Speakart, il software che rivela lo stato di salute delle opere d’arte

Un sistema messo a punto da una giovane imprenditrice veneta aiuta a riconoscere eventuali alterazioni di un’opera d’arte anche a distanza di tempo. Oltra a essere d’ausilio nella redazione dei condition report e dei cataloghi

Speakart
Speakart

È molto complesso valutare lo stato di salute di un’opera d’arte a distanza di tempo dalla sua realizzazione. Per le opere di una certa importanza, presenti in musei o fondazioni, solitamente queste valutazioni seguono un processo analitico in cui più esperti esaminano le condizioni di un dipinto o di una scultura, ma nel caso in cui un collezionista privato, ad esempio, voglia tenere sotto controllo lo stato di conservazione di una sua opera, le cose si complicano.
Speakart cerca di rispondere a queste esigenze tramite il sofisticato software di cui si compone. Attraverso il caricamento sul sistema di una immagine ad alta risoluzione, Speakart crea una sorta di impronta digitale dell’opera. In questo modo, l’immagine originariamente caricata potrà essere raffrontata con un’altra della stessa opera scattata a distanza di tempo e, attraverso la sovrapposizione delle immagini operata dal sistema, si potranno rilevare eventuali deterioramenti o anche più semplicemente ogni minima alterazione. Questa è una delle tante potenzialità di Speakart illustrate qui, nello specifico, da Angelica Maritan, giovane ingegnere fondatrice di Speakart.

Angelica Maritan
Angelica Maritan

INTERVISTA AD ANGELICA MARITAN

Come nasce l’idea di Speakart?
Speakart nasce da un’esigenza personale rivolta alla tutela della collezione d’arte di famiglia. Essendo figlia di collezionisti, in passato ci sono stati alcuni casi in cui le opere, a seguito di prestiti a musei o ad altre istituzioni, sono rientrate a casa senza condition report, dunque prive di quel documento essenziale per verificare eventuali alterazioni a seguito del prestito. Per questo ho sviluppato Speakart, per prevenire tali situazioni in modo semplice e intuitivo.

Come si compone Speakart? 
Speakart si sviluppa su tre macroaree: catalogazione, confronto e condition report. Il cuore del progetto è il confronto digitale, il quale funziona attraverso il sistema di sovrapposizione tra la foto zero, caricata all’inizio del processo, e quella successiva. In tal modo, il software individua eventuali anomalie utilizzando gli output di luce, colore e forma, il tutto in meno di un minuto. Per quel che riguarda il condition report, Speakart agevola molto la sua redazione tramite un format semplice che funziona come ampio catalogatore di informazioni, in modo tale che anche i non addetti ai lavori possano facilmente redigerlo. Questo fattore attira molto il mondo assicurativo, con il quale collaboriamo, atteso che un’opera viene assicurata in base a quanto evidenziato nel condition report, dunque per le assicurazioni diventa molto importante avere in mano uno strumento del genere. Infine c’è la catalogazione che si fonda su un database in cui compilare una scheda opera completa, arricchita da immagini e documenti per arrivare a una descrizione più dettagliata possibile dell’opera.

Speakart
Speakart

LE CARATTERISTICHE DI SPEAKART

A chi si rivolge Speakart?
Ci arrivano molte richieste da parte di collezionisti privati, ma anche da archivi. Ad esempio siamo lieti di essere partner dell’Archivio Isgrò, il quale ha digitalizzato le procedure di archiviazione tramite Speakart. Questo serve all’Archivio, non solo nella catalogazione, ma anche nella prevenzione dei fenomeni di falsificazione delle opere. Se, ad esempio, un’opera falsa viene raffrontata con quella originale registrata su Speakart, il sistema lo rileva immediatamente, tutelando cosi la figura e l’opera di un artista.
Ci auguriamo in futuro di intensificare anche il lavoro con i musei in vista del processo di digitalizzazione che dovrebbe interessare il nostro Paese nei prossimi anni.

Quali sono i progetti futuri di Speakart?
Vogliamo estendere i servizi del sistema a tutti i collectible, inclusa la numismatica, la filatelia, i gioielli, gli orologi, le auto d’epoca e, più in generale, a tutti quelli che vengono definiti passion asset.
Inoltre, visti i recenti sviluppi tecnologici, vogliamo rispondere alla chiamata degli NFT, fornendo servizi rivolti sia ai collezionisti, sia agli artisti. Per i primi intendiamo offrire un servizio di catalogazione del wallet, ovvero creare uno spazio digitale in cui poter consentire al collezionista di fruire agevolmente di tutti i suoi NFT. Per gli artisti, invece, vorremmo creare una sorta di guida al “mintaggio” degli NFT, dunque aiutare i giovani artisti digitali a districarsi meglio in un mondo ancora duttile e quindi di difficile orientamento.

Antonio Mirabelli

https://www.speakart.it/

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Antonio Mirabelli
Antonio Mirabelli si è laureato in giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli di Roma e nello stesso ateneo ha frequentato la Scuola di Specializzazione per un biennio. Avvocato e appassionato di arte, matura esperienza nel campo del Wealth management come consulente nella pianificazione patrimoniale e curando la gestione di prestigiose collezioni private. A Milano frequenta il Master in Arts Management presso l’Università Cattolica di Milano, dove affina le doti manageriali. Elabora progetti per l’implementazione dell’offerta culturale di soggetti pubblici e privati, si occupa di CSR (Corporate Social Responsibility) e lavora come Art Advisor.