Summer Theory No. 2 (III)

“La scrittura non sta dietro al pensiero: lo accompagna, lo costruisce, lo accoglie”. Terzo appuntamento con la “Summer Theory” di Christian Caliandro.

Armando Perna, The Twilight World, 2014 in corso, Shatila, Beirut
Armando Perna, The Twilight World, 2014 in corso, Shatila, Beirut

Windsurf Windsurf veleggia e va
portami lontano da questa rumorosa città
guidami tu vengo con te dove vuoi
sul lago di Garda sui mari italiani più a sud
chi ci vedrà probabilmente dirà
toh un altro matto e dopo sorriderà
Lucio Battisti, Windsurf
(da E già, 1982) 

Palermo, 13 giugno 2018. Il vigile stamattina, al bar Belsito, seduto al tavolino – a un certo punto (non stava consumando nulla, stava solo seduto) si rivolge al barista che “gestisce” da maestro le panelle, le ravazzate ripiene di ragù e piselli e le paste, e gli fa: “Mi rracomando, fate i buoni…”, quello completa subito dopo ironicamente con un “… se potete!”; ma la prima frase era un pochino tronfia, detta proprio con l’orgoglio dell’uomo meridionale in divisa secolare, la faccia sorniona e cattiva – la panza, e l’atteggiamento generale di quello che perdona ma che potrebbe anche non farlo, non si sa bene poi cosa e a chi (e con quale autorità soprattutto).

Borgo Pineto, 10 giugno. Sbaragliare – ricordo le pomiciate con Roberta qui a Borgo Pineto a quattordici anni, i suoi capelli biondi, la ricerca spasmodica della traversa tranquilla in mezzo ai pini e senza ville, il bacio appoggiati sulla palizzata – il sole che brilla tra gli alberi, la maglietta bianca e nera da baseball con i lacci, la mia preferita – lo stupore e l’emozione e la scoperta – uno dei luoghi mentali a cui ritornare, ogni tanto, periodicamente – i carrelli poi carichi di legna, rami e tronchi fregati in giro, scavalcare il cancello per aggirare la vigilanza e portarlo su per il ponte con Maurizio sotto il sole delle sei, mentre la vodka alla pesca si raffredda nel freezer di Roberta, agosto dopo agosto – i Pearl Jam e…

Armando Perna, The Twilight World, 2014 in corso, Shatila, Beirut
Armando Perna, The Twilight World, 2014 in corso, Shatila, Beirut _2

Borgo Pineto, 2 luglio. Ostentazione – mina vagante – piatto ricco mi ci ficco – abbaglio – sbrilluccica – la vita gemma e sfavilla e spumeggia – “seduto devi stare!” – il governo peggiore, la situazione migliore: sbanda e nuota e osteggia e scavalca – la scrittura non sta dietro al pensiero: lo accompagna, lo costruisce, lo accoglie – un vuoto, un’assenza, un buco profondo – strategie di sopravvivenza: “stay with me / let’s just breathe” – rimanere umani, rimanere puliti, rimanere onesti, rimanere lucidi – circondati dalla follia, essere presenti scomparendo: non avere bisogno di nulla, accettare dolore e sofferenza non solo come parte integrante dell’esistenza, ma come quella più importante – tuffarsi nel senso, tuffarsi in se stessi, tuffarsi nel mare e respirare – respirare sul patio, respirare sotto gli alberi, respirare in auto e ascoltare una bella canzone – (l’opera non è altro che respirare) – rifiutare l’odio, rifiutarsi di vivere immersi giorno dopo giorno nella violenza mentale – rimanere calmi, anche se e quando è molto difficile – perché il mondo si sa cospira contro il nostro equilibrio, la forma di questo presente è odiosissima, cattiva, scadente, volgare oltre ogni dire – respira sotto gli alberi, calmati, rilassati, ascolta, leggi libri esplosivi, radicali, non rassicuranti – cibo per il cervello, alimento per lo spirito – rimani aperto, totalmente aperto, e cerca la lucidità come l’aria che respiri, come la luce davanti agli occhi, mentre tutte le connessioni bruciano e impazziscono: “Yeah I’m a lucky man / to count on both hands / the ones I love / some folks just have one / Yeah others they got none” (Pearl Jam, Just Breathe, in Backspacer, 2009).

Armando Perna, The Twilight World, 2014 in corso, Shatila, Beirut
Armando Perna, The Twilight World, 2014 in corso, Shatila, Beirut

Bari, 17 giugno. Artigli – i libri e i film che ci piacciono sono sempre del passato, oggi non se ne fanno più così per il semplice motivo che le opere ormai appartengono a un diverso sistema di valori – e allora com’è che noi privilegiamo quello precedente, quello quasi del tutto disintegrato e scomparso? Del passato e/o del futuro, basta che non sia del presente – questo presente odioso e disgustoso in tutto le sue forme, manifestazioni, circolazioni – tutto scadente, tutto cheap, tutto vile. Artigli/appunti. Escoriazioni. Cicale. Stormi. Stormy. Laura si tuffa nel fiume sacro —

– Christian Caliandro

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Christian Caliandro
Christian Caliandro (1979), storico dell’arte contemporanea, studioso di storia culturale ed esperto di politiche culturali, insegna storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia. È membro del comitato scientifico di Symbola Fondazione per le Qualità italiane. Ha pubblicato “La trasformazione delle immagini. L’inizio del postmoderno tra arte, cinema e teoria, 1977-’83” (Mondadori Electa 2008), “Italia Reloaded. Ripartire con la cultura” (Il Mulino 2011, con Pier Luigi Sacco) e “Italia Revolution. Rinascere con la cultura” (Bompiani 2013). Cura su “Artribune” le rubriche inpratica e cinema; collabora inoltre regolarmente con “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “minimaetmoralia”, “che-Fare”. Ha curato mostre personali e collettive, tra cui: “The Idea of Realism // L’idea del realismo” (2013, con Carl D’Alvia), “Concrete Ghost // Fantasma concreto” (2014), entrambe parte del progetto “Cinque Mostre” presso l’American Academy in Rome; “Amalassunta Collaudi. Dieci artisti e Licini” presso la Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini” di Ascoli Piceno (2014); “Sironi-Burri: un dialogo italiano (1940-1958)” presso lo spazio CUBO (Centro Unipol Bologna, 2015); “RIFTS_Abate, Angelini, Veres” (Artcore, Bari 2015); “Opera Viva Barriera di Milano” (Torino 2016); “La prima notte di quiete” (i7-ArtVerona, 2016).