Oltre la Biennale. Il crowdfunding di TAMassociati

Punta a raccogliere 360mila euro, il crowdfunding civico attivato da TAMassociati nell’ambito della 15. Biennale di Architettura di Venezia. Una cifra necessaria a garantire la costruzione e l’operatività per due anni di cinque dispositivi mobili. Destinati ad altrettante associazioni.

BiblioHUB – Alterstudio, Padiglione Italia alla 15. Biennale Architettura 2016 a cura di TAMassociati, render di progetto
BiblioHUB – Alterstudio, Padiglione Italia alla 15. Biennale Architettura 2016 a cura di TAMassociati, render di progetto

L’architettura come atto di cura, come capacità di ascolto dei bisogni di una comunità e di un territorio, come tecnica di gestione sostenibile delle risorse, come risposta creativa a problemi complessi con soluzioni semplici. È questo il punto di vista che TAMassociati propone nel Padiglione Italia alla 15. Biennale di Architettura di Venezia, e questi i criteri per la selezione dei cinque studi cui affidare la parte più delicata e innovativa della mostra: il dispositivo per andare oltre la mostra.
AIB Associazione Italiana Biblioteche + Alterstudio, EMERGENCY + Matilde Cassani, LEGAMBIENTE + ARCò, LIBERA Associazione nomi e numeri contro le mafie + Antonio Scarponi e UISP Unione Italiana Sport Per tutti + Nowa sono stati invitati a progettare insieme cinque architetture mobili, presidi di ascolto e di diritto al gioco, alla cultura, alla legalità, alla salute e alla qualità ambientale. In linea con lo spirito del crowdfunding, chiunque può far pervenire, attraverso il sito dell’iniziativa, il proprio contributo al progetto per mezzo di una donazione. L’obiettivo è il raggiungimento della cifra di 360.000 euro, necessaria a dar vita a Taking care – Periferie in azione, a realizzare le cinque unità mobili, portandole nelle zone periferiche, e a gestire la loro attività per il primo biennio.
Ecco, nello specifico, i contenuti dei cinque progetti.

BiblioHUB – Alterstudio, Padiglione Italia alla 15. Biennale Architettura 2016 a cura di TAMassociati, render di progetto
BiblioHUB – Alterstudio, Padiglione Italia alla 15. Biennale Architettura 2016 a cura di TAMassociati, render di progetto

BIBLIOHUB
BiblioHUB di Alterstudio lavora su due piani: un’apertura decisa del modulo verso lo spazio esterno, attraverso il ribaltamento di una parete che diviene rampa d’accesso e spazio di seduta, e il colore, che domina l’interno riversandosi all’esterno. Il dispositivo è pensato come un punto di prestito di libri, ma anche e soprattutto come un luogo d’incontro e socializzazione, un hotspot di accesso a Internet e ebook, una piattaforma di buone pratiche di lettura e condivisione.

TO MOVEs –NOWA, Padiglione Italia alla 15. Biennale Architettura 2016 a cura di TAMassociati, render di progetto
TO MOVEs –NOWA, Padiglione Italia alla 15. Biennale Architettura 2016 a cura di TAMassociati, render di progetto

TO MOVES
Più ludico e sperimentale il dispositivo TO MOVEs, immaginato da NOWA per la promozione dello sport, come un vero e proprio transformer, in grado di assumere molte configurazioni diverse. Piani a ribalta, tende, tralicci, elementi a fisarmonica, gonfiabili, estraibili, prolungabili e altri dispositivi nel dispositivo permettono una serie di movimenti di dilatazione ed espansione, che rendono il padiglione stesso uno spazio di gioco. Un playground variabile, capace di agganciare gli elementi che trova intorno a sé, sulla strada, in una piazza o in un parco.

Articolo10 – Matilde Cassani, Padiglione Italia alla 15. Biennale Architettura 2016 a cura di TAMassociati, render di progetto
Articolo10 – Matilde Cassani, Padiglione Italia alla 15. Biennale Architettura 2016 a cura di TAMassociati, render di progetto

ARTICOLO10
Più semplice e funzionale Articolo10, il dispositivo mobile per Emergency disegnato da Matilde Cassani. Ambulatorio di base all’interno e sala d’aspetto ombreggiata e protetta dalla pioggia all’esterno. Un sistema a doppia apertura separa e semplifica i movimenti d’ingresso (dalla sala d’aspetto) e d’uscita (direttamente dall’ambulatorio). Un pallone luminoso rischiara l’area circostante durante la notte e funziona da segnale del presidio sanitario visibile a distanza.

UMA – Unità di Monitoraggio Ambientale – ARCò, Padiglione Italia alla 15. Biennale Architettura 2016 a cura di TAMassociati, render di progetto
UMA – Unità di Monitoraggio Ambientale – ARCò, Padiglione Italia alla 15. Biennale Architettura 2016 a cura di TAMassociati, render di progetto

UNITÀ DI MONITORAGGIO AMBIENTALE
ARCò, per la realizzazione di UMA Unità di Monitoraggio Ambientale di Legambiente, ha scelto di intervenire sul dispositivo zero adattandolo ai principi della sostenibilità ambientale. Ha aumentato il comfort interno massimizzando la ventilazione naturale (soffitto apribile e doppie esposizioni), ottimizzando la dimensione delle superfici vetrate e sostituendo la scocca con pannelli dotati di un isolante naturale (stoffa riciclata o lana di pecora). E per rispondere ai bisogni energetici del laboratorio (alimentazione di un laptop, luce interna e due frigoriferi) un pannello fotovoltaico, integrato alla copertura inclinata, rende il dispositivo indipendente da fonti fossili grazie alla produzione di 300 W di energia solare.

Campo Libero - Antonio Scarponi-Conceptual Devices, Padiglione Italia alla 15. Biennale Architettura 2016 a cura di TAMassociati, render di progetto
Campo Libero – Antonio Scarponi-Conceptual Devices, Padiglione Italia alla 15. Biennale Architettura 2016 a cura di TAMassociati, render di progetto

CAMPO LIBERO
Oggetto a reazione poetica, ma anche macchina di sopravvivenza, è invece Campo Libero di Antonio Scarponi/Conceptual Devices. Il suo dispositivo per Libera è una cabina dai colori chiari e luminosi, pensata come spazio di contemplazione oltre che di presidio sul paesaggio liberato dalle mafie. Senza rinunciare all’intimità dell’interno, tre dei quattro fronti sostengono un sistema di pedane a ribalta che prolunga lo spazio abitabile verso l’esterno. Sul quarto lato, una scala aggiustabile dà accesso a un piano-terrazza, una torretta di avvistamento, sopraelevata su una struttura reticolare (ottima per la performance climatica dell’ambiente sottostante), ombreggiata da una copertura inclinata pensata per ospitare il fotovoltaico. Fotovoltaico che, insieme a un digestore anaerobico dei rifiuti per la produzione di gas per cucinare e a un pannello solare termico integrato su una facciata per la produzione di acqua calda, garantisce l’autosufficienza energetica del dispositivo.

LA PIATTAFORMA PERIFERIEINAZIONE.IT
Certo, sarebbe stato bello vedere a Venezia le cinque unità mobili già realizzate con parte dei soldi dell’allestimento, pronte a partire per le periferie, piuttosto che i loro (bellissimi) disegni e modelli, ma per far questo i curatori e i progettisti avrebbero dovuto avere più tempo. Augurandoci dunque che il Ministero cominci a pensare adesso al prossimo curatore, segnaliamo che il progetto Periferie in Azione ha una piattaforma dedicata che garantisce che tutte le transazioni avvengano nel circuito della finanza etica. Si può donare sino al 30 novembre.

Marialuisa Palumbo

www.periferieinazione.it

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Marialuisa Palumbo
MariaLuisa Palumbo, architetto e senior fellow del McLuhan Program in Culture and Technology dell’Università di Toronto, dal 2003 cura la direzione scientifica dei master dell'Istituto Nazionale di Architettura dove insegna teoria dell'architettura con un approccio focalizzato su ecologia e nuovi media. Dal 2012 è parte del consiglio direttivo di InarchLazio e nel 2012, in occasione della 13. Biennale di Architettura di Venezia, ha curato per il Padiglione Italia la sezione reMade in Italy. Oltre che di numerosi saggi, è autrice di "Nuovi Ventri. Corpi elettronici e disordini architettonici" (Testo & Immagine, 2001), "Architettura Produttiva. Principi di progettazione ecologica" (Maggioli, 2012) e "Paesaggi Sensibili. Architetture a sostegno della vita" (duepunti edizioni, 2012). Nel 2014 con InarchLazio e in collaborazione con l'assessorato alla Trasformazione Urbana del Comune di Roma e l'Associazione dei Costruttori Romani, ha dato vita a Laboratorio Roma, laboratorio progettuale finalizzato ad elaborare progetti pilota capaci di riqualificare la città attraverso la valorizzazione delle sue risorse ambientali ed imprenditoriali.