La nuova fiera di Londra accantona le gallerie: gli artisti partecipano direttamente (e gratis)
A Londra debutta Fair Play, la fiera fondata da Ryan Stanier dove circa 70 artisti espongono senza pagare lo stand. Il modello economico, la sede di John Soane e le prime impressioni
A Londra, nella settimana dell’arte di Frieze, debutta in questo 2026 Fair Play, una fiera di quelle che provano a rovesciare uno dei pilastri del sistema confermando che lo stato di salute del sistema non è di certo quello di un tempo: a esporre sono direttamente gli artisti, senza gallerie intermediarie e senza pagare in anticipo uno stand. Dal 15 al 18 ottobre, circa 70 autori si presentano al pubblico negli ambienti di One Marylebone, a pochi passi da Regent’s Park e quindi della fiera principale della week.

Dietro Fair Play c’è l’inventore di The Other Art Fair
L’ideatore è Ryan Stanier, che non è nuovo a iniziative innovative sul mondo fiere. Nel 2011 fondò The Other Art Fair, poi ceduta a Saatchi Art. Si tratta insomma di un organizzatore che conosce bene il mercato dell’arte accessibile. La nuova formula sposta il rischio dall’artista alla fiera: nessuna quota iniziale, ma una commissione sulle opere vendute del 42% più IVA. Una percentuale alta, ma inferiore a quelle che solitamente applicano le gallerie. La differenza qui è che chi non vende non deve comunque sostenere il costo di uno stand.
Dentro una chiesa di John Soane
La sede è un punto di forza: One Marylebone occupa l’ex chiesa di Holy Trinity, progettata da John Soane e consacrata nel 1828. Gli stand temporanei sono disposti tra sale con lampadari monumentali, parquet, colonne, archi e perfino l’antico organo. Il dialogo con l’architettura è suggestivo, anche se gli allestimenti sono di qualità inevitabilmente altalenante e le pareti non rappresentano proprio l’ultimo ritrovato dell’estetica fieristica. Da qualche parte bisogna pur risparmiare per far tornare i conti.
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Gli artisti al posto dei galleristi
In fiera si incontrano pittura, fotografia, scultura, tessuti e installazioni, con lavori di Curtis Holder, Charlotte Mei, Seana Gavin e Robert Montgomery, tra gli altri. Le fotografie degli spazi, qui nella nostra gallery, mostrano una formula diretta e informale, con gli artisti indicati per nome anziché con l’insegna di una galleria. E con i prezzi (solitamente piuttosto contenuti, quasi mai sopra i 10mila pound) ben in vista. La giuria di selezione comprende professionisti del mondo dell’arte e della cultura. Stanier immagina anche attività oltre l’appuntamento fieristico, dagli studi per artisti alle vendite online: insomma Fair Play vuole diventare una piattaforma, non soltanto una fiera.
Massimiliano Tonelli
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