Il paradiso terrestre sexy dell’artista Max Švabinský

All’inizio del secolo scorso l’artista praghese Max Švabinský ha illustrato un paradiso terrestre gioioso, nel quale Adamo ed Eva non hanno timore del piacere

A Praga, circa un secolo fa, un artista di mezza età scopriva le gioie del Paradiso Terrestre. Prima, Max Švabinský si era distinto come tranquillo pittore di vita famigliare e di larghi paesaggi rustici, ispirato dalla sua vita nella campagna della Boemia orientale. Nato nel 1873, come quelli della sua generazione, l’ultima ottocentesca, si muoveva tra Realismo, Simbolismo e poi naturalmente Art Nouveau. Ottimo disegnatore, specializzatosi poi nell’incisione – all’acquaforte e a mezzatinta e a puntasecca – fu presto cooptato come professore all’Accademia di Praga. Nella seconda parte della sua lunga vita, confluita nel periodo filosovietico (morirà nel 1962), Švabinský fu chiamato a lavorare anche in situazioni e dimensioni monumentali, disegnando cartoni per le vetrate della cattedrale praghese di San Vito, e in situazioni e dimensioni minime, eseguendo disegni certosini per francobolli e banconote, e così guadagnandosi nel 1945 l’alta onorificenza di “Artista di Stato”. Ma oggi viene ricordato, soprattutto, per quel suo felice intermezzo, breve ma intenso, nell’Eden.

Max Švabinský, Sonata del Paradiso, 1917, xilografia
Max Švabinský, Sonata del Paradiso, 1917, xilografia

ADAMO ED EVA SECONDO MAX ŠVABINSKÝ

Riprendendo l’antica tecnica dell’incisione su legno, tra il 1916 e il 1922 Švabinský volle dedicarsi a immaginare la vita di Adamo ed Eva immersi nella splendente Natura ancora vergine – anch’essa – prima del Peccato Originale. In alcune preziose xilografie, meditate per forma e contenuto, che poi raccolse sotto il titolo complessivo di Sonata del Paradiso, fissò dunque alcuni attimi di gioia totale, da nulla inquinata, in cui la prima lei e il primo lui si abbandonano al godimento più pieno della vita. Radiosamente nudi, si amano come mai nessuno potrà più dopo di loro. Non sono la coppia primordiale tramandataci per esempio dalle famose incisioni cinquecentesche germaniche di Albrecht Dürer, Lucas van Leyden, Hans Baldung Grien, Hans Burgkmair, tutte incentrate sul tema drammatico del Peccato Originale, immediato e fatale prodromo della Cacciata dal Paradiso. Questa Eva e questo Adamo sono invece la coppia ancora immacolata, del tutto innocente, che gioca infantilmente felice con i propri e reciproci corpi. La loro giocondità è tangibile, quando si abbracciano nel rigoglio trionfale del fogliame, osservati dagli abitanti animali dell’Eden con allegra complicità e forse quasi una punta di invidia; o quando teneri si osservano senza malizia; o quando si offrono i frutti paradisiaci (ma non quella dannata mela!) per gustarli assieme; o quando – e questa è l’immagine più potente e rappresentativa – scoprono con candido stupore il piacere indescrivibile di scambiarsi piacere fisico.

Max Švabinský, Sonata del Paradiso, 1917, xilografia
Max Švabinský, Sonata del Paradiso, 1917, xilografia

MAX ŠVABINSKÝ E IL PIACERE

Dal piacere fisico Švabinský era di sicuro molto attratto, perché tornava a rappresentarlo con evidente profondo piacere psicologico. Lo dimostrò per esempio a inizio carriera, quando nel 1902 dedicò un grande disegno a carboncino all’ispirazione sensuale di Auguste Rodin, lo scultore più carnale dell’epoca; lo dimostrò nel 1918, quando per il francobollo che gli era stato richiesto disegnò un Mezzogiorno d’agosto in cui una paffuta contadinella danza vorticosamente tra le messi mature a florido petto nudo e svelando il suo tesoro nascosto sotto la roteante gonna; lo dimostrò nel 1929, quando dedicò una mite puntasecca allo spogliarsi di una fanciulla al momento di andare a letto, nuda anch’essa serenamente senza peccato.
Aveva un’idea molto precisa del Paradiso e dei suoi godimenti, il futuro Artista di Stato Max Švabinský.

Ferruccio Giromini

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #64

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Ferruccio Giromini
Ferruccio Giromini (Genova 1954) è giornalista dal 1978. Critico e storico dell'immagine, ha esercitato attività di fotografo, illustratore, sceneggiatore, regista televisivo. Ha esposto sue opere in varie mostre e nel 1980 per la Biennale di Venezia. Consulente editoriale, ha diretto collane di libri, cd-rom, video, periodici per numerosi editori. Dal 1979 tiene docenze per istituzioni pubbliche e private, tra cui dal 1984 per il Politecnico G. Byron di Genova, dal 1988 per l'Istituto Europeo di Design di Milano e dal 2020 per l'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Finora ha curato e presentato oltre cinquecento esposizioni e manifestazioni su illustrazione, fumetto, fotografia, cinema d’animazione, arti visive contemporanee, in Italia e nel mondo, e ha fatto parte di oltre centocinquanta giurie, in molti casi in qualità di Presidente. A partire dal 1982 è stato consulente artistico di varie manifestazioni: il Premio Andersen-Baia delle Favole di Sestri Levante, il Festival Internazionale Comics "Babel" di Atene, il Festival Nuvole parlanti-Fumetto in palcoscenico di Genova, il Mondo Mare Festival in Liguria. Per alcuni anni ha condiviso la direzione della mostra internazionale di cinema d'animazione Cartoombria di Perugia. Dal 2007 è direttore artistico del Premio "Sergio Fedriani" di Genova; ha ideato e diretto in Liguria il Festival Fantastiche Terre di Portofino e a Camogli il Premio Skiaffino e la manifestazione Il Porto delle Storie. I suoi ultimi libri: “Res Pubica-De Occulta Lanugine” (Prisma Studio), “Très” (a2mani), “L’amo, la lettura” (Il Canneto).