Anche Art Basel Hong Kong vittima del coronavirus: cancellata l’edizione 2020

Non c’è più nulla da fare: la fiera leader al mondo, in una delle sue piazze più importanti, si vede costretta a dire addio all’edizione 2020 a causa dell’epidemia di coronavirus. Il messaggio addolorato è stato trasmesso dalla piattaforma ufficiale.

Art Basel Hong Kong
Art Basel Hong Kong

Siamo spiacenti di informarvi che Art Basel Hong Kong 2020 è stata cancellata a causa del grave scoppio e della diffusione del coronavirus, che è stato recentemente dichiarato un’emergenza sanitaria globale dall’Organizzazione mondiale della sanità. I nostri pensieri sono rivolti a tutti coloro che sono stati colpiti in tutto il mondo. Rimaniamo impegnati sulla fiera e non vediamo l’ora di darvi il benvenuto alla prossima edizione di Art Basel Hong Kong, che si svolgerà dal 25 marzo al 27 marzo 2021“. Così anche Art Basel Hong Kong resta vittima del coronavirus, l’epidemia dichiarata emergenza globale che sta paralizzando la Repubblica Cinese, con una crisi pesantissima per tutti i settori dell’economia e del commercio. Non sono esenti le manifestazioni artistiche (già in precedenza era stata cancellata la prima Triennale di Pechino, che avrebbe dovuto esordire alla sua prima edizione dal 20 febbraio al 29 marzo 2020), i musei e tutte le attività turistiche. La cancellazione di Art Basel Hong Kong si pone quindi come l’ultima delle gravi conseguenze che il virus sta infliggendo alla Cina, mandando a monte una delle piazze commerciali più prestigiose del calendario artistico globale.

L’ALLARME CORONAVIRUS

È partita la prima epidemia dalla città di Wuhan, segnalata a dicembre 2019, e ora è diventata emergenza globale, seppur il livello di prevenzione e contenimento dell’epidemia sia coordinato con collaborazione tra tutti i Paesi. Il coronavirus, che si manifesta come infezione delle vie respiratorie e di cui ancora non si conosce cura, sta destando crescenti preoccupazioni di ora in ora. L’ultimo allarme proviene proprio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che corregge i precedenti rapporti in cui parlava di livello “moderato”. Il rischio, riferisce, “è molto alto in Cina, alto a livello regionale e alto a livello globale”. Mentre in Europa sono stati diagnosticati i primi due casi a Parigi e Bordeaux, la Repubblica Cinese è ormai largamente paralizzata dal contagio. Tra 14 grandi città in quarantena, treni sospesi, disinfestazioni e misure igieniche straordinarie per taxi e mezzi pubblici, a farne le spese sono, ovviamente, anche i siti culturali. I musei statali e le attrazioni turistiche sono state chiuse a tempo indeterminato. Il provvedimento riguarda, tra gli altri, la Città Proibita – centro cerimoniale e politico del governo cinese, è stata per cinque secoli la dimora degli imperatori e delle loro famiglie – e ampi tratti della Grande Muraglia. Off-limits anche le grandi attrazioni turistiche e i parchi di divertimento, come lo stadio olimpico Nido d’uccello a Pechino e Disneyland a Shanghai. Nessuna informazione sulla loro riapertura, almeno finché l’epidemia non sarà messa sotto controllo.

LA SITUAZIONE A HONG KONG

Ad essere a rischio non è solo la Cina continentale: adotta misure straordinarie anche Hong Kong, già colpita pesantemente dal Sars coronavirus del 2003. Come annunciato dal leader Carrie Lam, saranno limitati i viaggi verso la Cina continentale, sospendendo i servizi di treni e traghetti e limitando i voli. Inoltre, i singoli viaggiatori non potranno più entrare a Hong Kong dalla terraferma. Art Basel Hong Kong, tra le fiere di contemporaneo più importanti al mondo, in programma dal 19 al 21 marzo 2020, che quest’anno avrebbe celebrato i suoi 50 anni di storia, aveva già attraversato nei mesi precedenti una fase di forte incertezza provocata dalle forti agitazioni politiche che hanno scosso il Paese e che aveva anche portato all’annullamento di alcune mostre. “Art Basel sta prendendo molto sul serio la situazione e sta monitorando attentamente gli sviluppi assieme a degli specialisti e con i membri del comitato di selezione”, aveva spiegato un portavoce della fiera a The Art Newspaper, quando la sorte della manifestazione era ancora avvolta nell’incertezza. “In questa fase, è ancora troppo presto per decretare con precisione in che modo l’epidemia avrà un impatto sullo spettacolo”.

Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.