Fate presto! Il Goal di Mario Ceroli al Flaminio di Roma è pericolante

Il monumento di arte pubblica realizzato in occasione dei mondiali Italia90 versa in uno stato di abbandono preoccupante. Artribune lo aveva già segnalato nel 2017

Mario Ceroli, Goal, 1990. Ph. by nicerome
Mario Ceroli, Goal, 1990. Ph. by nicerome, 2011

Avevamo denunciato lo stato di degrado e abbandono in cui versava la scultura già nel 2017: vandalismo, mancanza di manutenzione, intemperie infliggevano un duro colpo al Goal di Mario Ceroli, intervento di arte pubblica realizzato in occasione di Italia ’90 non lontano dallo Stadio Flaminio e dal Palazzetto dello Sport di Roma. Sono bastati 30 anni per distruggere l’opera, un periodo di tempo imbarazzante se si pensa alla longevità dei monumenti che la storia dell’arte ci ha tramandato e che tradisce incuria e anche poco rispetto del denaro pubblico e dell’arte contemporanea, forse ritenuta troppo poco rilevante per ottenere attenzione e manutenzione. Da segnalare che anche le importantissime architetture che la circondano, il Flaminio e il Palazzetto appunto, nel frattempo sono andate in rovina anche loro. E pensare che siamo nel cuore di Roma, tra l’Auditorium e il Maxxi.

Mario Ceroli, Goal, 1990 - ph. by TripAdvisor
Mario Ceroli, Goal, 1990 – ph. by TripAdvisor

IL GOAL DI MARIO CEROLI

Alta 16 m, 35 tonnellate in legno di pino di Russia, tenuto insieme da saldature in acciaio zincato, color rosso rame, il monumento di Ceroli (Castel Frentano, 1938) si ispirava alle forme di Leonardo da Vinci nel suo essere sferoidale e nell’assemblare poliedri concentrici, in linea con la cifra stilistica del maestro. L’opera rimandava all’eredità più bella e romantica dell’identità italiana, dovendo essere Italia90 anche un momento di celebrazione della nostra cultura nel mondo: la perfezione dei solidi platonici, il lascito rinascimentale, non senza strizzare l’occhio alla forma del pallone, che poi dei Mondiali era il vero e indiscusso protagonista. Collocata all’EUR, era diventata anche protagonista di un francobollo da 450 lire; fu poi donata al Comune di Roma e nel 2001 esposta nell’attuale collocazione in Piazza Apollodoro, lungo Viale Tiziano, di fronte al Palazzetto dello Sport che porta la firma di Pier Luigi Nervi.

IL GOAL DI MARIO CEROLI OGGI

Nonostante i nostri appelli del 2017 e l’accurato resoconto di Helga Marsala, ma anche gli innumerevoli interventi dei cittadini sui social, l’opera è rimasta nello stato di abbandono in cui versava già allora, aggravando ulteriormente la situazione. Oggi è infatti pericolante e circondata da barriere, il caratteristico colore rosso rame si è ormai spento, non c’è nessun segnale di conservazione, Le soluzioni? Un intervento di restauro, magari interpellando lo stesso Ceroli, come già avvenuto nel 2011, manutenendo gli elementi in acciaio che costruiscono l’intera struttura e una vernice protettiva della superficie e del colore, sarebbe auspicabile. Ma c’è anche chi parla addirittura di abbattere il monumento, anche data la sua vicinanza con un’area gioco per bambini. La paura è che tutto rimanga così com’è per anni, con le transenne a fare da spauracchio e nessuna volontà di prendere in mano la situazione, lasciando che la storia del Goal di Ceroli, celebrazione dell’arte del nostro tempo, diventi una ennesima vicenda di degrado.

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