30 anni dopo il terremoto, la Basilica di Assisi si visita anche in digitale. La piattaforma gratuita, per divulgazione e ricerca
Affreschi in gigapixel, virtual tour e approfondimenti sulla storia della Basilica e del ciclo giottesco sono il frutto di un lavoro avviato più di dieci anni fa da Haltadefinizione. Ora “Preserving Assisi” permette di esplorare online anche i dettagli più minuti della Chiesa Superiore e di quella Inferiore
“Esplora la Basilica e il Sacro Convento di San Francesco attraverso panorami a 360°, affreschi in gigapixel e percorsi di approfondimento”. È quello che promette la nuova piattaforma digitale Preserving Assisi, progetto online rilasciato in concomitanza con le celebrazioni per l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco, che culmineranno il prossimo 4 ottobre (da quest’anno nuovamente festa nazionale dedicata al Patrono d’Italia).
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La digitalizzazione della Basilica di Assisi. Gli obiettivi
Sono stati gli stessi Frati Minori Conventuali, che ancora abitano e custodiscono la Basilica di Assisi, a incentivare la messa a punto dello strumento digitale, per offrire una nuova modalità di accesso al monumento, utile tanto a livello turistico che sul piano della ricerca, del monitoraggio e della conservazione del sito. Così, Haltadefinizione – tech company del Gruppo Panini Cultura – ha sviluppato, in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze e con il sostegno di BPER, una memoria digitaledell’architettura, delle pitture, delle superfici (e del loro stato di conservazione) della Basilica, che è testo fondamentale per la storia dell’arte medievale e per la comprensione del messaggio francescano, ma anche contesto estremamente fragile.

Un “gemello digitale” della Basilica di Assisi. Per divulgazione e conservazione
Dopo il terremoto del 1997, che causò il crollo di parte delle volte della Basilica Superiore (e la morte di 4 persone), polverizzando circa 180 metri quadrati di decorazione pittorica – tra cui parte delle vele dipinte da Cimabue, oltre a porzioni del ciclo giottesco – la documentazione disponibile, realizzata grazie alla campagna fotografica di Franco Cosimo Panini Editore per la collana Mirabilia Italiae, aiutò i restauratori a intervenire per tamponare le perdite. Ed è con lo stesso spirito che il Gruppo Panini ha affrontato il progetto di digitalizzazione integrale – creando un “gemello digitale” della Basilica – che fa capo a Preserving Assisi.

Ph Ghigo Roli per la collana Mirabilia Italiae, edito da Franco Cosimo Panini Editore
I numeri del progetto “Preserving Assisi”
La piattaforma è già disponibile per l’esplorazione, ma in futuro continuerà ad arricchirsi di nuovi contenuti e informazioni sempre più precise, grazie a successive campagne di digitalizzazione. Al momento, la digitalizzazione è completa al 50% (già nel 2022 era stata rilasciata la digitalizzazione a 360° della Chiesa superiore; ora si aggiungono la Chiesa inferiore e gli esterni): l’orizzonte temporale per una significativa implementazione è il 2027. Alla base dell’operazione c’è la possibilità di mettere in relazione fotografie gigapixel e a 360°, modelli 3D, nuvole di punti, metadati e raccolte di testi. In numeri, la campagna ha raccolto e integrato oltre 52mila scatti fotografici, più di 100 immagini gigapixel, oltre 30 immagini a 360° (di cui 21 solo nella Chiesa inferiore).

Ph Haltadefinizione
Come si esplora “Preserving Assisi”
L’ultima campagna completata, in ordine di tempo, ha interessato alcune delle principali aree della Chiesa Inferiore, tra cui le cappelle di San Martino, Santa Maria Maddalena e San Nicola, il transetto e la volta del presbiterio. Le acquisizioni permettono di documentare con grande precisione la morfologia, le cromie, le caratteristiche delle superfici e lo stato di conservazione del monumento. E dunque la piattaforma consente a tutti di muoversi negli spazi della Basilica attraverso virtual tour, edi esplorare i cicli pittorici attraverso immagini gigapixel, passando dalla visione complessiva dell’architettura fino a dettagli difficilmente percepibili durante una normale visita. Tra i risultati più significativi, l’immagine gigapixel della Crocifissione di Pietro Lorenzetti (ca. 1320), nel transetto meridionale, vanta una risoluzione di 101.627 × 78.170 pixel, contiene quasi 8 miliardi di pixel, ed è una delle immagini più grandi realizzate finora nell’ambito del progetto.
Oltre all’indubbio valore scientifico del progetto, è Fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di San Francesco di Assisi, a sintetizzare lo spirito che ha contraddistinto l’operazione negli ultimi vent’anni: “Si tratta di un vero processo di democratizzazione della fruizione di questi beni o, forse, per dirlo in termini più francescani, un cammino di condivisione fraterna sul piano culturale”.
Livia Montagnoli
Esplora Preserving Assisi
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