Perché vendere a James Murdoch potrebbe essere l’unica ancora di salvezza di Art Basel

La fiera più importante al mondo sta facendo la conta dei danni causati dalla pandemia. A salvarla, potrebbe essere James Murdoch, figlio del magnate della comunicazione Rupert, aumentando il capitale dell’azienda e diventandone il socio di maggioranza.

Art Basel
Art Basel

Un anno tutto in salita anche per Art Basel, partito alla fine di gennaio 2020 con la cancellazione dell’edizione di Hong Kong per la prima volta nella sua storia. E proseguito con l’annullamento della fiera di Basilea, inizialmente rinviata a settembre, prima di accorgersi che ogni tipo di manifestazione a carattere internazionale sarà impraticabile ancora per i mesi a venire. Insomma, la salute di Art Basel, che fa capo al gruppo MCH, risulta fortemente compromessa e per questo sono stati avviati dei piani di emergenza con lo scopo di salvarla. In questa operazione, spunta un nuovo player: James Murdoch, imprenditore ex CEO di 21st Century Fox e figlio di Robert Murdoch, il magnate a capo di News Corporation, leader nel settore dei media. L’intervento di Murdoch figlio al momento potrebbe rappresentare l’unica via per porre Art Basel su un piano finanziario solido, rafforzare il capitale e lanciarla verso nuove strategie di rilancio, mettendo d’accordo anche i suoi azionisti. E i giochi, anche se non ancora ufficializzati, paiono essere già decisi.

James Murdoch 2008 via Wikipedia
James Murdoch 2008 via Wikipedia

ART BASEL: IL PIANO PRESENTATO DA JAMES MURDOCH

Le misure di salvataggio si concretizzeranno nell’aumento di capitale dell’azienda per un totale di 104,5 milioni di franchi, di cui 30 verranno prestati dal Cantone della città di Basilea, mentre i restanti 74,5 milioni verranno inseriti da Lupa Systems LLC, il braccio di investimento fondato nel 2019 da James Murdoch dopo che la sua famiglia aveva venduto 21st Century Fox a Disney. Le trattative erano già partite lo scorso 10 luglio e proseguiranno il 3 agosto tramite un’assemblea generale straordinaria. In questo modo, la Lupa System LLC – che potrebbe acquisire fino al 44% delle azioni – diventerebbe il socio di maggioranza dell’azienda, poiché il primo è il Cantone di Basilea, detentore del 33,5% del capitale. Tra le varie condizioni, Murdoch ha promesso di acquistare tutte le azioni invendute, mentre agli attuali azionisti del gruppo MCH verrà concesso l’accesso prioritario per l’acquisto delle nuove azioni al momento del loro rilascio. Per quanto riguarda la composizione del consiglio di amministrazione, ne faranno parte tre rappresentanti degli azionisti pubblici e di Lupa Systems, e da due a tre membri indipendenti.

ART BASEL IN CERCA DI UN PIANO PER NON AFFONDARE

Un accordo che metterebbe d’accordo tutti, seppur costituisca una vendita al ribasso delle azioni di Art Basel. Una strada obbligata, in quanto la fiera aveva già denunciato una perdita di capitale tempo prima dell’arrivo del Covid-19. Ad aprile, la società ha licenziato 150 dipendenti. “Abbiamo iniziato l’anno 2020 con liquidità di circa 140 milioni. Solo quest’anno, la crisi del Coronavirus ha comportato un calo delle vendite di 130-170 milioni di franchi ed effetti negativi sugli utili pari ad un importo milionario a due cifre. Questo pacchetto completo di misure è necessario per far fronte a questa situazione ed è anche necessario per poter proseguire con l’attuazione della strategia, lavorare su nuove opportunità commerciali e rafforzare la nostra posizione competitiva a lungo termine”. ha dichiarato Marc Spiegler, direttore globale di Art Basel. “Se l’aumento di capitale e le relative misure proposte oggi verranno approvate dagli azionisti di MCH, questo metterà il Gruppo su una solida base finanziaria per il prossimo futuro. Inoltre, Lupa Systems mette in campo preziose competenze e network nella tecnologia, nella digitalizzazione e nella più ampia sfera culturale”.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.