Parola ai galleristi: com’è andata Artissima 2021?

Abbiamo chiesto a una quindicina di espositori di raccontarci le prime ore e i primi giorni della fiera d’arte tra le più attese dell’anno

Fabienne Levy ad Artissima ph Irene Fanizza
Fabienne Levy ad Artissima ph Irene Fanizza

La ventottesima edizione di Artissima è cominciata, dopo l’edizione digitale dello scorso anno si torna in presenza. Ma come stanno andando i primissimi giorni di fiera, chi compra e chi gira per gli stand? L’abbiamo chiesto ai galleristi. “Mancavamo da un po’ ma siamo tornati, Artissima è una fiera dalla quale non si può prescindere”, raccontano da Poggiali, dove si dicono contenti della bella accoglienza. A loro si uniscono gli olandesi di Dürst Britt & Mayhem: “È la nostra quarta volta, mettendola a confronto con le precedenti direi che c’è sempre una bella attività – c’è molto interesse, anche se per ora niente vendite, e una buona presenza internazionale: non ce l’aspettavamo, dato quante grandi fiere ci sono in questo periodo! Pensavamo che la gente ne scegliesse una piuttosto che un’altra, senza farsele tutte. E invece ci sono un sacco di critici e curatori internazionali”. Tanto interesse anche per Repetto, dicono, dal cui grande stand doppio – la misura standard per la galleria negli ultimi anni – notano che “sembra che si ritorni un po’ alla normalità”. Da Mazzoleni, la cui ampia offerta – tra cui spiccano le sculture luminose di Marinella Senatore, in mostra anche in galleria – si uniscono al coro con a constatazione che il loro stand “ha fatto emergere un buon interesse”. Procede bene anche per Tucci Russo, che con la sua personale di Richard Long puntava a risvegliare gli animi intorpiditi dalla fiera con un singolo artista. Certo, nonostante l’ottimismo non è proprio tutto come in passato, racconta Raffaella Cortese: “Sì, l’interesse c’è, ma non è come nelle vecchie edizioni. C’era sicuramente più movimento, c’era più gente, c’erano più collezionisti, forse proprio più desiderio, ma sono i primi momenti, e speriamo che questo desiderio maturi”. Sopra ogni cosa, alla fine, c’è la gioia di rivedere facce conosciute di collezionisti e colleghi, come raccontano da Enrico Astuni, e la speranza che ce ne siano sempre di più, dice Giorgio Persano.

artissima 2021 ph Irene Fanizza
artissima 2021 ph Irene Fanizza

LA FORTUNA DEI PEZZI PICCOLI

Maggiore facilità di vendita l’hanno sperimentata le gallerie più piccole. Tra le emergenti, East Contemporary ha già venduto tre pezzi nelle prime ore di fiera e la soddisfazione è tangibile: “Siamo molto contenti, è la nostra prima partecipazione a una fiera in generale. Abbiamo aperto la galleria l’anno scorso a Milano, a settembre. Abbiamo visto molti collezionisti di riferimento, persone già incontrate in galleria e volti nuovi”, dicono. Anche la viennese Wonnerth Dejaco, a sua volta nata l’anno scorso, si accoda alla soddisfazione del primo giro, ma di pezzi venduti ancora non se ne parla: “Incontriamo sia gente di Vienna, che non ci conosce ancora, che gente nuova e ancora persone già incontrate in giro per l’Europa. I più interessati sono i curatori”. Anche le gallerie più grandi si lanciano sul mercato “dei piccoli”, con una serie di pezzi flessibili per invogliare i giovani: “È il momento di un collezionismo dei giovani, con un range di prezzo più basso. Il futuro è quello, i ragazzi che invece che andare via per il weekend si comprano un’opera. È meraviglioso: i giovani vengono in galleria, si informano”, racconta Silvia Noire, che sottolinea come questi due anni lontani dalle persone siano stati “durissimi: non tanto per il mercato, che sta sempre bene, quanto perché facciamo un lavoro a contatto con le persone, e le persone devono esserci. Altrimenti ti scolli dalla realtà”. Crede nel pubblico “a tasche ridotte” anche Atchugarry, che ha ampliato il proprio range di prezzo delle opere esposte proprio per invogliare un ampio portafoglio di acquirenti (NFT compresi): “Abbiamo già venduto diverse opere e ci sono molti interessati. Il nostro stand è vario per nomi, età e prezzi, e funziona”.

-Giulia Giaume

Eventi d'arte in corso a Torino

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.