Nuovo Dpcm. Dal 18 gennaio riaprono i musei nelle regioni in zona gialla

È tra le misure che saranno contenute nel Dpcm che entrerà in vigore dal prossimo 16 gennaio. Ma si ipotizza che le regioni in zona gialla saranno davvero poche…

Dario Franceschini
Dario Franceschini

Mentre in queste ore si attende di capire come evolverà la crisi di governo, gli italiani in realtà sembrano essere maggiormente concentrati sulle misure che saranno contenute nel prossimo Dpcm, in vigore dal prossimo 16 gennaio per un mese o forse per un mese e mezzo. L’impennata dei contagi non promette nulla di buono e nulla di diverso da una terza ondata dovuta sia al periodo festivo sia al freddo che crea l’ambiente più favorevole per i virus respiratori, infatti sono previste ulteriori restrizioni per tentare di limitare il più possibile il diffondersi del contagio e permettere alla campagna vaccinale di svolgersi nella maggiore serenità e velocità possibile. Nel nuovo decreto infatti sarà prorogato lo stato di emergenza fino al 30 aprile 2021, confermato il coprifuoco dalle ore 22 alle 5, vietato l’asporto da bar e ristoranti. L’Italia sarà ancora suddivisa in zone – di colore giallo, arancione e rosso, anche se molti auspicano una suddivisione provinciale e non più regionale – e anche in caso di zona gialla, sarà vietato spostarsi da una regione all’altra se non per comprovate motivazioni di salute, lavoro e necessità. Anche in questo caso, a determinare il “colore” di ogni regione saranno l’indice Rt e una serie di parametri adottati dal Cts per valutare la situazione su tutto il territorio nazionale. E stando a quanto riportano i dati raccolti finora, ben 14 regioni potrebbero essere in zona arancione o rossa – in pratica la quasi totalità del Paese. Eppure, nonostante il quadro poco o per niente rassicurante, si erge una luce, “una scelta simbolica” (un po’ come quella, durante il primo lockdown, di tenere le librerie aperte): la riapertura dei musei in zona gialla.

NUOVO DPCM: SARANNO RIAPERTI I MUSEI

Durante le comunicazioni in aula in merito alle misure da adottare per affrontare la pandemia, il ministro della Salute Roberto Speranza ha confermato la riapertura dei musei e (con ogni probabilità) delle mostre in zona gialla. “È intenzione del governo stabilire una quarta area, quella bianca, che potrà scattare solo con livelli epidemiologici molto bassi, incidenza sotto i 50 casi settimanali ogni centomila abitanti, Rt sotto 1 e indice di rischio basso”, ha detto speranza. “È difficile che questa area possa scattare nel breve ma iniziamo un percorso di speranza per i prossimi mesi. Con lo stesso spirito è intenzione del governo in area gialla riaprire i musei come luogo simbolico della cultura del Paese”. Qui però arriva la beffa: anche se il provvedimento dovesse rientrare nel DPCM, il rischio è che le regioni dove poter effettivamente aprire saranno ben poche visto che parecchie sono in fase di passaggio al color arancione se non al rosso. Questa misura, andrà così a riaprire i musei dopo oltre due mesi di serrata, ovvero dallo scorso 4 novembre, data del Dpcm che ne ha decretato la chiusura. Continuerebbero però a restare chiusi al pubblico cinema e teatri, come da Dpcm dello scorso 25 ottobre. La proposta di riaprire i musei è arrivata nei giorni scorsi direttamente dal Ministro Dario Franceschini, che ha evidentemente smussato alcune sue convinzioni di qualche settimana fa.

RIAPERTURA DEI MUSEI. LE PAROLE DI DARIO FRANCESCHINI

Il governo sta valutando la possibilità di riaprire i musei e le mostre dal 18 gennaio nelle regioni ‘gialle’ e durante i giorni feriali: è quanto annunciato dal Ministro Franceschini, aggiungendo che “nel Dpcm che chiuderemo nella giornata di oggi proporrò che sia introdotta la riapertura dei musei e delle mostre nelle zone gialle almeno nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì. Naturalmente – ha proseguito il Ministro – tutto dovrà avvenire in modalità di sicurezza, come quest’estate, con gli obblighi di indossare le mascherine, mantenere il distanziamento, il contingentamento e con prenotazioni e bigliettazione elettronica per evitare le file. È un primo passo, un piccolo passo verso la ripartenza”.

RIAPERTURA DEI MUSEI. LE REAZIONI DEL MONDO DELLA CULTURA

“Siamo pronti da sabato! I nostri musei si preparano a riaprire le porte, in totale sicurezza, non appena dal Governo verrà confermata la possibilità. La cultura, come la scuola, sono i pilastri di un Paese ed occorre investire su questi perché un Paese, la sua identità, la sua visione, la sua capacità di evolvere e di progredire, non vadano in pezzi”, commenta sulla propria pagina Facebook Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura di Firenze. Una posizione simile è stata sottolineata, giorni fa, da Cristiana Perrella, direttrice del Centro Pecci di Prato che in merito alla chiusura dei musei ha scritto su Artribune: “se si decide di tenere aperto quasi tutto il resto – a differenza della chiusura di marzo – una spiegazione bisogna darla a chi lavora nel nostro comparto e a chi a questo fa riferimento come a un settore in grado di soddisfare un bisogno primario, che è quello dell’esercizio del pensiero critico, dell’immaginazione e del piacere intelligente dell’esperienza estetica, ancora più necessario in un momento come questo. Ma soprattutto una spiegazione va data a chi i musei non li frequenta, o li frequenta poco. Perché non darla vuol dire contribuire ad affermare l’idea che della cultura (o almeno della sua esperienza fisica) si possa fare a meno. Questo periodo, invece, poteva diventare un’occasione per iniziare a cambiare le cose, per rendere i musei più familiari, almeno nel dibattito generale, affermandone l’importanza come luogo pubblico, accogliente, sicuro e anche sorprendente, in cui riconoscere alle persone un ruolo che non fosse solo quello legato alla produzione e al consumo. Si doveva aprirli di più, i musei, anziché chiuderli”. Tra i primi musei ad annunciare la riapertura al pubblico è il MART di Rovereto, come dichiarato dal suo presidente Vittorio Sgarbi:“la cultura è l’anima di un Paese. Da Rovereto un segnale forte al resto del d’Italia. Soddisfazione per la decisione del Governo. La chiusura è stata una scelta sbagliatissima”. Riapriranno quindi le mostre su Caravaggio e Boldini; per quest’ultima, Sgarbi ha annunciato che sabato 16 gennaio alle ore 12 ci sarà la “vernice” con annessa conferenza stampa.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.