New York riapre i suoi musei, fra tagli e nuove regole

Una mappa delle riaperture dei principali musei newyorkesi, che devono fare i conti con le pesanti conseguenze economiche del lungo lockdown.

Riaprono le porte dei musei newyorchesi e parte il conto delle vittime. In questi giorni le istituzioni culturali della città si preparano a riaccogliere i visitatori ma i duri contraccolpi dei mesi di chiusura costringono a una revisione dei budget e a tagli del personale. Secondo i dati di The American Alliance of Museums, in condizioni normali, i musei ogni anno contribuiscono per 50 miliardi di dollari all’economia americana e garantiscono 726mila posti di lavoro, fra diretti e indiretti. Ma in una lettera inviata dallo stesso gruppo al Congresso per chiedere un piano di aiuti economici, si legge che, a causa della chiusura dovuta al Coronavirus, i musei americani hanno perso 33 milioni di dollari al giorno. Sempre secondo The American Alliance of Museums, un terzo dei musei americani potrebbe non riaprire.
Nel frattempo fondi per il supporto alle istituzioni culturali sono stati inclusi in diversi dei pacchetti di aiuti economici stanziati in questi mesi dall’amministrazione. Ma non bastano e musei di ogni dimensione sono stati costretti a forti sforbiciate alle spese e tagli del personale. Colpiti dai tagli anche i direttori, che spesso si sono offerti volontariamente di ridurre i propri stipendi da capogiro, senza tuttavia riuscire a evitare le polemiche: difficile difendere tagli anche del 50 per cento quando la cifra di partenza supera il milione e mentre si lasciano a casa lavoratori con salari da poche decine di migliaia di dollari l’anno. Le difficoltà economiche hanno esacerbato il dibattito sui gap salariali nei musei e il gruppo Artists for Workers, prendendo spunto anche dalle critiche lanciate dal movimento Black Lives Matter, ha lanciato una serie di iniziative per fare pressioni politiche sulle istituzioni culturali affinché creino ambienti di lavoro più equi e culturalmente diversi.
Nonostante le direttive dello Stato di New York consentissero ai musei di riaprire già dal 24 agosto, le difficoltà finanziarie devono aver avuto un ruolo nella decisione di molte istituzioni di prendersi ancora qualche settimana per riorganizzarsi e adeguarsi alle nuove disposizioni anti COVID. Tutti riapriranno con accessi limitati e misure per garantire il distanziamento sociale. I musei hanno studiato percorsi di visita pensati per organizzare i flussi di persone, che saranno segnalati con cartellonistica e sulla pavimentazione. In linea con le regole stabilite dallo Stato, i musei potranno ammettere visitatori per un 25 per cento della propria capacità, con una conseguente significativa riduzione degli incassi generati dai biglietti che non mancherà di pesare sui bilanci per i mesi a seguire. Chiusi i bar e i ristoranti, così come gli spazi dedicati alla didattica e i guardaroba. Sospese le visite guidate.
Abbiamo fatto una mappatura delle riaperture e delle condizioni finanziarie dei principali musei della città.

Maurita Cardone

1. THE METROPOLITAN MUSEUM

MET – The Metropolitan Museum of Art, New York. Photo Maurita Cardone

Della riapertura del Met vi abbiamo già parlato. Il più grande museo newyorchese ha riaperto al pubblico il 29 agosto con una mostra dedicata ai 150 anni dell’istituzione. Seguendo le disposizioni dello Stato di New York, il museo limita gli ingressi a 2000 all’ora, per un totale di 14mila persone al giorno. Nei bagni possono entrare solo tre persone alla volta, due negli ascensori. A tutti i visitatori viene misurata la temperatura prima dell’ingresso. È consigliato prenotare la visita online dal momento che gli orari sono ridotti: si entra dalle 12 alle 19 il giovedì e venerdì, dalle 10 alle 17 dal sabato al lunedì, mentre il martedì e il mercoledì il museo resta chiuso. Bisogna aspettare invece il 12 settembre per tornare nella sede distaccata di The Cloister che aprirà dal giovedì al lunedì dalle 10 alle 17. Non riaprirà, invece, il Met Breuer, il cui edificio è stato ceduto alla Frick Collection.
La chiusura della sede di Madison Avenue era già stata annunciata prima della pandemia e non è da attribuirsi all’attuale crisi. Ma di certo la situazione del Met non è rosea. Già negli scorsi mesi, la direzione del museo aveva annunciato perdite pari a 150 milioni di dollari a cui sono seguiti i tagli al personale. Oggi il museo riapre con il 20 per cento in meno dei suoi 2000 dipendenti e tra i fortunati che non hanno perso il lavoro, i tagli ai salari sono stati tra il 10 e il 20 per cento, con le riduzioni più consistenti tra i dirigenti, compresi il direttore, Max Hollein e il CEO, Daniel H. Weiss.

www.metmuseum.org

2. MOMA

MoMA – The Museum of Modern Art, New York. Hall, 2020. Photo Maurita Cardone

Ha riaperto il 27 agosto anche il MoMA, dove è obbligatorio prenotare la visita e gli ingressi sono scaglionati in blocchi da 30 minuti l’uno. Le prenotazioni vengono aperte ogni venerdì per la settimana successiva. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 17.30 ma il lunedì l’accesso è riservato agli abbonati. Per celebrare la riapertura, fino al 27 settembre l’ingresso sarà gratuito.
La sede distaccata del MoMA PS1 nel Queens riaprirà invece il 17 settembre con orari dal giovedì al lunedì dalle 12 alle 20. Il museo ha eliminato tutto il materiale cartaceo e incoraggia i visitatori a usare il telefono per mappe e guide. Tra le mostre che marcano la riapertura della sede di Midtown del Museum of Modern Art particolarmente attesa la retrospettiva, la prima a New York da oltre trent’anni, dedicata a Donald Judd e inaugurata pochi giorni prima della chiusura del museo.
Il MoMA è arrivato alla riapertura con il 17 per cento in meno dei dipendenti, passando da 960 a 800. È andata peggio al PS1, che ha dovuto congedare 47 dei suoi 64 dipendenti. Sul piano del budget, il MoMA ha operato una riduzione di 45 milioni, 10 dei quali sono stati eliminati dai 18 iniziali del budget riservato alle mostre. I tagli arrivano a meno di un anno dalla riapertura dopo il restyling e l’espansione di oltre 4mila metri quadrati dello scorso autunno costata 450 milioni di dollari.

https://www.moma.org/

3. THE WHITNEY MUSEUM

The Whitney Museum of American Art, New York 2020. Photo Ron Amstutz

Ha già riaperto agli abbonati e da giovedì 3 settembre sarà aperto anche al pubblico il Whitney Museum, visitabile dalle 11.30 alle 18 il lunedì e giovedì, dalle 11.30 alle 21 il venerdì e dalle 13 alle 18 il sabato e la domenica. Il museo incoraggia i visitatori a prenotarsi sul sito. Gli ingressi sono regolati a blocchi di quindici minuti. A tutti i visitatori sarà misurata la temperatura all’ingresso.
Al momento la principale delle mostre in esposizione è Vida Americana, una grande collettiva dedicata all’influenza dei muralisti messicani sull’arte americana tra il 1925 e il 1945. Per i mesi di settembre e ottobre resterà aperta anche la mostra dedicata ad Agnes Pelton che era stata inaugurata il giorno prima della chiusura del museo a marzo. Cancellata invece la mostra Collective Actions: Artists Interventions in a Time of Change, prevista per il 17 settembre, con la quale il museo intendeva raccontare la risposta degli artisti all’emergenza COVID e al movimento Black Lives Matter. La mostra era stata oggetto di accese critiche da parte di alcuni artisti i cui lavori erano stati inclusi nell’esposizione e che lamentavano di non essere stati consultati oltre ad accusare il museo di aver acquisito le opere attraverso aste di beneficenza e altre iniziative filantropiche.
In occasione della riapertura, il museo del Meatpacking District offre biglietti con la formula a donazione libera, “pay what you wish”. I biglietti rappresentavano circa il 14 per cento delle entrate del Whitney (dati 2019) che ha annunciato perdite per 7 milioni di dollari. Già ad aprile il museo aveva licenziato 76 dei suoi 420 dipendenti.

https://whitney.org/

4. THE NEW MUSEUM

New Museum di New York

Aprirà il 15 settembre il New Museum, che offrirà accessi gratuiti fino al 27 settembre. Tutti i visitatori dovranno acquistare i biglietti in anticipo scegliendo data e orario. Controllo della temperatura all’ingresso, stazioni per disinfettare le mani e un potenziato impianto di filtraggio dell’aria sono gli altri elementi del piano di riapertura. Il museo torna agli orari pre-pandemia: apertura dalle 11 alle 18 con l’eccezione del giovedì, quando l’orario è prolungato alle 21, e del lunedì e martedì, quando il museo resta chiuso.
Il New Museum si presenta alla riapertura con uno staff ridotto e stipendi decurtati dal 10 al 20 per cento per chi è rimasto, mentre la direttrice Lisa Phillips si è offerta di tagliare il proprio del 30 per cento. I lavoratori del museo, che dopo una lunga battaglia erano riusciti a organizzarsi in sindacato poco più di un anno fa, non l’hanno presa bene e, nel corso dell’estate, hanno lanciato una serie di iniziative per chiedere un maggiore impegno dell’istituzione a tutela dei propri dipendenti. A inizio agosto il museo ha annunciato di aver riassunto 23 dei lavoratori congedati nei mesi precedenti. In una lettera allo staff la direttrice ha spiegato che, fino alla fine di giugno, il museo aveva perso entrate per 2.9 milioni e, pur avendo tagliato le spese di 1.8 milioni, ulteriori perdite e un sostanziale deficit sarebbero stati inevitabili. L’attuale situazione finanziaria dei musei ha evidenziato le profonde disuguaglianze di retribuzione tra le diverse posizioni di alcuni delle istituzioni culturali più importanti del mondo e il sindacato del New Museum è in prima linea nella rivendicazione di condizioni più eque.

https://www.newmuseum.org/

5. THE GUGGENHEIM

Solomon R. Guggenheim Museum, New York 2020. Photo Maurita Cardone

Bisognerà aspettare fino al 3 ottobre per tornare a varcare le porte del Guggenheim, che non ha ancora annunciato i nuovi orari di apertura né le misure di sicurezza anti-contagio. Sul sito internet del museo è però già possibile prenotare biglietti di ingresso al prezzo di 25 dollari, validi fino al 31 dicembre: per ogni biglietto venduto il Guggenheim donerà un pass famiglia a un lavoratore essenziale, tra cui operatori sanitari e del settore alimentare.
Anche nel museo disegnato da Frank Lloyd Wright tagli e riduzioni non basteranno a evitare un deficit che il direttore Richard Armstrong prevede aggirarsi intorno ai 10 milioni, su un budget annuale di circa 60. E anche qui la riduzione del 25 per cento dello stipendio da 1.4 milioni annui del direttore non ha soddisfatto i dipendenti, che chiedono uno sforzo maggiore alla dirigenza e maggiori tutele per i lavoratori più vulnerabili.

https://www.guggenheim.org/

6. THE BROOKLYN MUSEUM

The Brooklyn Museum, New York 2020. Photo Jonathan Dorado

Il 12 settembre riaprirà anche il più grande museo di Brooklyn, che consentirà l’accesso a gruppi ridotti di persone ogni 15 minuti. Il museo sarà aperto dalle 11 alle 18 mercoledì, giovedì e domenica, dalle 11 alle 20 il venerdì e il sabato, mentre sarà chiuso di lunedì e martedì. In mostra alcune delle esposizioni già in corso prima della chiusura, tra cui quella dedicata allo street artist JR, oltre che la nuova e attesissima Studio 54: Night Magic che ripercorre la storia del mitico nightclub newyorchese. Per vedere quest’ultima sarà necessario comprare un biglietto “plus” al prezzo di 20 dollari con il quale si potrà accedere all’intero museo. Ingresso gratuito, invece, per il lavoratori della sanità.
Anche dall’altro lato dell’East River le difficoltà economiche non mancano. Quest’anno il museo ha finora subito perdite per 7.6 milioni. Con la riduzione degli ingressi è prevedibile che la somma andrà a crescere. Negli scorsi mesi il Brooklyn Museum Mutual Aid Fund ha lanciato una campagna di raccolta fondi per sostenere i lavoratori del museo che ha finora totalizzato poco più di 72mila dollari.

https://www.brooklynmuseum.org/

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Maurita Cardone
Giornalista freelance, abruzzese di nascita e di carattere, eterna esploratrice, scrivo per passione e compulsione da quando ho memoria di me. Ho lavorato per Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia, QualEnergia, L'Indro. Dal 2011 New York è il posto che chiamo casa e che nutre senza sosta la mia curiosità. Qui per quattro anni ho codiretto il giornale italiano La Voce di New York e mi sono appassionata del carosello di storie che fanno la ricchezza di questa città.