Il duo Formafantasma è l’autore degli allestimenti che accompagneranno la mostra su Caravaggio e Bernini in arrivo a febbraio al Rijksmuseum di Amsterdam. Li abbiamo intervistati.

Prodotta in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la mostra esplora gli inizi del Barocco europeo a Roma, con ruoli da protagonista per il pittore Caravaggio e lo scultore Bernini. Un viaggio a ritroso nel tempo quando intorno al 1600 in città approdano artisti capaci di un linguaggio il cui scopo finale supera la sola proposizione della bellezza nel tentativo di evocare l’emozione; gli effetti di questa rivoluzione romana riverbereranno poi in tutta Europa.
Sarebbe interessante conoscere che ne pensa Renato Barilli, il quale di recente ha ri-proposto una questione irrisolta proprio in merito al periodo romano del Merisi.
La mostra, curata da Fritz Scholten, allinea oltre settanta capolavori, opere di Caravaggio e Bernini, ma pure di epigoni come Ludovico e Annibale Carracci, Guido Reni, Stefano Maderno, Artemisia Gentileschi e Bartolomeo Manfredi. Il design dell’esposizione è stato affidato a Formafantasma, il duo ‒ da qualche anno di stanza ad Amsterdam – formato da Andrea Trimarchi (siciliano) e Simone Farresin (veneto). Formafantasma per l’occasione ha ribaltato con spregiudicatezza il modo in cui questi maestri sono stati quasi sempre presentati, scegliendo di enfatizzare la qualità contemporanea e radicale delle loro opere.  Li abbiamo intervistati a riguardo.

L’INTERVISTA A FORMAFANTASMA

Ambienti bui con illuminazione drammatica: è questa di consueto la tecnica utilizzata per la presentazione delle opere dei maestri del barocco.
Ma non è la strada che abbiamo deciso di intraprendere noi. L’idea di enfatizzare o addirittura imitare con il design della mostra lo scultoreo presente nelle opere del Bernini o le luci idiosincratiche accese nelle tele di Caravaggio a nostro parere è ridondante. Abbiamo dunque pensato che sarebbe stato più interessante utilizzare stilemi neutri e contemporanei, lasciando che a parlare fossero le opere proposte, in questo caso poi dotate di una potenza straordinaria…

Pareti bianche con una luce neutra dunque?
Non esattamente. Anzi. Un dipinto con una palette di colori limitata e piuttosto buia posto su una superficie bianca produce inevitabilmente l’effetto “macchia nera”. E quindi abbiamo pensato a Carlo Scarpa.

A cosa, nello specifico?
Al suo lavoro per Palazzo Abatellis a Palermo e per il Museo di Castelvecchio a Verona. Scarpa qui ha disposto dipinti e sculture su grandi fondi colorati. Un modo inedito di allestire che però risulta straordinariamente efficace.

Formafantasma, ovvero Andrea Trimarchi e Simone Farresin
Formafantasma, ovvero Andrea Trimarchi e Simone Farresin

Dunque, muri colorati a fare da sfondo?
Non muri, quelli resteranno bianchi – è vero ‒ con la loro consueta illuminazione. Ma i dipinti e le sculture presentati negli oltre 1000 metri quadrati a disposizione nel RIJSK sono disposti su pannelli rivestiti in tessuto e spesso appesi su pareti divisorie. L’uso dei pannelli colorati non è però decorativo o appunto drammatico: è invece un elemento funzionale. Le tele spesso scure sono circondate da colori più tenui proprio per smorzare il contrasto con le pareti bianche e la luce uniforme degli ambienti.

Pannelli di che tipo?
Superfici ricoperte da tessuto (in gran parte lana e sintetico) di alta qualità prodotti dalla Kvadrat, un’azienda tessile che prevede per loro tutte le caratteristiche di sicurezza necessari per questo genere di allestimenti. Il design della mostra utilizza una selezione contemporanea di sfumature impossibile da raggiungere al tempo in cui gli artisti stavano lavorando.

Ad esempio?
Giallo acido, lilla, amaranto intenso, ma anche due toni di blu disegnati da Raf Simons qualche tempo fa, che risultano particolarmente efficaci proprio perché impossibili da ritrovare nei dipinti a cui fanno da supporto.

Scarpa non ha mai utilizzato il tessuto. Perché questa scelta?
Abbiamo escluso a priori qualsiasi superficie dipinta, ad esempio il legno. La pittura doveva essere solo quella delle tele. E i tessuti in questione reagiscono alla luce in maniera molto più sofisticata di qualsiasi altro materiale.

Aldo Premoli

Amsterdam // dal 14 febbraio al 7 giugno 2020
Caravaggio-Bernini. Barocco a Roma
RIJKSMUSEUM
Museumstraat 1
https://www.rijksmuseum.nl

Dati correlati
Autori Studio Formafantasma, Michelangelo Merisi da Caravaggio, Gian Lorenzo Bernini
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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post”. Direttore della piattaforma super local “SudStyle.it”; senior curator di San Sebastiano Contemporary a Palazzolo Acreide; a Catania ha fondato l’onlus Mediterraneo Sicilia Europa, che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà. Dal 2020 visiting professor presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.