OVR: Portals. Tre curatori internazionali alla guida della vetrina digitale di Art Basel

Magali Arriola, Larry Ossei-Mensah e Christina Li sono i curatori della nuova edizione online della fiera, in programma fino al 19 giugno 2021 in attesa dell’edizione in presenza di settembre. Ecco gli artisti partecipanti, presentati da 94 gallerie di tutto il mondo

Art Basel
Art Basel

Prosegue il “calendario ibrido” della fiera internazionale Art Basel, che nel 2021 alterna eventi in presenza a nuove edizioni digitali. Infatti, dopo OVR Pioneers (svoltasi dal 24 al 27 marzo) Art Basel Hong Kong (dal 19 al 23 maggio) e in attesa di Art Basel a Basilea (dal 23 al 26 settembre), torna un appuntamento in digitale, questa volta con OVR: Portals, in programma fino al 19 giugno 2021 sul portale di Art Basel. Si tratta della prima edizione curata delle Online Viewing Rooms, alla quale partecipano 94 gallerie provenienti da 29 paesi del mondo, ognuna delle quali presenta un massimo di otto opere. Alla guida, tre curatori internazionali: Magali Arriola, Direttrice del Museo Tamayo di Città del Messico, Christina Li, curatrice indipendente di base ad Amsterdam e Hong Kong e Larry Ossei-Mensah, Cofondatore di ARTNOIR e Curator-at-Large alla Brooklyn Academy of Music di New York. Questa edizione di OVR: Portals è strettamente incentrata sui temi dell’attualità e tratta di realtà emerse a seguito delle vicende accadute a livello sociale e geopolitico nel 2020: la pandemia globale e i suoi effetti, gli sconvolgimenti politici, le proteste di massa e il repentino cambiamento del comportamento sociale che ha interessato tutto il mondo.

Art Basel in Hong Kong 2019 © Art Basel

GLI HIGHLIGHTS DI OVR: PORTALS 2021

Tanti gli artisti e i progetti che coinvolgono le principali questioni sociopolitiche contemporanee: da Sawangwongse Yawnghwe presentato da Nova Contemporary, con la nuova serie di lavori creati a seguito dell’attuale tumulto in Myanmar e dell’escalation della crisi globale dei rifugiati, alle opere di Yoan Capote, Awol Erizku, e Hank Willis Thomas della galleria Ben Brown Fine Arts, sulle idee le idee di governance politica e di potere, mentre il linguaggio disumanizzato della cultura aziendale è al centro dei lavori di Liam Gillick, portato da Air de Paris. Presente anche Tomas Saraceno (Tanya Bonakdar Gallery) con un’opera sul futuro del pianeta e il tema della coesistenza; neugerriemschneider affronta invece un dialogo sulle questioni fondamentali delle condizioni umane con i lavori di Sharon Lockhart, Simon Starling, e Rirkrit Tiravanija. Altri highlights di OVR: Portals includono opere dagli anni ’70 agli anni ’80 di William Eggleston presentato da David Zwirner, che analizzano il comune senso di incertezza e isolamento, mentre la Richard Saltoun Gallery porta i lavori di Violetta Costello e Holly Stevenson realizzati in collaborazione con Procreate Project, un’organizzazione artistica dedicata al sostegno di artiste contemporanee diventate madri. La nuova edizione di OVR: Portals vede anche la partecipazione, per la prima volta, di cinque gallerie: Addis Fine Art (Addis Abeba e Londra); Galeria Nora Fisch di Buenos Aires; First Floor Gallery Harare (Harare e Victoria Falls); Gallery Vacancy da Shanghai e Galerie Fons Welters di Amsterdam. 

OVR: PORTALS 2021. IL DIGITALE SECONDO ART BASEL

Per la nostra ottava Online Viewing Rooms, abbiamo ampliato ulteriormente i nostri orizzonti, introducendo un nuovo progetto curatoriale portando nuove voci all’interno della nostra offerta digitale”, ha spiegato Noah Horowitz, Director Americas di Art Basel. “Abbiamo lavorato con tre incredibili curatori – Magalí Arriola, Christina Li e Larry Ossei-Mensah – che hanno raccolto quasi 100 presentazioni. Continuiamo ad allargare i confini in questo spazio digitale e, attraverso le visioni e le intuizioni uniche dei tre curatori, speriamo che il nostro pubblico scopra i vari modi in cui gli artisti riflettono e sviluppano narrazioni interessanti e spesso stimolanti intorno alle nostre realtà”. 

-Giulia Ronchi 

www.artbasel.com/ovr

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.