di coprire completamente il livello sottostante e fare uscire l’orso dalla sua tana era troppo oneroso rispetto al budget che aveva a disposizione il Comune. Gli architetti hanno proposto una passerella, ma deviata. Hanno creato una struttura allargata per creare delle sedute, è come un origami che si piega, tutto in metallo. Creando un luogo di scambio, di dialogo tra i cittadini. Il progetto dell’Artothèque di Mons, Capitale Europea della Cultura 2015, dello studio L’Escaut e l’atelier Gigogne, si è sviluppato insieme al cantiere, in questa cappella denudata dell’ex convento delle Orsoline, dove il metallo utilizzato dagli architetti fa da contrasto poetico con la struttura preesistente.
Con il progetto dello studio Baumans-Deffets si passa invece a un “caso unico di conversione di un edificio. Il promotore finanziario voleva buttare giù l’ex latteria di Dison. Gli architetti hanno lottato per portare avanti il loro ambizioso progetto di riconversione che oggi accoglie un supermercato, un centro culturale, gli studi di una rete televisiva, uffici e presto una scuola di musica. Il Comune ha il potere decisionale sul proprio territorio, ma non ha una cultura architettonica. In più bisogna fare i conti con una temporalità politica, le cariche durano cinque anni, mentre i progetti architettonici richiedono molto più tempo. Ci sono dei confronti e spesso degli scontri. Ciò che interessa i politici è di essere rieletti e di far piacere ai propri elettori.
Chantal Dassonville, direttrice della cellula di architettura della federazione Vallonia-Bruxelles, lavora quotidianamente per creare una cultura architettonica nel territorio. Per il momento l’esito è positivo, ci sono degli scambi, ma ci saranno le elezioni tra due anni. Anche a Bruxelles, si inizia a parlare di architettura sociale, ci sono già dei buoni esempi, ma si tratta dell’iniziativa dei cittadini, non c’è uno statuto”.

Giorgia Losio

Ginevra // fino al 14 ottobre 2016
Quinzaine de l’urbanisme
a cura di Audrey Contesse
PAVILLON DE SICLI
Route des Acacias 45
http://ge.ch/amenagement/quinzaine-urbanisme-2016

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Giorgia Losio
Giorgia Losio, nata a Milano, è storica dell’arte e appassionata di design. Ha studiato storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Milano e si è specializzata in storia e critica dell’arte contemporanea all’Université Sorbonne Paris-IV e in museologia e museografia all’École du Louvre. Ha collaborato alla realizzazione di progetti espositivi con istituzioni internazionali quali MACBA, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto Biella, MAMAC Nizza, Pinacothèque de Paris, Palais de Tokyo Parigi, Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains Tourcoing. Ha pubblicato articoli su Artribune, Exibart, Tema Celeste e Corriere della Sera.