Chi sarà il prossimo sindaco di New York? I cinque candidati alle primarie e i programmi culturali

Martedì 22 giugno è l’ultimo giorno utile per esprimere la propria preferenza. Siamo andati a vedere le proposte culturali dei cinque candidati in testa ai sondaggi.

Non è vero, come tanti ripetono da mesi, che New York sia morta, ma il colpo della pandemia è stato duro e la città resta convalescente. Per tornare alla vibrante economia pre 2020 c’è bisogno di idee nuove e coraggiose, di ripensare la città per creare opportunità. La cultura può, e deve essere, parte di questo processo di rinascita perché a New York, dove ci sono alcuni dei musei più importanti al mondo e i musical di Broadway attraevano migliaia di persone al giorno, cultura significa anche denaro. Secondo dati del New York City Comptroller, il settore culturale della città nel 2019 dava lavoro a circa 300.000 persone, producendo salari per 30,4 miliardi e contribuendo per 100 miliardi all’economia della città. La pandemia ha causato centinaia di migliaia di licenziamenti e a chi lavorava in proprio non è andata meglio, con i teatri e i locali notturni chiusi e i tanti divieti. Ora che la città sta riaprendo, fervono i piani di ricostruzione, ma il danno è profondo. Trovare una soluzione starà al prossimo sindaco che entrerà in carica nel 2022, dopo le elezioni municipali di novembre. In questi giorni in città sono in corso le primarie per identificare il candidato democratico. Martedì 22 giugno è l’ultimo giorno utile per esprimere la propria preferenza. Siamo andati a vedere le proposte culturali dei cinque candidati in testa ai sondaggi.

Maurita Cardone

1. ERIC ADAMS

Il favorito al momento sembrerebbe essere Eric Adams, ex poliziotto afroamericano e già presidente del distretto di Brooklyn, per cui nel 2016 ha creato un fondo da otto milioni per il sostegno alle istituzioni culturali del borough. Fin dalla primavera 2020, Adams ha fatto sentire la propria voce per chiedere supporto al mondo delle arti e ora ha inserito nel suo programma una serie di iniziative che puntano alla rivitalizzazione economica della città anche attraverso la cultura, con la convinzione che si debba reinvestire in ciò che rende speciale New York. Tra le iniziative proposte, mettere gratuitamente a disposizione degli artisti spazi rimasti vuoti a causa della pandemia; consentire un maggiore utilizzo degli spazi pubblici per spettacoli, mostre e installazioni; investire in arte sostenibile, attraverso commissioni di murales realizzati con vernici mangia smog che possano abbellire gli edifici della città anche attraverso partnership pubblico-privato. E, poiché a New York non si può parlare di arte e cultura senza prendere in considerazione il settore immobiliare, Adams propone anche una strategia di supporto ai proprietari di immobili che ospitano istituzioni e associazioni culturali che, in questi mesi di chiusure e scarso pubblico, siano in difficoltà a pagare gli affitti.

https://ericadams2021.com/wp-content/uploads/2021/06/EricAdams2021_100Step_Plan.pdf
https://ericadams2021.com/

2. KATHRYN GARCIA

La cultura e l’arte sono fondamentali strumenti di rivitalizzazione dell’economia anche per questa candidata sostenuta da The New York Times e data al secondo posto per preferenze. Garcia propone di reimmaginare l’utilizzo degli spazi pubblici della città, dando a istituzioni culturali e attività commerciali locali uno spazio maggiore all’interno delle proprie comunità e snellendo i processi autorizzativi. Il programma per la cultura proposto da Garcia all’interno del suo piano Reopen to Stay Open è piuttosto dettagliato e propone azioni concrete, tra cui un accordo con i servizi di streaming per trasmettere gli spettacoli teatrali, compresi i musical di Broadway, una serie di eventi pubblici all’aperto per supportare il commercio locale, la campagna RediscoverNYC per incoraggiare i newyorchesi a visitare attrazioni e aree poco note della città, spazi pubblicitari gratuiti per le istituzioni culturali e una riforma complessiva del sistema di accesso ai fondi per le organizzazioni senza scopo di lucro. Garcia è una New Yorker cento per cento, nata e cresciuta a Brooklyn, e per 14 anni si è occupata di uno dei settori più difficili dell’amministrazione di questa città, quello dei rifiuti.

https://www.kgfornyc.com/
https://www.kgfornyc.com/policy/recovery-2/

3. MAYA WILEY

 

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Considerata la più progressista tra i candidati (una reputazione che le ha fatto guadagnare il sostegno della parlamentare Alexandra Ocasio Cortez) questo avvocato per i diritti civili punta molto sulla rinascita culturale della città. Sul suo sito internet, un’intera sezione è dedicata al programma per le arti, la cultura e il turismo ed esordisce: “New York City è sinonimo di arte, cultura e turismo che le danno vitalità, energia e cuore” (frase tuttavia scritta con un errore grammaticale ripetuto tre volte). Tra le sue proposte, un Creative Economy Recovery Program da 100 milioni che prevede supporto ai lavoratori della cultura, alle associazioni e alle istituzioni anche attraverso un sistema di sussidi diretti. Anche questa candidata punta molto sull’utilizzo degli spazi pubblici e dei parchi per gli eventi culturali. Coerentemente con un programma che insiste su equità e diritti, Wiley pone l’accento sulla necessità di offrire servizi culturali alle comunità meno rappresentate e più colpite dalla pandemia. Wiley inoltre si è fatta portatrice di una campagna per chiedere all’attuale amministrazione di organizzare un grande evento di riapertura della città che possa essere una vetrina per le arti e lo spettacolo e un momento di celebrazione collettiva dopo le difficoltà della pandemia.

https://www.mayawileyformayor.com/
https://www.mayawileyformayor.com/arts-culture-and-tourism/

4. ANDREW YANG


Già candidato alle primarie democratiche per la presidenza nel 2020, questo aspirante sindaco di origini taiwanesi propone un’agenda progressista che include reddito minimo garantito per tutti i newyorchesi. Rispetto ad altri candidati, Yang insiste maggiormente sul turismo, sottolineando come il settore culturale dipenda anche dal numero di visitatori che arrivano in città. E per rivitalizzare il turismo Yang ha in programma di lanciare una grossa campagna pubblicitaria che convinca il mondo che New York non è affatto morta. A differenziare Yang è anche l’attenzione al settore del divertimento e della vita notturna che, si legge sul suo sito internet, nel 2019 dava lavoro a 299.000 persone in città. Parte della proposta di Yang è l’idea di eliminare le restrizioni sul consumo di alcol all’aperto, già parzialmente rimosse dal governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, nella prima fase della pandemia. Come Garcia, anche Yang propone lo streaming degli spettacoli di Broadway e ha un programma specifico per le arti performative. Come quasi tutti gli altri candidati, anche lui ritiene che gli spazi pubblici possano essere maggiormente utilizzati per eventi culturali. Il candidato propone inoltre forme di supporto economico diretto agli artisti e ai freelance.

https://www.yangforny.com/
https://www.yangforny.com/policies/a-performing-arts-revival
https://www.yangforny.com/policies/culture-society-and-nightlife

5. SCOTT STRINGER


Attualmente ricopre il ruolo di comptroller e in passato è stato membro dell’Assemblea dello Stato di New York e presidente del distretto di Manhattan. Il dettagliato programma culturale di Scott Stringer dal titolo It’s Showtime, propone 25 azioni suddivise in quattro parti. Parte prima: rimettere in piedi l’economia creativa con un recovery fund di un miliardo di dollari che dovrebbe includere, tra l’altro, forme di supporto diretto agli artisti e l’acquisto da parte della città di 250.000 biglietti per concerti e spettacoli da donare ai lavoratori essenziali. Parte seconda: creare equità nel mondo delle arti eliminando le barriere che impediscono a certi gruppi sociali di accedere alle professioni creative. Parte terza: aumentare il supporto pubblico agli artisti attraverso iniziative  come l’apertura serale delle scuole per offrire spazi gratuiti dove fare le prove o la creazione di vie preferenziali per l’accesso degli artisti alle lotterie per alloggi a prezzi calmierati. Parte quarta: sostenere le organizzazioni non profit e le imprese culturali, semplificando burocrazia e iter autorizzativi, riducendo le tasse, abbattendo i costi e offrendo esenzioni.

https://stringerformayor.com/
https://stringerformayor.com/wp-content/uploads/2021/05/artsandculture.pdf

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Maurita Cardone
Giornalista freelance, abruzzese di nascita e di carattere, eterna esploratrice, scrivo per passione e compulsione da quando ho memoria di me. Ho lavorato per Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia, QualEnergia, L'Indro. Dal 2011 New York è il posto che chiamo casa e che nutre senza sosta la mia curiosità. Qui per quattro anni ho codiretto il giornale italiano La Voce di New York e mi sono appassionata del carosello di storie che fanno la ricchezza di questa città.