Superstudio à la mode. Toraldo di Francia e Arbesser in dialogo al MAXXI

La mostra dedicata a Superstudio dal MAXXI di Roma ha accolto un evento ospitato all’esterno del museo, nella struttura creata dai Parasite 2.0, vincitori dello YAP 2016. Un luogo pop ricreativo, che invita al gioco e alla libertà, perfetto come sfondo per l’incontro fra Cristiano Toraldo di Francia e Arthur Arbesser sul tema del design dello spazio.

Librabito, YAPP MAXXI, Roma 2016
Librabito, YAPP MAXXI, Roma 2016

UN DIALOGO EFFICACE
Superstudio à la mode è il titolo del dialogo fra due protagonisti della cultura del design: Cristiano Toraldo di Francia, fondatore, nel 1966, insieme ad Adolfo Natalini, proprio di Superstudio – chiamato così perché “quando la benzina era Super tutto doveva essere super” – e Arthur Arbesser, giovane talento cui va riconosciuto lo stile trasversale ma colto espresso in collezioni, sue o per Iceberg, di cui è art director, con chiari riferimenti filosofici e architettonici. La cultura austriaca, le radici mitteleuropee di Arbesser ne fanno il protagonista autentico di una nuova espressione artistica che mantiene il controllo della couture, senza sconfinare in facili trasgressioni finto minimaliste: un serio progettista, espressione contemporanea della Wiener Werkstätte che, più di cinquant’anni prima di Superstudio, ragionava sull’abito come un elemento totale, dal decoro del corpo a quello della casa.

Librabito, YAPP MAXXI, Roma 2016
Librabito, YAPP MAXXI, Roma 2016

TRA PASSATO E PRESENTE
Il dialogo con Toraldo – andato in scena il 14 luglio, nell’ambito della mostra Superstudio50 e negli spazi ideati da Parasite 2.0, vincitori dello YAP 2016 – si è evoluto nel segno di una rispettosa attenzione verso colui che Arbesser vede come il maestro di una pratica creativa alla ricerca continua di una sintesi della forma, per esaltare trama e tessuto. Il confronto ha preso le mosse dalle tute, intese come elemento perfetto, composto di pochi pezzi essenziali, a cominciare da quella progettata dal futurista Thayaht fino ad arrivare ai Librabiti.
Il Librabito è uno dei progetti presentati dagli studenti della facoltà di Architettura di Ascoli Piceno, sullo sfondo del corso diretto da Toraldo di Francia. Si tratta di una tuta di Tyvek che ricopre completamente il corpo, “tenendo lontane le polveri sottili ma non i pensieri”, completamente stampata di testi ispirati alla distruzione dei libri di Fahrenheit 451.
Hanno sfilato altri lavori degli studenti dettati da drammatiche esigenze contemporanee, come l’abito rifugio, e quelli realizzati con il riciclo di materiali. Il richiamo al progetto di Arbesser è evidente: nei modelli da lui presentati all’interno della collezione di Iceberg permane quel rigore consapevole del momento in cui stiamo vivendo, espresso però con discreta allegria: trame che si slacciano, sciogliendo quella rete quadrettata che usava anche Superstudio, quadretti di 3 cm x 3 disposti su abiti e mobili.

Arthur Arbesser per Iceberg
Arthur Arbesser per Iceberg

ARCHITETTURA, DESIGN E MODA
Uno scambio che riempie un bel capitolo di storia della moda, di rapporto fra architettura e design. Un racconto di grande stile italiano che Toraldo introduce con le immagini della scuola della mamma a Firenze, dove i maschi indossavano i vestiti e le femmine il grembiule nero col colletto bianco. Una condivisione di intenti fra moda e architettura per destabilizzare la frenesia del consumo, entrando nelle case borghesi o nel loro guardaroba con oggetti eccentrici, fino a teorizzare un mondo privo di oggetti inutili.
Arbesser per Iceberg come Toraldo di Francia nel Superstudio, attraverso un approccio dalle profonde radici antropologiche, sintetizzano nella forma quadrata la storia dell’abito di Zeno Fiaschi, il contadino capace di provvedere autonomamente alla sua vita, al pari di quella dell’eremita che non ha bisogno di nulla.
Un dialogo talmente interessante da selezionare il pubblico, che, come spesso accade in operazioni colte, mancava di presenze specializzate e, soprattutto, non comprendeva nessuna scuola.

Clara Tosi Pamphili

www.fondazionemaxxi.it

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Clara Tosi Pamphili
Clara Tosi Pamphili si laurea in Architettura a Roma nel 1987 con Giorgio Muratore con una tesi in Storia delle Arti Industriali. Storica della moda e del costume, ha curato mostre italiane e internazionali, cataloghi e pubblicazioni. Ideatrice e curatrice di A.I.artisanal intelligence, evento che si svolge due volte l'anno per promuovere nuovi designer di moda in collaborazione con gallerie di arte contemporanea. Svolge attività di ricerca delle arti applicate nella moda collaborando con le più importanti sartorie teatrali e di moda italiane e internazionali. Ha diretto didatticamente l'Accademia di Costume e di Moda dal 2005 al 2007. Ha insegnato Storia del Design di Moda e Tecniche di Ricerca all'Accademia di Costume e di Moda e alla Facoltà di Architettura di Roma Ludovico Quaroni fino al 2011. Attualmente è consigliere di amministrazione di Altaroma, dove si occupa di progetti di ricerca e sviluppo delle nuove tendenze con particolare attenzione al legame fra moda e arte. Collabora con il Maxxi e altre istituzioni per la creazione di eventi culturali sulla moda. Risiede e lavora a Roma.