Annullata Artissima 2020 a Torino. Il commento e i progetti delle altre fiere in città

Abbiamo parlato con i direttori delle fiere che ogni anno animano l’art week torinese per commentare con loro la decisione da parte di Artissima di non aprire l’edizione di quest’anno. Ecco gli scenari e le riflessioni che sono emersi…

Artissima 2020 non si farà, almeno non nella sua forma usuale: è questo l’annuncio fatto dalla fiera che si terrà comunque sulle proprie piattaforme digitali e con un progetto fisico in città realizzato in collaborazione con la Fondazione Torino Musei. Una decisione, questa, che non lascia completamente sorpresi, dati il preoccupante evolversi della pandemia a livello globale e la sempre più crescente difficoltà negli spostamenti internazionali. Una domanda, tra gli addetti ai lavori, adesso però si fa strada: cosa accadrà e come reagiranno le altre fiere che ogni anno insieme ad Artissima compongono il mosaico dell’art week torinese? Abbiamo parlato con i direttori di Flashback, The Others, Paratissima, Dama e Nesxt, che ci hanno detto la loro sul nuovo scenario della settimana dell’arte e confermato che le loro rassegne si terranno regolarmente. Ecco cosa ci hanno raccontato.

– Desirée Maida

1. FLASHBACK

L’omaggio a Marco Gastini a Flashback 2019

“Il nostro format punta sulla qualità e non sulla quantità, con spazi e tempi di fruizione dilatati; la fiera quindi si terrà, salvo naturalmente provvedimenti governativi”, ci spiega Ginevra Pucci, direttrice di Flashback – L’arte è tutta contemporanea insieme a Stefania Poddighe. “La decisione di Artissima non intacca i nostri programmi, forse può rappresentare un’occasione, per il pubblico, per concentrarsi maggiormente sulle altre fiere e per non parlare più di fiere “collaterali”, piuttosto per concentrarsi sulle opere e il loro valore.

2. THE OTHERS

The Others Fair, complesso militare Alessandro Riberi, Torino, ph Claudia Giraud

“La prima settimana di novembre a Torino si chiama Contemporary Art, ed è un sistema dell’arte contemporanea cittadina. Siamo molti dispiaciuti che una parte del sistema non si possa tenere ma il resto del sistema va avanti”, dichiara Roberto Casiraghi, direttore di The Others, al quale chiediamo come si svolgerà la prossima edizione della fiera: “metteremo in atto tutta una serie di provvedimenti relativi alle misure sanitarie, saremo in uno spazio molto grande, il Padiglione 3 di Torino Esposizioni di 3380 metri quadrati. Abbiamo una piattaforma espositiva che permette ai flussi di pubblico di non incrociarsi, e grandi spazi tra un gruppo espositivo e l’altro. Abbiamo anche una zona all’aperto che farà da polmone di decompressione della parte al chiuso; un sistema di circolazione di aria naturale dovuta alla grande quantità di finestrati presenti sul tetto del padiglione”.

3. PARATISSIMA

Ex Accademia Artiglieria, ph Vincenzo Parlati Paratissima 2019 scuderie

“Senza Artissima la settimana dell’arte torinese perde il suo elemento di traino e siamo molto dispiaciuti per questo ma, rispetto alla nostra programmazione, a meno di direttive specifiche regionali o governative che impongano ulteriori restrizioni, ribadiamo la nostra ferma volontà di proseguire nell’organizzazione dell’evento, posizione analoga alle altre fiere, nello specifico Flashback e The Others, con cui ci stiamo coordinando per incontrare a breve le istituzioni locali”, ci spiegano Francesca Canfora, direttore artistico di Paratissima e Lorenzo Germak, ceo PRS. “Al momento attuale la giustificazione addotta da Artissima per il proprio annullamento riguarda le complicazioni di spostamento e viaggio delle gallerie internazionali, data la situazione in Europa, aspetto che nello specifico non tange la nostra realtà. Il nostro pubblico, come anche le gallerie o gli artisti che espongono, rimangono a livello prettamente nazionale. Il nuovo format espositivo di Paratissima, che estende la sua durata su circa due mesi, dal 23 ottobre all’8 dicembre, è la naturale evoluzione del processo creativo della manifestazione ed è stato adottato anche in relazione all’emergenza attuale, per garantire al pubblico e agli espositori un evento sostenibile e sicuro”.

4. DAMA

Dama, la non fiera di Torino

“Data l’emergenza sanitaria in corso, per quest’anno non avevamo nemmeno chiesto alle gallerie di partecipare”, ci risponde Giorgio Galotti, fondatore di DAMA. “D’accordo con le curatrici e dopo aver vagliato tramite le gallerie internazionali quanto potesse essere fattibile la loro presenza in Italia (di questo addirittura avevamo discusso già lo scorso maggio), abbiamo deciso di realizzare la quinta edizione di DAMA concentrandoci esclusivamente sul ‘Live Programme’ con un format concentrato sui video, che si svolgerà a Palazzo Chiablese (dimora storica che per la prima volta si aprirà al contemporaneo). La notizia di Artissima non è stata un fulmine a ciel sereno, si aspettava da un momento all’altro, e d’altra parte era impossibile che la fiera potesse tenersi in forma ‘ristretta’. A livello globale la pandemia sta peggiorando e questa credo sia la scelta giusta”.

5. NESXT

NESXT 2017

“Facendo un discorso generale, nel contemporaneo abbiamo imparato che bisogna parlare di visione d’insieme”, spiega Olga Gambari, direttore artistico di NESXT. “La settimana dell’arte di Torino è un evento molto importante per la città, e Artissima è in qualche modo la partenza e l’arrivo di tutto il sistema che si attiva durante questa settimana, è un motore di attenzione dal punto di vista del turismo, dell’economia e soprattutto della comunicazione. Spesso però ci si dimentica che anche Artissima beneficia di tutto quello che si attiva intorno a lei, quindi oltre a essere motore è anche ricettore Tutte le realtà, gli eventi, gli spazi indipendenti si collocano sul paesaggio di Artissima, ma allo stesso tempo rendono Artissima qualcosa di speciale, di unico, non solo come fiera ma come fenomeno cittadino. Fatta questa riflessione, credo che la decisione presa da Artissima possa essere una grande occasione per fare un progetto sulla città, con la città e con tutte le sue realtà: la fiera potrebbe farsi promotrice di un grande progetto sociale dell’arte torinese, e quindi immaginare una grossa formula che possa creare un evento corale dove Artissima alimenta e viene alimentata dal sistema. E questa sarebbe una soluzione che nessuna città d’arte legata alle fiere ha finora pensato o sperimentato durante la pandemia”.

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.