Macron punta sulla cultura (copiando l’Italia): pronti investimenti e il pass-culture

A sette mesi dalla vittoria elettorale, Macron è pronto alla grande offensiva in campo culturale che sarà annunciata a gennaio. Previsti investimenti in scuole e biblioteche e un pass – culture per i 18enni sul modello del App18 italiano…

Emmanuel Macron
Emmanuel Macron

A sette mesi dalla vittoria elettorale, Emmanuel Macron si appresta a rendere attuativo nel 2018 il programma culturale presentato durante la campagna presidenziale. L’obiettivo è raddoppiare gli investimenti nel campo della ricerca e dell’innovazione, ma anche aumentare le possibilità di accesso all’istruzione e alla formazione. L’ultima scommessa del presidente è creare un collegamento tra la scuola e la sfera della creatività mettendo in contatto studenti con artisti ed intellettuali. Nell’attesa della grande offensiva del presidente, che sarà annunciata a gennaio, iniziano a trapelare le prime indiscrezioni su programma ed investimenti.

PARIGI FARO DELLA CULTURA

Macron, laureato in filosofia all’università di Paris Nanterre, punta a voler riportare Parigi e la Francia a ricoprire quel ruolo di capitale mondiale della cultura rivestito in maniera incontrastata fino alla metà del Novecento. Ma c’è un grande lavoro da fare. Parigi ha la fortuna di ospitare continuamente eventi di altissimo spessore intellettuale che sono però inaccessibili ad una larga parte della popolazione. In particolare i giovani che, secondo le statistiche frequentano pochissimo musei, teatri e biblioteche. Il primo punto su cui il presidente vuole intervenire è la scuola dove sono già state inserite delle ore di “pratica artistica”, ed è stata aggiunta una seconda ora di coro, che per il sistema francese è un’autentica rivoluzione. Cambiamento radicale nei programmi, dunque, che dovranno puntare sulla conoscenza diretta delle opere e sul contatto con gli artisti. Il vero problema sorge, però, dopo le quattro di pomeriggio, a scuola finita, con la maggior parte dei ragazzi francesi che trascorrono il tempo tra televisione e videogiochi. Ed ecco il secondo punto forte del programma: puntare sull’apertura ad oltranza dei luoghi di aggregazione culturale.

GLI INVESTIMENTI

200 milioni di euro all’anno per tutti e cinque gli anni della presidenza da investire anche per tenere aperte biblioteche, scuole, associazioni culturali non solo nei giorni feriali, ma soprattutto di sera e nei festivi. L’obiettivo è quello di allontanare dalla strada i ragazzi, combattere la dispersione scolastica e impegnarli in attività finalizzate alla crescita e alla formazione. L’apertura serale e festiva delle biblioteche è uno dei punti cardine del programma di Macron, che promette wifi gratuito per tutti nei luoghi pubblici, con una particolare attenzione per le periferie urbane che rappresentano il vero tallone d’Achille per le politiche sociali francesi.

IL MODELLO ITALIANO

Una delle novità che probabilmente saranno introdotte dal governo francese nel 2018 riguarda il “pass-culture”, una tantum da 500 euro da regalare a tutti i ragazzi che compiono 18 anni d’età per investirli in cinema, concerti, eventi culturali e libri. Il modello di riferimento è App18, il bonus cultura introdotto in Italia, dal governo Renzi, con la legge di stabilità 2016. Un’occasione unica soprattutto per i ragazzi delle banlieu che spesso hanno accesso solo all’istruzione primaria. Fortemente voluto dal ministro della cultura francese Françoise Nyssen, il lancio del pass-culture è previsto per il 2018.

 

–       Mariacristina Ferraioli

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.