Quattrocento artisti invadono un antico collegio piemontese. Le opere più interessanti della fiera Paratissima a Moncalieri

Fino al 1° novembre il Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri ospita la XXII edizione di Paratissima. Quest’anno il tema è quello del “fool”, figura capace di sovvertire le certezze e assumere un punto di vista diverso sul mondo

Per il secondo anno di fila, Paratissima trova spazio nell’immenso Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri: 12.000 mq di spazio distribuiti su più livelli, dove le opere e i progetti della XXII edizione della manifestazione dedicata all’arte emergente si alternano con ritratti ottocenteschi, teche da museo di storia naturale e bacheche con le fotografie degli ex alunni. Con oltre 400 artisti presenti tra progetti speciali e tre mostre curate da Sofia Giuntini, Valeria Radkevych e Roberta Bani con Giulia Pozzi, talvolta si ha la sensazione di perdere la bussola, complice anche la complessa (ma bellissima) struttura del Real Collegio.

“Foolish”: l’edizione 2026 di Paratissima

Il titolo dell’edizione di quest’anno è FOOLISH, ispirato alla figura del fool, il buffone capace di guardare il mondo da una prospettiva diversa e ribaltare le certezze condivise, noncurante delle imposizioni sociali. Paratissima, così, dichiara di voler assumere una posizione eccentrica e in quell’eccentricità vedere un privilegio, non un difetto. Sicuramente è già eccentrica di per sé la scelta di Moncalieri rispetto a Torino, in una settimana densa come l’Art Week, ma al di là delle questioni geografiche, gli intenti di Paratissima si riflettono in una grande eterogeneità delle opere. D’altronde, se ogni punto di vista è valido nella sua eccentricità, tutti possono trovare spazio: questo porta a un’alternanza netta tra lavori più interessanti e solidi con altri decisamente meno strutturati – com’è peraltro fisiologico in (quasi) ogni grande manifestazione dove l’arte emergente è al centro.

“Crux Ditigalis” di Max Magaldi

Tra i progetti meglio riusciti c’è Crux Digitalis di Max Magaldi: un intervento site specific nella Cappella dei padri barnabiti del Real Collegio, dove dal buio emerge una struttura cruciforme fatta di stativi che reggono dei cellulari che scrollano all’infinito. In un contesto così caratterizzato in senso cattolico, ma dove il buio annulla la percezione degli elementi che lo connotano, la croce digitale è il simbolo di una nuova religione auto-celebrativa e chiusa in sé stessa, che non ha nemmeno bisogno dell’essere umano per compiere l’azione base del proprio credo.

Max Magaldi, Crux Digitalis, Moncalieri. Photo Fabio Scopel
Max Magaldi, Crux Digitalis, Moncalieri. Photo Fabio Scopel

“As we are” di Rangi Gallery

La presenza internazionale a Paratissima è molto forte e tra le voci dal mondo c’è anche quella di Rangi Gallery, dalla Tanzania. In una stanza del Real Collegio sono raccolte le opere di cinque artisti tanzanesi – Amani Abed, Lazaro Samwel, Masoud Kibwana, Rose Exavery e Theresia Massawe – che tra quadri figurativi e forme astratte offrono uno sguardo panoramico sulle giovani ricerche pittoriche nel paese africano, al netto di certe soluzioni un po’ naif.

La sezione di Liquida Winter Edition

Liquida Winter Edition è lo spin off invernale di Paratissima dove protagonista è la fotografia. In un unico ambiente del Real Collegio sono presentati i progetti di Paolo Covino, Sacrari, e di Francesca Tilio, Wild Girlhood. Il primo, vincitore della Menzione Speciale Paratissima Art Week Prize, è dedicato al paesaggio rurale del Salento dove furniddi, lamie e pajare raccontano la storia di un territorio e di quelle generazioni che ci hanno lavorato a stretto contatto. Il bianco e nero delle immagini contrasta con i colori squillanti degli scatti di Francesca Tilio. La figlia della fotografa insieme a due amiche corre libera nei prati di Castelluccio di Norcia indossando semplici vestiti multicolori, trasferendo in qualche modo un’atmosfera da Mid West statunitense in Centro Italia.

Andrés Felipe Castaño, Coreography of Impossibility
Andrés Felipe Castaño, Coreography of Impossibility

“Choreography of Impossibility” di Andrés Felipe Castaño

Choreography of Impossibility dell’artista colombiano Andrés Felipe Castaño pone un limite fisico al visitatore – che, forse, a un certo punto della visita, ne sente anche il bisogno, sommerso dall’enorme proposta di Paratissima: qui ci si ferma. A partire da un elemento quotidiano come il corrimano, Castaño crea una struttura innestata sull’ingresso di una delle sale più grandi del Real Collegio obbligandoci prima a torcerci per superare la soglia e, poi, a fermarci senza poter liberamente girare nello spazio. L’installazione riflette su quanto lo spazio quotidiano si rifletta sui nostri gesti e sulle nostre abitudini, in un sistema in cui architettura e corpo si influenzano reciprocamente.

Vittoria Caprotti

Moncalieri // fino al 1° novembre 2026
Paratissima XXII edizione. Foolish
REAL COLLEGIO CARLO ALBERTO – Via Real Collegio, 30
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Vittoria Caprotti

Vittoria Caprotti

Vittoria Caprotti (Voghera, 1998) ha conseguito la laurea magistrale in Storia dell'Arte Medievale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dopo aver frequentato il triennio di Valorizzazione dei Beni Culturali presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Fa parte…

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