Fiere e post-pandemia. Frieze nel 2022 sbarcherà anche a Seoul?

Secondo la stampa coreana, il colosso fieristico con avamposti a Londra, New York e Los Angeles sarebbe in trattative per inaugurare un nuovo appuntamento a Seoul nel 2022

Seoul ph. Ethan Brooke
Seoul ph. Ethan Brooke

 Le fiere d’arte sono state (e continuano a essere) tra le manifestazioni più colpite dalla pandemia, costrette oramai da quasi un anno a rinviare – per poi spesso cancellare – i loro appuntamenti in numerose città del mondo. Il 2021, d’altro canto, si preannuncia ugualmente turbolento, almeno nella prima parte dell’anno, tanto da spingere le maggiori fiere d’arte internazionali a rinviare i primi appuntamenti: Art Basel Hong Kong, che avrebbe dovuto tenersi a marzo 2021, è stata posticipata dal 21 al 23 maggio, mentre Frieze Los Angeles è stata recentemente rinviata da febbraio a luglio 2021. Nulla di nuovo quindi, ma solo in apparenza: nonostante la fase storica incerta, pare che proprio Frieze – che conta avamposti a Londra, New York e Los Angeles – abbia intenzione di inaugurare una nuova tappa della fiera a Seoul.

DOPO LA PANDEMIA LA FIERA FRIEZE SBARCHERÀ A SEOUL?

A dare notizia dell’interessamento di Frieze nei confronti della città di Seoul è la testata locale Hankoryeh, secondo la quale il colosso fieristico inglese avrebbe firmato un memorandum di intesa con la Galleries Association of Korea per sviluppare una nuova fiera da inaugurare nell’autunno 2022, in concomitanza con la Korea International Art Fair (KIAF), organizzata proprio dall’associazione. Stando a quanto riportato da ArtNews, la Galleries Association of Korea dichiara però che “non c’è nulla da segnalare in questo momento”, sebbene poi un portavoce di Frieze abbia affermato che “siamo sempre alla ricerca di potenziali nuove opportunità e abbiamo un ottimo rapporto con le gallerie, le istituzioni e i collezionisti coreani”, ribadendo che “tutto è possibile, ma non c’è niente da segnalare in questa fase”.

COREA DEL SUD NUOVA MECCA DELL’ARTE OCCIDENTALE?

Da anni ormai l’Oriente è diventato uno dei nuovi centri del sistema dell’arte internazionale, attirando galleristi e istituzioni museali occidentali che, in paesi come la Cina e la Corea del Sud, trovano terreno fertile per sviluppare nuovi progetti e soprattutto occasioni di mercato. A Seoul, in particolare, hanno aperto sedi Pace Gallery, Emmanuel Perrotin (con avamposti, quest’ultimo, anche a Shanghai, Hong Kong e Tokyo) e la Various Small Fires di Los Angeles. Rimangono invece in standby, a causa della pandemia, le trattative per l’apertura della nuova sede del Centre Pompidou a Seoul.

–  Desirée Maida

www.frieze.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.