Torino art week. Artissima e le altre fiere

Se a livello continentale ci sono già state almeno Frieze a Londra e FIAC a Parigi, per il nostro Paese questa è la prima art week della stagione. Siamo a Torino e vi raccontiamo quali sono le fiere che stanno per aprire.

Dal punto di vista ambientale – e umano, per chi in quelle zone ci vive e ci lavora – è un autentico disastro. A pochi chilometri da Torino, in direzione Francia, la Valsusa arde da quasi dieci giorni. E l’aria è diventata irrespirabile anche a Torino, complice l’assenza totale di precipitazioni lungo tutto il mese di ottobre. Il circo dell’arte però non si ferma – si è addirittura tenuta la maratona, una manciata di ore fa! – e qui vi segnaliamo, come al solito, le fiere da vedere nel capoluogo piemontese. Domani invece sarà la volta delle mostre.

1. ARTISSIMA

Artissima 2015

Il dato principale da registrare è, naturalmente, il cambio al vertice: a capo delle fiera-traino di Torino non c’è più Sarah Cosulich Canarutto ma Ilaria Bonacossa, in arrivo da Villa Croce di Genova. Nel capoluogo piemontese è però di casa, non foss’altro per i lunghi anni trascorsi in veste di curatrice alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
I numeri sono quelli importanti che abbiamo imparato ad apprezzare – 206 gallerie da 31 Paesi – e che permettono di collocare Artissima a un ottimo livello sullo scacchiere fieristico internazionale. Ma anche le novità non sono di poco conto. Di alcune vi abbiamo parlato nelle scorse settimane; qui vi ricordiamo almeno un premio (il Campari, destinato agli under 35 e con una giuria composta da Adam Budak, Francesco Stocchi e Carina Plath) e una sezione (Disegni, con 26 gallerie e la curatela di Luís Silva e João Mourão, direttori della Kunsthalle Lissabon). E poi un progetto speciale, Deposito d’Arte Italiana Presente, omaggio a quell’effimero esperimento che si tenne a Torino a inizio Anni Sessanta e che in fiera prenderà la forma di “uno spazio dinamico di esposizione e di approfondimento dal quale iniziare una narrazione dell’arte italiana degli ultimi vent’anni”.

www.artissima.it

2. THE OTHERS

Ingresso dell’Ex Ospedale Regina Maria Adelaide

Prosegue l’avventura di The Others, che quest’anno mantiene sostanzialmente invariati comitato scientifico e location. Non mancano però le novità: ampliati di gran lunga gli spazi nell’ex ospedale che ospita la fiera, e anche il format espositivo, che affianca alla più classica sistemazione in stand anche due sezioni: la prima intesa come un percorso attraverso installazioni site specific, la seconda con progetti speciali proposti dagli spazi che partecipano alla fiera.
The Others si conferma poi come l’unica fiera torinese che prende sul serio le esigenze e i desideri gastronomici dei suoi visitatori: quest’anno, oltre alla divertente offerta di street food, si affianca una roulette di chef che si occuperanno – uno per ognuna delle quattro serate di apertura – dei fornelli. E si comincia con Christian Mandura del Geranio di Chieri, una delle realtà e novità più interessanti del circondario.

www.theothersfair.com

3. FLASHBACK

Flashback 2015, Pala Alpitour Isozaki, Torino

Nella città che – diamola ancora per buona – è la capitale italiana dell’arte contemporanea, almeno per quanto riguarda la completezza e complessità del “sistema”, fino a pochi anni fa mancava una fiera che mettesse in prospettiva la contemporaneità stessa. Ed ecco che è arrivata Flashback, saldamente diretta da Stefania Poddighe e Ginevra Pucci. Quest’anno, il quinto, la trovate ancora al Pala Alpitour, ma nel foyer grande e su un unico livello. Magenta è il colore dominante, mentre l’allestimento è firmato dal collettivo startarch.
Cosa si vede (e magari si compra) a Flashback? Tutta l’arte che potete immaginarvi dall’archeologia fino al moderno – arrivando, per intenderci, a Gino De Dominicis, di cui sarà esposto un autoritratto che si annuncia “misteriosissimo”. E naturalmente torna anche Opera Viva, con quel deus ex machina iperattivo che è Alessandro Bulgini, con un billboard d’artista installato nel quartiere Barriera di Milano.

www.flashback.to.it

4. NESXT

Space four, room one

Qui davvero cambia tutto. Tranne il fatto che non si tratta di una fiera intesa in senso classico, piuttosto di un festival diffuso per la città. Con un centro, questo sì, che però si sposta – scusate il gioco di parole – in centro città, precisamente a Porta Palazzo. Il resto è una vorticosa sequenza di mostre e progetti che si svolgono prima, durante e dopo la settimana clou e che vedono coinvolti i Residents, ovvero le realtà artistiche e culturali torinesi, e una quarantina di Guests, ospiti dell’headquarter e di altri spazi torinesi.
Un concept che mette in luce la città con tutto il suo tessuto creativo e produttivo legato all’esperienza artistica. “L’idea è quella di essere un collante delle varie fiere”, ha dichiarato la direttrice Olga Gambari, “e nello stesso tempo raccontare il territorio di Torino”. Almeno un premio lo citiamo: quello indetto da Artribune e che mette in palio, per uno degli spazi Guest, la doppia pagina della rubrica Focus sul numero #42 del nostro magazine cartaceo.

www.nesxt.org

5. FLAT

Interni di Palazzo Cisterna, Roma

Questa è la novità vera a Torino. Una nuova fiera, e dedicata all’editoria d’arte. Non succede a Milano, o almeno non succede durante miart, e da un paio d’anni succede a Bologna durante Artefiera, con Fruit Exhibition. Ma di questi eventi non si è mai sazi. La location è Palazzo Cisterna – in attesa dell’inaugurazione dell’headquarter di Lavazza, che dovrebbe ospitare la seconda edizione – e il bouquet degli espositori spazia da corazzate come Yale University Press a realtà più piccole come Lugemik di Tallinn; e ovviamente tanti italiani, dalla storica a+m bookstore di Milano a Skinnerbox di Jesi.
Spazio anche per le mostre, con due rassegne curate da Elena Volpato: Lettura per voci e silenzio, nello stesso Palazzo Cisterna, ed Ettore Sottsass. Le pagine, a Palazzo Birago.

www.flatartbookfair.com

6. PARATISSIMA

Paratissima, ex Caserma La Marmora, Torino

Ennesimo cambio di scenario per Paratissima, la rassegna che nel 2008, con il format diffuso nel quartiere di San Salvario, sparigliò le carte in maniera dirompente. Poi una china discendente, causata in primo luogo proprio dagli spazi che l’hanno ospitata negli ultimi anni: selezione pressoché inesistente, nessun contesto fortemente connotato ad attenuare l’eventuale forza ridotta delle proposte – siano esse d’arte, di moda, di design.
In questo 2017 la location sarà l’ex Caserma La Marmora. Vedremo se il trasloco avrà giovato.

http://paratissima.it/

7. DAMA

Dama, la non fiera di Torino

Torna a Palazzo Saluzzo Paesana, autentico gioiello in centro città, la non-fiera D.A.M.A. promossa da Giorgio Galotti. Un piccolo ma significativo cambiamento riguarda l’ingresso: si passa dalla parte opposta e in questo modo si guadagna spazio al pianterreno, con un ingresso a sorpresa. Poi si attraversa la corte interna e, al piano nobile, ci sono le gallerie. Giusto una dozzina, tutte con solo-show di artisti che hanno lavorato specificamente per le sale in cui avrebbero esposto. E lo sforzo si vede.

www.d-a-m-a.com

Marco Enrico Giacomelli

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.