“Facciamo gli Uffizi 2 e aumentiamo il costo del biglietto”. Le ultime del Ministro Sangiuliano

Il Ministro della Cultura, durante l’ultima audizione di Camera e Senato, ha proposto di aprire sedi distaccate del museo fiorentino e di altri musei italiani, per valorizzarne il patrimonio custodito nei depositi. E ritorna sull’affaire biglietti di ingresso dei musei italiani: secondo Sangiuliano, costano troppo poco rispetto all’estero

“Facciamo gli Uffizi 2”: è questa la proposta rivolta dal Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ai parlamentari delle Commissioni Cultura di Camera e Senato durante l’audizione tenutasi l’1 dicembre. L’esortazione nasce dalla volontà da parte del Ministro di valorizzare il più possibile le collezioni museali delle istituzioni italiane, molte delle quali hanno un ingente patrimonio non fruibile ma giacente nei depositi“Si può pensare a una strategia di lungo periodo che può portare alcuni grandi musei a generare nuovi spazi espositivi, magari anche in altre città, come hanno fatto alcuni grandi musei internazionali”, ha sottolineato Sangiuliano. “Ne ho parlato con il direttore degli Uffizi e del Museo nazionale archeologico di Napoli: alcuni grandi musei per la quantità di reperti che conservano nei loro depositi si possono duplicare. Possiamo pensare agli Uffizi Due o a Firenze o in un’altra città della Toscana o sul fronte internazionale, come ha fatto il Louvre. Possiamo pensare a un’altra sede del Mann a Palazzo Fuga dove poter esporre tutti quei reperti che sono nei depositi. Sarebbe un’opera utile, perché in Italia ci sono cinque milioni di reperti di cui solo 480mila esposti al pubblico”. In Italia allo stato attuale bisogna concentrarsi sul far funzionare i musei che già ci sono (e sono migliaia) o sul farne di altri? Il Ministro sembra orientato alla seconda ipotesi.

Gallerie degli Uffizi, Firenze

Gallerie degli Uffizi, Firenze

GLI UFFIZI DUE: I POSSIBILI EFFETTI DELL’OPERAZIONE “MUSEI DIFFUSI”

Quella avanzata dal Ministro è una proposta comunque con dei risvolti positivi, se fosse materialmente fattibile (e sostenibile!): sono numerosissimi i reperti e le opere nei depositi museali italiani mai esposti al pubblico, e una simile operazione porterebbe a un coinvolgimento di edifici – anche questi di interesse storico-artistico – magari attualmente non aperti al pubblico o valorizzati come dovrebbero. Senza contare che l’apertura di “succursali” di importanti musei italiani magari in città poco o meno battute rispetto a quelle più transitate dai turisti, potrebbe portare alla scoperta e alla valorizzazione di aree che meriterebbero maggiore attenzione, qualora si rimanesse in territorio italiano: Sangiuliano infatti non ha escluso l’ipotesi di una succursale all’estero, come il Louvre che ha aperto una sua sede ad Abu Dhabi. Ma si potrebbe anche parlare del Pompidou a Metz.

Gallerie degli Uffizi, Firenze

Gallerie degli Uffizi, Firenze

SANGIULIANO E I COSTI DEI BIGLIETTI DEI MUSEI

Durante l’audizione, Sangiuliano torna su un tema che ha già affrontato più volte in passato, ovvero quello della gratuità dei musei o del costo ritenuto basso dei biglietti di ingresso. Un mese fa il Ministro aveva palesato non poche perplessità circa l’iniziativa che da anni vede i musei italiani aperti al pubblico gratuitamente la prima domenica di ogni mese, sostenendo che questa operazione “deprezza il valore delle opere”. E ancora una volta a essere sotto i riflettori sono gli Uffizi, il cui biglietto di ingresso costa 12 euro, una cifra troppo bassa secondo il Ministro: “attualmente il biglietto per il Colosseo è di 18 euro. Pompei 16 euro (18 euro da gennaio). Il Museo Egizio di Torino 15 euro. La Torre di Pisa 14 o 20 euro a seconda delle sezioni che volete visitare. La Reggia di Caserta 14 euro. Gli Uffizi 12 euro. Il Museo Pergamon di Berlino costa 12 euro. Versailles 20 euro, la Torre Eiffel dai 20 ai 28 euro. Il Louvre 17 euro, il Partenone 20 euro. La Sagrada Familia 26 euro. La Casa Batlló 23,50 euro. Il Museo di Storia naturale a Vienna 14 euro. Mi domando, gli Uffizi il cui biglietto costa 12 euro, valgono meno del Louvre che ne costa 17?”. Viene da chiedersi, dinanzi a questa riflessione, se il valore (economico o culturale?) del patrimonio di un museo o di un intero Paese possa essere quantificato in base al costo dei biglietti di ingresso dei luoghi della cultura, e soprattutto facendo comparazioni tra un museo e l’altro in base alla manciata di euro di differenza dei loro ticket. Anche perché, con la stessa logica, si potrebbe dire che la National Gallery o la Tate di Londra costano zero sterline. E questo non significa che valgano zero. Il costo dei biglietti non ha relazione con il valore del museo ma è frutto di una scelta politica, il costo vero è pagato dallo stato o dall’ente pubblico che gestisce il museo. Il costo del biglietto è semplicemente quella parte di contributo che si decide di far pagare al pubblico.

Desirée Maida

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Desirée Maida

Desirée Maida

Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi…

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