Il grande artista Gerhard Richter costruisce un padiglione dedicato alle sue opere in Qatar
Si chiamerà Doha Pavilion e sarà inaugurato il 20 novembre 2026 nel MIA Park. Un progetto site-specific che riunisce le opere dell'artista e si inserisce nella strategia internazionale di Qatar Museums_ dalla nuova quadriennale Rubaiya Qatar alla presenza permanente alla Biennale di Venezia
A Doha l’artista Gerhard Richter (Dresda, 1932) non porta semplicemente una nuova opera, semmai costruisce il luogo destinato ad accoglierla. Con il nome di Doha Pavilion, progettato dall’artista insieme allo studio Selldorf Architects, il nuovo spazio prenderà forma nel MIA Park, davanti al Museum of Islamic Art, e sarà inaugurato il 20 novembre 2026, alla vigilia dell’apertura di Rubaiya Qatar, la nuova quadriennale internazionale di arte contemporanea del Paese. Un’architettura esagonale pensata come opera d’arte autonoma, ma anche come dispositivo per mettere in relazione pittura, scultura, percezione e spazio. Le immagini.
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Dal quadro all’architettura: il progetto di Gerhard Richter per il Doha Pavilion in Qatar
Il padiglione nasce da una delle ricerche più radicali della produzione recente di Richter: quella sviluppata attorno alla serie Strip, iniziata nel 2011 attraverso la scomposizione digitale di immagini astratte. A Doha il procedimento abbandona la superficie bidimensionale della tela assumendo una forma tridimensionale, e reale. Le sei pareti esterne dell’edificio sono infatti rivestite da motivi geometrici ottenuti attraverso la suddivisione e la ripetizione di un dipinto astratto del 1990. Il processo (rigorosamente matematico) produce pattern simmetrici che richiamano anche le geometrie dell’arte islamica.
All’interno, tre grandi dipinti della serie Strip dialogano con due opere della serie Mirrors, mentre al centro del padiglione si innalza la Strip Tower, scultura progettata appositamente per lo spazio.

“Doha è il luogo giusto e l’unico adatto per il mio Padiglione”
“Il mio viaggio a Doha nel 2013 è avvenuto due anni dopo l’inizio dello sviluppo dei miei dipinti della serie Strip, e l’architettura e la storia della città hanno fatto nascere l’idea di un padiglione che potesse unire i fili tematici di quel corpus di opere”, spiega l’artista Gerhard Richter. “Doha è il luogo giusto e l’unico adatto per il mio padiglione”.
La strategia internazionale di Qatar Museums
Il progetto Richter va letto all’interno di una strategia più ampia con cui Qatar Museums sta costruendo una presenza culturale che supera i confini nazionali. A Doha, il prossimo appuntamento è Rubaiya Qatar, la nuova quadriennale internazionale di arti visive che dal 21 novembre 2026 al 30 aprile 2027 coinvolgerà più sedi e oltre 50 artisti, con nuove commissioni e installazioni nello spazio pubblico. È il tassello più recente di un programma che comprende musei, commissioni, festival e grandi appuntamenti internazionali.
Una politica culturale che guarda anche all’estero e all’Italia
Nel 2025 il Qatar ha partecipato per la prima volta ufficialmente alla Biennale Architettura di Venezia con Beyti Beytak. My home is your home. La mia casa è la tua casa, organizzata dal futuro Art Mill Museum: un progetto articolato tra i Giardini e Palazzo Franchetti. Ai Giardini, sul terreno destinato al futuro padiglione nazionale, era stata presentata l’installazione Community Centre dell’architetta pakistana Yasmeen Lari. L’obiettivo? Il Qatar ha annunciato la costruzione di un padiglione nazionale permanente ai Giardini della Biennale, entrando nel gruppo dei Paesi che dispongono di una presenza stabile nella sede storica della manifestazione. L’accordo segue il protocollo di collaborazione siglato nel 2024 tra Qatar Museums e Comune di Venezia, con l’intenzione di rafforzare i rapporti culturali e socio-economici tra Qatar, Venezia e Italia.
Nel 2026, intanto, il Qatar è tornato ai Giardini per la Biennale Arte con Untitled (A gathering of remarkable people), un padiglione temporaneo dedicato a musica, cinema, cibo, migrazione, memoria e continuità culturale.
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