Eccellenze nascoste. Il Museo delle Cappuccine di Bagnacavallo

È un mantra, quello degli scrigni meno noti e diffusi in ogni angolo del nostro Paese. Se parliamo di incisione, l’eccellenza in questo senso si chiama Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo. Al direttore Diego Galizzi abbiamo chiesto di raccontare brevemente la sua storia e la sua missione.

Max Klinger, Centauro inseguito 1881
Max Klinger, Centauro inseguito 1881

Il Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne presso il Museo Civico di Bagnacavallo risale al 1990, con lo scopo di dare visibilità e un adeguato luogo di conservazione a una preziosa e consistente donazione di stampe antiche lasciata al Comune dal collezionista parmense di origini bagnacavallesi Emilio Ferroni. L’istituzione conserva un ricchissimo patrimonio di opere grafiche da Dürer ai violinisti accademici dell’Ottocento, fino agli autori contemporanei.
Il Fondo Stampe Antiche comprende più di un migliaio di fogli, tra i quali opere di maestri come Dürer, Stefano della Bella, William Hogarth, Jean George Willie, Charles-Clément Bervic e altri, mentre il Fondo Incisioni Contemporanee comprende una notevolissima collezione di circa 11mila fogli acquisiti per donazione dei singoli autori a cui Bagnacavallo ha dedicato eventi espositivi o in seguito alla pubblicazione del Repertorio degli Incisori Italiani.

DUE FRONTI

È proprio la raccolta contemporanea a rappresentare una realtà di rilevante importanza nazionale, testimoniando l’attività di circa 1500 incisori italiani. Il museo bagnacavallese intende, quindi, assicurarsi un ruolo di rilievo nel rappresentare e tramandare l’intera storia recente dello sviluppo dell’incisione.
L’intero museo lavora su due fronti. Da un lato, l’incisione contemporanea repertoriata e promossa e la Biennale di Incisione “Giuseppe Maestri”, realizzata con la collaborazione di un gruppo di critici, tra cui Marzia Faietti degli Uffizi e Il Bisonte di Firenze. Dall’altro, la valorizzazione della grafica e dell’incisione tramite grandi maestri: la mostra Il villaggio di Chagall – Cento incisioni da ‘Le Anime Morte del 2016 e quella in corso fino al 13 gennaio, Max Klinger. Inconscio, mito e passioni alle origini del destino dell’uomo. Fino al 2015 si contavano 3.500 visitatori annuali, nel 2016 abbiamo ricevuto 7mila visitatori con Chagall e 15mila visitatori con la mostra Goya. Follia e ragione all’alba della modernità, realizzata nel 2017.

IL FUTURO

L’amministrazione del Comune di Bagnacavallo è convinta a perseguire questa strada con grandissime figure che hanno avuto nell’incisione il loro terreno privilegiato. Il budget annuale destinato alle attività espositive sull’incisione è arrivato fino a 15mila euro. A questa somma vanno aggiunte le sponsorizzazioni esterne, che variano da progetto a progetto. Il Museo Civico di Bagnacavallo si sostiene con risorse pubbliche e una gestione in house del portale e del Repertorio digitale dell’incisione italiana contemporanea.

Diego Galizzi

www.museocivicobagnacavallo.it

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #46

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Silvia Scaravaggi
Operatrice culturale e curatrice indipendente. Si è laureata con Sandra Lischi all'Università di Pisa in Teoria e tecniche dei mezzi di comunicazione audiovisiva; ha approfondito lo studio dei nuovi media durante il Socrates all’Universiteit van Amsterdam. Ha collaborato con Aiace Milano alla realizzazione di alcune edizioni di Invideo - mostra internazionale di video e cinema oltre, e di Technè05 - viaggio nel mondo delle videoinstallazioni. Dal 2005 al 2015 ha lavorato al'Assessorato alla Cultura della Provincia di Cremona, principalmente per la realizzazione del Distretto Culturale, con Fondazione Cariplo, collaborando alle fasi di progettazione, gestione e rendicontazione di progetto. È referente dell’Ufficio Attività culturali del Comune di Crema e coordina il progetto #ccsacontemporaneo dedicato agli artisti under35. La sua ricerca si concentra prevalentemente su arte e politica, nuovi media e rapporto tra arte, scienza e nuove tecnologie. Dal 2005 scrive d’arte e firma per Artribune, digicult.it e precedentemente Exibart.