Riapre tutto nuovo un importante museo civico in Romagna. Si parte con le foto del grande Guido Guidi

Dopo il rifacimento degli impianti, il museo romagnolo inaugura una nuova stagione espositiva con “In ponta d’pi. Officina romagnola”, dedicata alla fotografia nel segno di Guido Guidi, a cui seguirà la mostra di Chiara Calore all'Ex Convento di San Francesco e Giovanni Ruggiero alla Chiesa del Suffraggio. Tutti i dettagli

Dopo i lavori di rifacimento degli impianti che hanno interessato il centro culturale, il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo riapre al pubblico con una nuova stagione espositiva che guarda alla fotografia, alla pittura e alla ceramica contemporanea.
Il programma dell’autunno 2026 prende il via a settembre e coinvolge, oltre al museo, anche gli spazi dell’Ex Convento di San Francesco e della Chiesa del Suffragio, costruendo un calendario diffuso nel centro storico di Bagnacavallo. A inaugurare la nuova stagione sarà In ponta d’pi. Officina romagnola, mostra curata dal direttore del museo Davide Caroli insieme a Silvia Loddo, che pone al centro la scuola di fotografia romagnola e la figura di Guido Guidi (Cesena, 1941). Il programma sarà anticipato, dal 29 agosto, dalla personale di Giovanni Ruggiero, inserita nel calendario di Argillà Italia, mentre dal 19 settembre l’Ex Convento di San Francesco ospiterà Non voltarti adesso, personale di Chiara Calore curata da Milovan Farronato.

Il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo riapre e presenta le mostre dell’autunno 2026

La riapertura del Museo Civico delle Cappuccine coinciderà con l’inaugurazione di In ponta d’pi. Officina romagnola, in occasione della Festa di San Michele. Curata da Davide Caroli e Silvia Loddo, la mostra nasce come un focus sulla scuola di fotografia romagnola e individua in Guido Guidi il riferimento di uno sguardo condiviso. Quello che emerge è una sorta di “officina” nella quale si è formato uno sguardo che Loddo definisce “dialettale”, ovvero una lingua capace di nutrire poeti e fotografi e di misurarsi con il paesaggio quotidiano senza forzarlo, registrando in punta di piedi la bellezza dell’ordinario. Accanto a Guidi, presente come maestro e soprattutto come compagno di strada, il percorso riunisce le fotografie di Nicola Baldazzi / Veronica Lanconelli, Davide Baldrati, Cesare Ballardini, Michele Buda, Alessandra Dragoni, Cesare Fabbri, Marcello Galvani, Luca Gambi, Francesca Gardini, Gianluca Liverani, Francesco Neri, Luca Nostri, Francesco Raffaelli e Giovanni Zaffagnini.
La mostra resterà aperta fino al 10 gennaio 2027 e sarà accompagnata da un catalogo pubblicato dal Comune di Bagnacavallo e disponibile presso il bookshop del museo.

Tutte le mostre del 2026 da vedere a Bagnacavallo

La nuova stagione espositiva non si esaurisce negli spazi delle Cappuccine. All’Ex Convento di San Francesco, dal 19 settembre all’8 novembre 2026, sarà protagonista Non voltarti adesso, personale di Chiara Calore, a cura di Milovan Farronato. Il titolo riprende la traduzione italiana di Don’t Look Now, il celebre film di Nicolas Roeg ambientato a Venezia, città nella quale l’artista si è formata. Più che un riferimento cinematografico, il titolo diventa un invito impossibile da seguire, mentre il percorso sembra spingere continuamente il visitatore a tornare sui propri passi e a cercare ciò che è appena sfuggito allo sguardo.
La pittura di Calore procede attraverso rimandi, mirroring e variazioni, costruendo un racconto che sembra muoversi più attraverso la memoria che secondo una cronologia e più per intuizioni che per una narrazione lineare.

Ad anticipare entrambi gli appuntamenti sarà invece Cenere e stelle – Il miracolo terribile di Giovanni Ruggiero, curata da Davide Caroli e ospitata alla Chiesa del Suffragio dal 29 agosto al 4 ottobre 2026, nell’ambito di Argillà Italia. L’artista, nato a Fontanarosa nel 1973 e vincitore nel 2011 del Primo Premio al 57° Premio Faenza, presenterà ceramiche e installazioni in un progetto che si inserisce nel rapporto ormai consolidato tra Bagnacavallo e la cultura della ceramica contemporanea.

Dalle raccolte civiche al Museo delle Cappuccine

La storia del Museo Civico delle Cappuccine affonda le proprie radici nel Secondo dopoguerra, quando il nucleo più rilevante delle raccolte d’arte cittadine venne collocato in alcune sale adiacenti alla Biblioteca Civica “Taroni”, allora ospitata a Palazzo Vecchio. Era la prima, ancora embrionale, forma di museo artistico cittadino, riconosciuta nel censimento ministeriale del 1965 tra i “musei minori non statali” e formalmente istituita dal Consiglio Comunale nel 1967. Una svolta arrivò nel 1970, con l’acquisto da parte del Comune del complesso conventuale di via Vittorio Veneto, già appartenuto alle suore Cappuccine. Qui, il 25 settembre 1976, venne inaugurato il “Centro Culturale Polivalente”, nel quale confluirono il museo civico e diverse attività culturali legate alle arti figurative, alla musica, all’archeologia e alle scienze etnografiche.
Nel corso degli anni le collezioni si arricchirono grazie a importanti donazioni, tra cui quella dell’ingegner Vittorio Dal Borgo e, nel 1986, il fondo di dipinti, disegni e documenti dell’artista Enzo Morelli. Nello stesso decennio prese forma anche il Gabinetto delle Stampe, nato dalla donazione del collezionista Emilio Ferroni e destinato a diventare uno dei nuclei più significativi del museo.

Bagnacavallo: un centro nazionale per la conservazione, lo studio e la promozione dell’incisione

Oggi il Fondo Stampe Antiche conserva oltre un migliaio di fogli, con opere di artisti come Albrecht Dürer, Stefano della Bella e William Hogarth, mentre il Fondo Incisioni Contemporanee raccoglie circa 11mila fogli e documenta l’attività di circa 1500 incisori italiani. Una vocazione che ha trasformato Bagnacavallo in un importante centro nazionale per la conservazione, lo studio e la promozione dell’incisione contemporanea, attraverso anche la Biennale di Incisione “Giuseppe Maestri” e il Repertorio degli Incisori Italiani. Nel 2008 l’istituto ha assunto l’attuale denominazione di Museo Civico delle Cappuccine, recuperando nel nome la memoria dell’antica sede conventuale. Da allora sono proseguiti gli interventi di adeguamento museografico, dal riallestimento della Sezione d’Arte Antica alla riqualificazione degli spazi e, nel 2017, al rinnovamento della Sezione d’Arte Moderna e Contemporanea.

In ponta d’pi. Officina romagnola
Museo Civico delle Cappuccine
Via Luigi Cadorna 14, Bagnacavallo (RA)
Dal 24 settembre 2026 al 10 gennaio 2027

Non voltarti adesso
Museo Civico Ex Convento di San Francesco
Via Luigi Cadorna 14, Bagnacavallo (RA)
Dal 19 settembre all’8 novembre 2026

Cenere e stelle – Il miracolo terribile
Chiesa del Suffraggio
Via Trento Trieste 1, Bagnacavallo (RA)

Dal 29 agosto al 4 ottobre 2026

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