Nasce il New European Bauhaus: il progetto sostenibile e inclusivo dell’Unione Europea

Ad annunciarlo il 18 gennaio 2021 la Commissione Europea che lancia la fase di progettazione. Insieme ad un nuovo sito web. La rivoluzione green dell’Europa del domani parte dalla cultura

Ursula von der Leyen
Ursula von der Leyen

Mentre in Italia ci si confronta tra pro e contro su ITsArt, la famigerata “Netflix della cultura” invocata da Dario Franceschini, in Europa Ursula von der Leyen chiama a raccolta creativi di tutta l’Unione nel segno del New European Bauhaus. Si tratta di un progetto, già annunciato dalla Presidente della Commissione Europea lo scorso ottobre 2020 (se ne è parlato alla Triennale di Milano lo scorso dicembre 2020 e se ne continua a parlare per tutto il 2021), ricordando la scuola fondata da Walter Gropius a Weimar nel 1919 (nel 2019 si è celebrato il centenario). Beautiful, sustainable, together: nel mondo flagellato dalla pandemia che ha capito l’importanza dell’ambiente, la svolta green del Vecchio Continente muove le mosse dalla cultura.

I DESIDERI DI URSULA

Vorrei che le risorse di NextGenerationEU”, ha dichiarato la Von der Leyen, “diano il via a un’ondata di rinnovamento europeo e rendano la nostra Unione leader nell’economia circolare. Ma questo non è solo un progetto ambientale o economico: deve essere un nuovo progetto culturale per l’Europa”. Una rivoluzione dello stile, che coinvolga tutte le menti creative: designer, scienziati, architetti, artisti e comuni cittadini, per costruire una narrazione futura condivisa. Scegliere il Bauhaus come punto di riferimento ha sicuramente un sapore retorico (ma pare che il presente non possa fare a meno di richiedere in prestito la propria autorevolezza dal passato), ma non è una scelta del tutto peregrina. Il Bauhaus nasce dall’environment culturale e l’atmosfera dell’Europa dell’immediato post Grande Guerra. Nella pentola delle complessità bollono i fermenti negativi che partoriranno i fascismi. Un momento intriso di contraddizioni e sofferenze, di negazioni e sentimenti contrastanti. In quel contesto il Bauhaus rappresenta una utopia geniale positiva, che darà vita ad idee e movimenti che hanno influenzato la produzione culturale fino ad oggi.

COME FUNZIONA IL NEW EUROPEAN BAUHAUS


Sarà una iniziativa creativa e interdisciplinare, un “think-do tank” con l’obiettivo di creare “uno spazio di incontro per progettare modi di vivere nel futuro, situati al crocevia tra arte, cultura, inclusione sociale, scienza e tecnologia. Richiede uno sforzo collettivo per immaginare e costruire un futuro che sia sostenibile, inclusivo e bello, per le nostre menti e anime”, si legge negli strumenti di presentazione. Il progetto è lo storytelling a sostegno del Green Deal, l’ambiziosa tabella di marcia per rendere “sostenibile l’economia dell’UE”, riducendo le emissioni di gas ed effetto serra, favorendo la biodiversità, riducendo l’inquinamento in un processo che dovrebbe (si spera) raggiungere la neutralità climatica nel 2050. Per farlo c’è bisogno dell’impegno di tutti e la chiave di volta per cambiare la vita, le teste, i malcostumi, le brutte abitudini e formare le nuove generazioni è la cultura, dice la Von der Leyen.

LE FASI DEL NEW EUROPEAN BAUHAUS

La prima fase (in corso fino all’estate 2021) prevede oltre al lancio del sito web, momenti di analisi e progettazione, inoltre il premio Nuovo Bauhaus europeo che sarà avviato in primavera e conferito la prossima estate a realtà che già rappresentano delle best practice combinando sostenibilità, inclusione sociale e senso di comunità in chiave contemporanea. La seconda fase, da settembre 2021 inizierà con la messa a punto e implementazione di progetti pilota, con una call per presentare proposte e da momenti diffusione di buone pratiche negli Stati membri, attività di networking e condivisione di modelli scalabili. Infine la fase di dissemination da gennaio 2023 sarà dedicata a spargere la voce e ad amplificare i risultati ottenuti, condividere conoscenze e rafforzare e ampliare i network costruiti. Le organizzazioni e i creativi che vogliono partecipare al processo, condividere idee, dubbi, proposte o diventare partner possono cominciare a farlo negli spazi appositi sul nuovo sito web. Nel frattempo, presso la Triennale di Milano si continua a parlare del tema per tutto il 2021, invitando curatori, designer, studiosi e direttori di musei a ragionare insieme sul tema proposto dalla Commissione Europea per condividere spunti, commenti, proposte e pratiche in un momento molto delicato della storia europea e mondiale, in cui occorre ripensare strumenti, approcci, dinamiche di scambio culturale, espositivo e di creazione del valore nei processi creativi.

NUOVO BAUHAUS EUROPEO: LE DICHIARAZIONI

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Con il Nuovo Bauhaus europeo vogliamo sviluppare un quadro innovativo per sostenere, agevolare e accelerare la trasformazione verde combinando sostenibilità ed estetica. Se formiamo noi stessi un ponte tra il mondo dell’arte e della cultura e il mondo della scienza e della tecnologia, riusciremo a coinvolgere la società intera: i nostri artisti, studenti, architetti, ingegneri, il mondo accademico, gli innovatori; daremo il via a un cambiamento sistemico”. Le fa eco Elisa Ferreira, Commissaria per la Coesione e le riforme che ha detto: “Il Nuovo Bauhaus europeo riguarda il nostro modo di vivere insieme, i valori, gli spazi comuni di lavoro e di svago, le nostre esperienze collettive e personali. È un progetto per tutte le regioni e i territori d’Europa. Nella misura in cui promuove soluzioni accessibili, contribuirà alla coesione sociale e alla soluzione dei problemi abitativi. Se davvero vogliamo apportare un cambiamento nella realtà che ci circonda per vivere insieme meglio e in modo sostenibile, dobbiamo pensare come il Nuovo Bauhaus europeo possa collegare la generazione di nuove idee con l’esecuzione sul posto, nei luoghi prescelti. La riflessione è lanciata nella Commissione su come mobilitare gli strumenti che abbiamo per avviare una prima serie concreta di azioni sul Nuovo Bauhaus europeo.

Santa Nastro

https://europa.eu/new-european-bauhaus
https://www.instagram.com/neweuropeanbauhaus/?hl=en

ACQUISTA QUI I LIBRI SUL GREEN DEAL

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.