Rimpasto di giunta a Napoli. De Magistris fa fuori l’Assessore alla Cultura Nino Daniele

Sono molte le voci che si stanno schierando in queste ore a favore di Nino Daniele, Assessore a Cultura e Turismo del Comune di Napoli trombato dal rimpasto della giunta De Magistris. Ma c’è anche qualcuno che non ci sta…

Napoli, fonte Wikipedia
Napoli, fonte Wikipedia

Sono molti gli intellettuali e i semplici cittadini che si stanno schierando in queste ore al fianco di Nino Daniele, Assessore alla Cultura, anzi ex, che in queste ore è stato silurato dal suo incarico dopo un rimpasto della giunta di Luigi De Magistris. Si è dunque sollevato un dibattito, ad ulteriore riprova dell’interesse che la città di Napoli, negli scorsi anni premiata da Artribune, come una delle più vivaci nella promozione delle arti, nutre per i temi culturali. Una avventura, quella di Daniele, durata sei anni e mezzo e che si conclude nel 2019 con l’ingresso al suo posto della quota rosa Eleonora de Majo, eletta al consiglio comunale nel 2016 con la lista DEMa, vicina al centro sociale Insurgencia. Nomina la sua che in queste ore peraltro non sta mancando di destare polemiche e il disappunto della Comunità Ebraica per presunte uscite anti-Israele fatte in passato dalla neoassessora.

CHI È NINO DANIELE

Daniele è nato a Napoli nel 1953 ed è laureato in filosofia. La politica è una grande passione a partire dal 1977, anno in cui diventa consigliere comunale della città, ricoprendo la carica fino al 1993. Poi diventa dal 1995 al 2005 consigliere regionale e vice presidente della Giunta. È stato anche Sindaco di Ercolano, avviando il MAV, Museo Archeologico Virtuale. Ha pubblicato una biografia su Filippo Turati, con prefazione di Aldo Masullo (tra i suoi sostenitori più ferventi in queste ore), ed altri scritti sulla questione del Mezzogiorno. Con il libro La camorra e l’antiracket, pubblicato insieme a Tano Grasso e Antonio Di Florio ha vinto il Premio Elsa Morante nel 2012.

IL SOSTEGNO A DANIELE

C’è sempre amarezza quando finisce un’avventura lunga sei anni e mezzo, ma le manifestazioni di affetto e di sostegno che mi stanno arrivando da tutta la città in maniera corale e soprattutto dai giovani mi danno tanta soddisfazione e mi commuovono. Non sono clientes, ma gente che ha apprezzato il mio lavoro perché la mia era una delega senza soldi”, avrebbe commentato al quotidiano Il Mattino lo stesso Daniele. Ed effettivamente il sostegno all’ex Assessore è giunto da diverse parti. In primis da Paolo Giulierini,direttore del Museo Archeologico di Napoli, che ha espresso il proprio disaccordo a mezzo social circa la decisione del sindaco. Anche Daniele Pittèri, attualmente direttore della Fondazione Modena Arti Visive, si è espresso in suo favore, scrivendo sul proprio profilo Facebook: “E dunque oggi abbiamo scoperto che la priorità culturale per una città come Napoli è “dare più spazio agli artisti di strada”, (come se, per inciso, l’instancabile lavoro nelle periferie, nei quartieri disagiati con i writers, con le associazioni impegnate sul territorio, con i giovani artisti svolto da Nino Daniele, oltre a tutto il resto, negli anni del suo mandato fossero – detto crudelmente, ma con una certa efficacia – solo minchiate)”.

CONTRO DANIELE

Ma c’è anche chi contesta all’Assessore di non aver per esempio guardato con attenzione al mondo dell’arte contemporanea, lasciando per esempio che il PAN, Palazzo delle Arti Napoli, ubicato nello storico Palazzo Roccella, passasse da avamposto delle arti a sede meramente espositiva, proseguendo in un declino della struttura che era già cominciato con le precedenti amministrazioni. Ad esempio la curatrice Lucrezia Longobardi che ad Artribune dichiara: “Mi sembra una polemica inutile. L’Assessore non ha avuto nessuna visione di progetto sulla città, non l’ha trattata per la metropoli che è, ma anzi ha dato vita solo a progetti dal piccolo calibro e senza nessuna incidenza reale. Esempio lampante è ciò che ha fatto con il PAN”… 

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