Game Changer di Banksy da record. I risultati dell’asta Christie’s London

Da Christie’s London è stata appena battuta all’asta l’opera “Game Changer” di Banksy. L’opera, posta in vendita per una buona causa, è record assoluto per l’artista

asta Christie's 2021
asta Christie's 2021

Da Christie’s London è stata appena battuta all’asta l’opera “Game Changer” di Banksy. L’opera, posta in vendita a partire da 2,2 milioni di sterline (valutazione 2,5/3,5 milioni) è stata aggiudicata a 14,4 milioni di sterline, 16,758 milioni con il premio d’asta. Record
assoluto per Banksy (il precedente risaliva all’opera “Devolved Parliament” vendita da Sotheby’s London a 9,88 milioni di sterline). All’asta, insolitamente lunga, hanno partecipato prevalentemente due collezionisti, uno (il vincente) gestito dalla sales room di Londra ed un altro in collegamento online dalle British Virgin Island. I due si
sono sfidati a rialzi di 100 mila sterline.

Banksy, Game Changer, oil on canvas, 35.78 x 35.78in. (91 x 91cm.), painted in 2020. Courtesy Christie's
Banksy, Game Changer, oil on canvas, 35.78 x 35.78in. (91 x 91cm.), painted in 2020. Courtesy Christie’s

GAME CHANGER DI BANKSY

L’opera di Banksy assume importanza straordinaria, simbolo dell’impegno del personale sanitario durante la pandemia e peraltro messo in vendita proprio nel giorno in cui il Regno Unito ricorda l’anniversario del primo lockdown e la memoria delle vittime.
L’opera fu donata da Banksy, lo scorso maggio, all’ospedale universitario di Southampton come ringraziamento, appunto, per gli sforzi di tutto il personale sanitario. Sin dalla donazione si sapeva che l’opera sarebbe stata venduta non solo per supportare le attività
dell’ospedale ed il fondo speciale per gli operatori sanitari ma anche altri enti benefici e di assistenza ospedaliera in UK.

GAME CHANGER: UNA BUONA CAUSA

Nell’ospedale di Southampton rimarrà comunque una riproduzione dell’opera. Da Christie’s sono felicissimi per la vendita record e devolveranno all’ospedale anche una rilevante quota del premio d’asta. Sia Christie’s che Banksy hanno tenuto a ringraziare la Croce Rossa Internazionale per l’autorizzazione straordinaria ad utilizzare il
simbolo della Croce Rossa. L’opera resterà nella storia per il forte messaggio di supporto e di speranza in questo difficile momento che tutti, nel mondo, stanno affrontando e come tributo al personale sanitario in prima fila contro il Covid-19.

IL RACCONTO DELL’ASTA DI CHRISTIE’S

Dalla sede londinese di Christie’s sono state coordinate le sedi di New York e di Hong Kong per tre aste trasmesse live sia sul sito web istituzionale che sul canale YouTube, su WeChat e sulla pagina Facebook della casa d’asta e che han visto partecipanti da 36 nazioni. La prima è stata mono lotto, tutta dedicata all’opera Warrior (1982) di Jean-Michel Basquiat che è stata aggiudicata a 26,2 milioni di sterline (30,2 con premio) dopo una lenta battaglia telefonica tra la sales room di New York e quella di Hong Kong presso la quale è stata aggiudicata a un collezionista asiatico. Pur diventando l’opera d’arte occidentale di maggior valore mai offerta in Asia, ha stentato un poco a conquistare il prezzo battuto. Il cliente di Christie’s che ha messo in vendita l’opera ha chiesto esplicitamente di esporre e porre in vendita ‘Warrior’ proprio ad Hong Kong perché al momento è una delle piazze più dinamiche nel settore dell’arte.

L’ASTA 20TH CENTURY ART DA CHRISTIE’S

Si è proseguito con l’asta 20th Century Art che ha presentato 55 lotti, generando record su record, sin dal primo lotto offerto No Wahala di Joy Labinjo battuto a 120 mila sterline (150mila sterline/207USD con premio) a fronte della stima massima di 40mila sterline e del precedente record di 189 mila USD del dicembre 2020. Subito a seguire record anche per Issy Wood con l’opera Over Armour battuta a 200 mila sterline (250 mila col premio) a fronte della stima massima di 150mila. Dopo un altro lotto, ecco il record per Claire Tabouret con The Last Day, battuta a 500 mila sterline (622mila sterline/861mila USD con premio) a fronte della stima massima di 200 mila sterline e del precedente record di 451 mila USD del luglio 2020.

GAME CHANGER DI BANKSY: L’ASTA DI CHRISTIE’S

Ma il vero protagonista dell’asta è stato Banksy con l’opera Game Changer donata, lo scorso maggio, all’ospedale universitario di Southampton come tributo al personale sanitario in prima linea contro la pandemia L’opera, posta in vendita a partire da 2,2 milioni di sterline (valutazione 2,5/3,5 milioni) è stata aggiudicata a 14,4 milioni di sterline, 16,758 milioni con il premio d’asta. Record assoluto per Banksy (il precedente risaliva all’opera Devolved Parliament venduta da Sotheby’s London il 3 ottobre 2019 a 9,88 milioni di sterline). All’asta, insolitamente lunga, hanno partecipato prevalentemente due collezionisti, uno (il vincitore) gestito dalla sales room di Londra ed un altro in collegamento online dalle British Virgin Island che si sono sfidati a rialzi di 100 mila sterline. Ovviamente il particolare significato dell’opera ha contribuito al record di vendita, peraltro proprio nel giorno in cui il Regno Unito ricordava le vittime della pandemia, ad un anno dal primo lockdown. Christie’s ha deciso di devolvere gran parte del premio, donando ben 16 milioni di sterline all’NHS, il sistema sanitario nazionale inglese.

GLI ALTRI LOTTI DELL’ASTA 20TH CENTURY ART DA CHRISTIE’S

Altro record per Pièges di Jean Fautrier (lotto 12), battuta a 3,75 milioni di sterline (4,5 con il premio) a fronte di 1,5 milioni di stima massima e del precedente record di 2,5 milioni del febbraio 2011. L’opera Ohne Titel di Gerhard Richter passa alla storia per il record di lavori su carta dell’artista essendo stata battuta a 1,85 milioni di sterline (2,24 col premio) a fronte della stima massima di 1,5 milioni e del pretendete ricordo di 1 milione stabilito nell’ottobre 2019. È poi il turno di Self-Portrait (1988) di Basquiat messa in asta a 2,2 milioni e battuta a 7,7 milioni di sterline (9,1 col premio) contro i 5,5 di stima massima, Self-Portrait di Amoako Boafo venduto ad un acquirente italiano a 440 mila sterline (550mila con premio) contro le 80 mila di stima massima, Untitled di Matthew Wong battuta a 2,25 milioni (2,7 com premio) a fronte di 700 mila sterline di stima massima, Portrait du photographe Dilewski di Amedeo Modigliani battuta a 3,65 milioni (4,4 con premio) a fronte di 2,8milioni come stima massima, Immaginando tutto di Alighiero Boetti aggiudicata a 240 mila sterline (300 mila con premio) a fronte di 180 mila sterline di stima massima. Bene, seppur sotto la stima massima, i due Picasso Femme nue couchée au collier (Marie-Thérèse) del 1932, opera messa in vendita a 7 milioni di sterline e battuta a 12,5 (14,6 con premio) a fronte di una stima massima di 15 milioni e Femme assise dans un fauteuil noir (Jacqueline) del 1962 messa in asta a 5 milioni e battuta a 8,2 (9,7 con premio) a fronte della stima massima di 9 milioni di sterline. Due Dubuffet, una scultura di Calder, due opere di Fontana, una di Bacon, una di Gormley, una di Hirst, un paio di Warhol e molte altre vendute all’interno dei range di stima previsti. Femme au jardin di Renoir (circa 1890) battuta a 1,45 milioni di sterline (1,76 con premio) a fronte di 1 milione di stima massima, Le couple aux deux bouquets di Marc Chagall ha realizzato 1,65 milioni (2 con premio) contro 1,5 della stima più alta, Cup and Saucer II, scultura di Roy Lichtenstein, è stata battuta a 920 mila sterline (1,12 con premio) a fronte di 650 mila sterlina di valutazione. Al di sotto delle stime minime sono state vendute opere di Alfred Sisley La route de Veneux a 800 mila sterline (982 con premio) a fronte di 1,2 milioni di stima minima, di Matisse Vénitienne (en buste) or Ancilla a 410 mila sterline (512mila con premio) contro 550 mila di stima minima, di Brancusi Profil de femme au chignon (Princesse Marie Bonaparte) a 280 mila sterline (350 mila con premio) contro le 300mila di stima minima. Da Segnalare la scultura in legno Schwangeres Mädchen di Ernst Barlach, proveniente dalla collezione della Deutsche Bank, aggiudicata per 500 mila sterline (622mila con premio) ad un rinomato museo europeo il cui nome sarà svelato in seguito, a dimostrazione – dicono da Christie’s – dell’accurata selezione selle opere in vendita che destano l’interesse anche da parte di istituzioni museali. Solo due lotti invenduti, un’opera di Albert Oehlen fermatasi a 600 mila sterline ed una di Glenn Brown a 140 mila sterline. In totale le vendite sono state di 150,3 milioni di sterline, incluso Warrior di Basquiat ed il premio della casa d’aste.

THE ART OF SURREAL DA CHRISTIE’S: MAGRITTE

La terza asta del pomeriggio inglese (sera ad Hong Kong e mattina a New York), con 26 lotti, porta il tradizionale titolo The Art of Surreal ed ha visto protagonista René Magritte con cinque opere vendute (su sei messe in vendita). Si è iniziato da La grande marée, battuta a 1,6 milioni di sterline (1,9 con premio) a fronte di 950 mila sterline di stima massima, a seguire La tapisserie de Pénélope venduta (dalla sales room di NYC) a 750 mila sterline (922 con premio), poco sopra la stima massima di 700 mila, e poi Le mois des vendanges che messa in vendita a 7,5 milioni è stata aggiudicata a 8,5 (10 con premio) ma sotto la stima minima di 19 milioni, entro la stima – a 2,7 milioni (3,6 con premio) – è stata battuta Les jeunes amours, nel range di stima anche La découverte du feu battuta a 2,1 milioni (2,54 con premio), mentre invenduta l’opera Le monde poétique che si è fermata a 2,4 milioni a fronte della valutazione minima di 3.

THE ART OF SURREAL DA CHRISTIE’S

Quasi tutti entro il range di stima i cinque Miro proposti: Peinture, messa in asta a 7,5 milioni si è fermata a 8,7 milioni (10,2 con premio) poco sotto ai 9 milioni di stima minima, Goutte d’eau sur la neige rose al martello è stata battuta a 3,2 milioni (3,8 con premio), Le piège è stata aggiudicata a 4,4 milioni (5,3 con premio), Peinture – lotto 116 – a 1,8 milioni (2,18 con premio), mentre Projet d’illustration d’un livre è stata battuta a 80 mila sterline (100 mila con premio). Bene l’opera su carta di Man Ray che a fronte di una stima massima di 35 mila sterline è stata aggiudicata a 110 mila (137 mila con premio), e ‘Der Berg’ di Hannah Hoch battuta a 400 mila sterline (500 mila con premio) a fronte della stima massima di 250 mila. Anche Max Ernst è stato ben rappresentato nell’asta con quattro opere su cinque vendute, Cage, forêt et soleil noir battuta, all’interno del range di stima, a 2,55 milioni di sterline (3,1 con premio), Les peupliers aggiudicata a 380 mila sterline (475 con premio) sotto le 450 mila sterline di stima minima, ‘Sortons: L’instant et la durée battuta a 85 mila sterline (106 con premio) e Le hibou et sa fille aggiudicata a 160 mila (200 mila con premio), mentre Aux 100,000 colombes è rimasta invenduta a 1 milione di sterline contro 1,2 di stima minima. Tra gli altri invenduti Zones d’instabilité di Yves Tanguy cui non è bastata l’offerta di 850 mila sterline a fronte di 900 mila come stima minima e Le chevalier di Dalì invenduta a 210 mila sterline, poco al di sotto delle 220 mila di stima minima. Venduto invece a 280 mila sterline (350 mila con premio) l’altra opera di Dalì in vendita Leda Atomica, primer dibujo (first drawing). The art of surreal ha totalizzato 48,5 milioni di sterline, incluso il premio della casa d’aste.

CHRISTIE’S: LA PRIMA ASTA DI RILIEVO POST BREXIT

In totale le tre aste hanno totalizzato vendite per 198,7 milioni di sterline, vendendo il 93% dei lotti, con grande soddisfazione per i vertici di Christie’s, anche perché a causa del lockdown la visione delle opere d’arte è stata preclusa a molti e questo può incidere notevolmente sulle vendite. Si è trattato anche della prima asta di rilievo dopo la Brexit e si è riscontrato come il mercato sembra reggere bene in questa prima parte dell’anno sia a Londra che in Asia, e in generale a livello internazionale. Per quanto riguarda le tre sales room che hanno agito in contemporanea da Londra, New York e Hong Kong, certamente la capitale inglese è stata la più attiva nelle vendite. Nei prossimi giorni si svolgeranno anche le aste di Sotheby’s e potremo capire se il trend positivo del mercato dell’arte sarà confermato.

-Mario Bucolo

*articolo aggiornato il 24 marzo 2021

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Mario Bucolo
Mario Bucolo è fotografo professionista (awards winners come si dice di chi ha ricevuto premi e riconoscimenti internazionali), pur amando definirsi ‘artigiano dell’immagine’, specializzato in architettura, landscape, viaggi. Catanese, vive e lavora a Londra da alcuni anni. Ma Mario Bucolo è anche un esperto in marketing, comunicazione, visibilità e social media prevalentemente per i musei e per il settore cultura, lavorando e presentando studi nel settore sin dal 1991, anche nel ruolo di co-fondatore dell'iniziativa Europea 'Medici Framework' e di editore del portale mondiale sui musei. Nel 2008 ha contribuito, come guest author, all'ultimo libro di Philip e Neil Kotler sul marketing per i musei con un capitolo su "Musei ed E-communication". Nel 2010 è stato candidato alla presidenza di ICOM Italia. Prima ancora, dal 1984, è stato tra i pionieri europei delle applicazioni multimediali interattive (kiosk, Laser disc, Cd-Rom etc).