A Torino una fiera d’arte indipendente si sta svolgendo dentro un grande garage

Sul cemento del Parcheggio Lancia, 54 gallerie e spazi non-profit ripensano il concetto di “sosta temporanea” tra materia, ecologia e riflessioni sulla città

Cinquantaquattro espositori pronti a trasformare un luogo di transito in un manifesto di resistenza culturale. Ha preso ufficialmente il via a Torino la quindicesima edizione di The Others Art Fair, la fiera internazionale dedicata all’arte contemporanea emergente e indipendente, ospitata fino al 1° novembre nei nuovi spazi del Parcheggio Lancia in Piazzale Chiribiri (nel quartiere Borgo San Paolo), grazie alla sinergia con GTT e l’amministrazione comunale.

Il valore della sosta in un mondo accelerato

Se i numeri raccontano di una fiera matura – con gallerie da tutta Italia, Europa e Sud America, sei progetti speciali, dieci di videoarte e sei premi – è il tema scelto per questo anniversario a dare la misura del percorso: Sosta Temporanea. Forme di permanenza in uno spazio di passaggio. Abbandonare la frenesia del presente e la dittatura del consumo istantaneo delle immagini: è questo l’invito lanciato dal direttore artistico Lorenzo Bruni. “Attraversiamo continuamente luoghi, immagini e informazioni, ma raramente abbiamo il tempo di fermarci e interrogarli”, sottolinea. “Il Parcheggio Lancia, spazio pensato per una permanenza provvisoria, ci invita a trasformare la sosta in un’attenzione e in un incontro. Le opere di questa edizione propongono modi diversi di abitare il tempo e lo spazio, aprendo domande sul rapporto tra esperienze individuali e trasformazioni collettive”.

Il fondatore Roberto Casiraghi commenta i 15 anni di The Others Fair

Un’impostazione corale che trova le sue radici nella visione di chi, quindici anni fa, ha scommesso sulla ricerca più radicale e sotterranea. “Quindici anni fa The Others nasceva dal desiderio di creare a Torino uno spazio aperto alle voci e alle ricerche dell’arte contemporanea”, racconta Roberto Casiraghi, ideatore della fiera insieme a Paola Rampini. “Questo è un posto destinato alle automobili: noi le abbiamo tolte temporaneamente e l’abbiamo riempito di arte e di cultura. Perché non c’è solo mercato, ci sono le performance, i talk e molte altre cose che hanno un’interazione indiretta con la vendita. Aver tolto l’automobile, che è il simbolo dell’industria di questa città, per mettere arte e cultura è un messaggio: la città può trovare una risorsa anche nell’industria culturale. Non sarà un’industria potente come quella dell’automobile negli Anni ’60 e ’70, ma può diventare un punto di pacificazione e coinvolgere i giovani, a cui dedichiamo una grandissima attenzione”.

Le tendenze delle gallerie: materia, narrazione e geografie emergenti

Camminando tra gli stand nel parcheggio, la fiera dimostra come la dicotomia novecentesca tra astrazione e figurazione sia ormai superata dall’impatto delle immagini digitali e dell’intelligenza artificiale. Le gallerie presenti offrono una mappa geografica e concettuale estremamente variegata: Colombo’s Gallery (Milano) presenta un dialogo tra astrazione e figura con le opere di 108 i collage tessili/cartacei di Bertrand Loubé, i dipinti ad olio di Max Rohr e le creazioni di Iryna Maksymova. La spagnola G Gallery (Barcellona) indaga la sospensione del tempo, mentre LO MAGNO Arte Contemporanea (Modica) porta in fiera la pittura di Andrea Cerruto, che rilegge il tema della figura con l’installazione fuori scala Le Bateleur (Il Bagatto dei Tarocchi di Marsiglia) all’interno del programma di opere monumentali Expanded Grounds. Tra le novità più rilevanti di questa edizione spicca l’arrivo di Black Effect Gallery, una nuova galleria di Torino fondata da una giovane coppia italo-afroamericana, che porta sotto la Mole le voci di artisti internazionali come Bless Hirwa (Ruanda) e Oluwatobiloba Fasalejo (Nigeria), concentrati sul rapporto intimo tra identità, diaspora e spazio architettonico. “Abbiamo aperto a fine giugno”, raccontano i galleristi, “lavoriamo solo con artisti africani e della diaspora africana perché cerchiamo di portare qualcosa di nuovo in Italia”.

Claudia Giraud

Torino // fino al 1 novembre
The Others Fair 2026
Parcheggio Lancia, Piazzale Chiribiri
Ore 11-21
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Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

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