Cultura e spettacolo in periferia: in 14 città più di 20 milioni dal Ministero della Cultura

Non saranno solo i grandi progetti centrali a ricevere attenzioni dai fondi stanziati da Dario Franceschini, ma le periferie: “Nel segno di Pasolini”, dice il ministro.

Cortili letterari -Foto Super Festival delle Periferie
Cortili letterari -Foto Super Festival delle Periferie

Permettere alla cultura di fiorire in periferia arricchisce la città intera e i suoi abitanti, così come ci ha insegnato Pasolini: con questo spirito arrivano dal Ministero della Cultura oltre 22 milioni di euro per la promozione di iniziative legate al mondo dello spettacolo e più in generale della cultura nelle zone periferiche di 14 città metropolitane italiane. Il ministro della cultura Dario Franceschini ha indicato in questo intervento l’occasione per “un nuovo riscatto culturale delle periferie italiane. Musica, danza, teatro, performance e concerti guideranno la ripartenza che ci aspettiamo per questa primavera all’insegna di arte e spettacolo”. I progetti sono rivolti alla cultura in senso ampio, con un occhio di riguardo per l’inclusione sociale, il riequilibrio territoriale e la tutela occupazionale, ma anche alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le arti performative nelle aree periferiche. Le città selezionate sono Bari (1.129.154€); Bologna (1.226.567€); Cagliari (909.909€); Catania (1.107.117€); Firenze (1.196.136€); Genova (1.455.086€); Messina (1.005.067€); Milano (2.512.085€); Napoli (1.920.281€); Palermo (1.548.567€); Reggio Calabria (940.584€); Roma (4.337.431€); Torino (1.836.721€); Venezia (1.049.213€).

 

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L’INSEGNAMENTO DI PASOLINI SULLE PERIFERIE NEL CENTENARIO DELLA SUA NASCITA

Sull’onda del successo di progetti sperimentali realizzati in diverse periferie italiane“, ha detto ancora Franceschini, “il Ministero della Cultura dà avvio a un finanziamento innovativo che consentirà di realizzare performance, spettacoli e laboratori nei palcoscenici delle periferie. Se il Novecento è stato il secolo della tutela dei centri storici, l’alba del terzo millennio deve essere l’epoca in cui le periferie vengono riconnesse al tessuto urbano, anche e soprattutto attraverso la cultura. La nuova creatività non può che sorgere in queste realtà: musica, teatro, danza sono l’innesco più potente di questo processo. E non è un caso che tutto questo avvenga a 100 anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini“, ha concluso il ministro. I criteri per la concessione dei fondi saranno definiti con accordi fatti di volta in volta tra la Direzione Generale Spettacolo e il Comune capoluogo di ciascuna città metropolitana, sulla base di progetti selezionati tramite bando pubblico comunale tra gli organismi finanziati dal Fondo Unico per lo Spettacolo.

LA RISPOSTA DELL’ASSESSORE DELLA CULTURA DI MILANO TOMMASO SACCHI

L’assessore alla Cultura di Milano Tommaso Sacchi ha elogiato subito questa “ottima notizia […] Non solo perché il settore dello spettacolo live ha sofferto più di ogni altro a causa della pandemia e ha assoluta necessità di ossigeno per ripartire; ma anche perché dà un sostegno concreto a quel progetto, da me annunciato a inizio mandato, di portare cultura e spettacolo nelle varie zone della città durante le prossime stagioni”. Con un particolare focus: “La musica, il teatro, la danza sono strumenti di vitalità e di connessione della comunità, in grado di ricucire ferite sociali e cesure territoriali“, ha precisato Sacchi. Che ha ringraziato il ministro Franceschini “per aver riconosciuto questa necessità e portato avanti instancabilmente quelle istanze di sostegno ai Comuni e agli operatori della Cultura, necessario per la ripresa e il rilancio delle nostre città“.  Le periferie erano proprio uno dei punti chiave del mandato di Sacchi, come ci aveva detto in un’intervista lo scorso novembre, per cui ci teneva a “rendere ‘centrali’ nella progettazione culturale le zone più lontane dal centro, quelle abitualmente meno abitate da presidi socio-culturali“.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.