Biennale di Venezia dà i numeri: il bilancio dell’istituzione e tutti gli appuntamenti del 2020

L’ultima riunione del CdA ha posto l’attenzione sul bilancio non solo della Biennale Arte 2019, ma anche sulla parabola ascendente degli ultimi 12 anni. Ne è uscita un’istituzione in buona salute economica, capace di guadagnare e reinvestire nei punti giusti. E una grande crescita di pubblico

Paolo Baratta - Photo by Andrea Avezzu - Courtesy of La Biennale di Venezia
Paolo Baratta - Photo by Andrea Avezzu - Courtesy of La Biennale di Venezia

È un momento piuttosto impegnativo per la Biennale di Venezia, che nell’ultimo mese ha nominato le sue cariche principali, a partire da Cecilia Alemani come prossima direttrice della Biennale Arte 2021 e Roberto Cicutto come presidente del CdA per i prossimi cinque anni. Inoltre, è recente la buona notizia che riguarda l’ultimo Padiglione Italia, Né altra Né questa: la sfida al Labirinto 2019: il suo allestimento è costato 120mila euro in meno rispetto a quanto preventivato, risparmi che su ordine del curatore Milovan Farronato saranno impiegati per realizzare alcune migliorie alla struttura. In generale, come annunciato in precedenza, l’istituzione Biennale gode di un’ottima salute economica, registrando una crescita nel tempo. Diamo un’occhiata ai numeri.

BIENNALE DI VENEZIA: TUTTI I NUMERI

Il dato più sorprendente riguarda l’edizione 2019 della Biennale Arte diretta da Ralph Rugoff, che ha chiuso con un risultato nettamente positivo di 2,8 milioni di euro – mentre solitamente si registrava un andamento alterno tra Biennali di Arte e Architettura – che porterà il livello delle riserve nette a una cifra dell’ordine di 5,6 milioni di euro. L’analisi riguarda anche gli ultimi tre quadrienni, rilevando che il totale del valore della produzione, già salito nel 2007 a 33 milioni di euro, è aumentato fino al valore di circa 48 milioni di euro nel 2019, con un incremento del 45%. Una parabola ascendente per la quale si devono ringraziare soprattutto i visitatori: le entrate da biglietteria, infatti, sono salite nel 2019 fino a 11,7 milioni. Una crescita del 125% che ha permesso di coprire un valore pari a circa il 60% dei costi totali; lo sviluppo, inoltre, ha interessato non solo le attività tradizionali (mostre e festival), ma anche attività permanenti (ad Asac, College, Educational sono state destinate nel 2019 risorse per 4,5 milioni di euro). Si è convenuto che tra i meriti di questo sviluppo positivo, una buona parte si deve alla struttura organizzativa migliorata su un piano qualitativo e per questo riconosciuta a livello internazionale. In poche parole, “i visitatori sono diventati il nostro principale partner privato”, come ha commentato Paolo Baratta, che ha presieduto il Consiglio in uno dei suoi ultimi appuntamenti. Del resto, bisogna considerare che negli ultimi anni l’arte contemporanea in generale è diventata una meta molto ambita anche dal grande pubblico, non più destinata a una ristretta nicchia di appassionati. E così anche la Biennale, al centro di attenzioni sempre maggiori. Con tutti i benefici che ne conseguono.

BIENNALE DI VENEZIA: GLI APPUNTAMENTI 2020

Nel corso della riunione è stato confermato anche il calendario 2020, sottolineando che tutte le manifestazioni in programma sono dotate di risorse che ne garantiscono continuità e piena operatività. A partire dalla 17. Mostra Internazionale di Architettura, diretta da Hashim Sarkis e prevista dal 23 maggio al 29 novembre; proseguendo con le attività di Biennale Danza dirette da Marie Chouinard dal 5 al 14 giugno; le attività di Biennale Teatro dirette da Antonio Latella dal 29 giugno al 13 luglio; la 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera, dal 2 al 12 settembre; le attività di Biennale Musica dirette da Ivan Fedele, dal 25 settembre al 4 ottobre; e infine, l’imminente 11. Carnevale Internazionale dei Ragazzi, dal 15 al 23 febbraio. Sono previste anche le attività denominate Biennale College, nonché le attività permanenti dell’Asac, Educational ed Editoriali con pubblicazioni in corso.

-Giulia Ronchi

https://www.labiennale.org/it

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.