New York Art Week 2017. 22 mostre per 10 musei

Vi abbiamo elencato e analizzato le fiere organizzate durante la Frieze art week di New York. Ora andiamo per musei, pescando una ventina di mostre da vedere nella sterminata offerta della Grande Mela. Senza contare le infinite gallerie, che non sono da meno per quantità e qualità.

1. HIGH LINE

Henry Taylor, The Floaters. Courtesy High Line Art

Dopo la panoramica sulle fiere concomitanti a Frieze New York, cominciamo il tour in città non con una mostra ma con una passeggiata d’arte, e con il distretto che gli sta nascendo intorno. La passeggiata è quella dell’High Line, ferrovia sopraelevata che è diventata un parco pubblico grazie al progetto di Diller Scofidio + Renfro. Qui si susseguono le installazioni impermanenti selezionate da Cecilia Alemani (che ritroviamo sempre a New York a capo dei Frieze Projects e fra poco a Venezia in qualità di curatrice del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia) e, tutto intorno, un nascente distretto d’arte con nuovissimi murales. In attesa del 2018, quando la High Line si allungherà ancora.

http://art.thehighline.org/

2. MET BREUER

Marisa Merz al MET Breuer

Ultimi giorni per vedere la retrospettiva di Marisa Merz al MET Breuer, nell’edificio che fu la sede del Whitney e che da poco più di un anno ospita l’ala più contemporanea del Metropolitan, rimessa a nuovo dallo studio Beyer Blinder Belle. Quanto alla Merz, si tratta di una corposa panoramica che racconta mezzo secolo di vita con l’arte, dall’Arte Povera alle opere più recenti. Altra retrospettiva immancabile, quella della brasiliana Lygia Pape, scomparsa nel 2004. (Un salto però fatelo alla sede storica: c’è una mostra pazzesca, che apre al pubblico il 4 maggio, su Rei Kawakubo, ovvero Comme des Garçons).

New York // fino al 7 maggio 2017
Marisa Merz – The Sky Is a Great Space
New York // fino al 23 luglio 2017
Lygia Pape – A Multitude of Forms
MET BREUER
945 Madison Avenue
www.metmuseum.org

3. CIMA – CENTER FOR ITALIAN MODERN ART

Giorgio de Chirico e Giulio Paolini al CIMA di New York

Se ve la siete persa durante l’art week in coincidenza dell’Armory Show, recuperate ora. Innanzitutto per il meritorio lavoro che sta facendo a New York il Center for Italian Modern Art, e poi specificamente per questa mostra, stimolante nel mettere fianco a fianco due giganti come Giorgio de Chirico e Giulio Paolini. Fra parentesi: Le Muse Inquietanti (1918) non si vedevano negli Stati Uniti dal 1970.

New York // fino al 24 giugno 2017
Giorgio de Chirico / Giulio Paolini
CIMA – CENTER FOR ITALIAN MODERN ART
421 Broome Street
www.italianmodernart.org

4. MOMA

Louise Lawler, Pollyanna (adjusted to fit), distorted for the times, 2007

Al MoMA c’è, come sempre, l’imbarazzo della scelta. Fra le novità vi segnaliamo la prima antologica newyorchese di Louise Lawler, celeberrima per le rap-presentazioni di opere di suoi colleghi; mentre la collettiva Making Spaces – nota bene: interamente realizzata con opere della collezione del museo – rende conto del lavoro delle artiste fra il secondo dopoguerra e il 1968, con oltre cento produzioni realizzate da cinquanta differenti nomi.

New York // fino al 30 luglio 2017
Louise Lawler – Why Pictures Now
New York // fino al 13 agosto 2017
Making Spaces
MOMA
11 West @ 53th Street
www.moma.org

5. MOMA PS1

Ian Cheng, Emissary Forks at Perfection, 2015-16

Alla succursale del MoMA ci sono due personali da non perdere. Si comincia con il primo solo show museale negli States per Ian Cheng, che presenta la trilogia Emissary (il primo capitolo lo avevamo visto alla Fondazione Sandretto di Torino nel 2015), allucinazione in stile videogame che risulta ipnotica. Tutt’altro genere per Maureen Gallace, che non solo utilizza la pittura, ma oltretutto dipinge scene di genere, fra paesaggi e nature morte: merica il viaggio.

New York // fino al 25 settembre 2017
Ian Cheng – Emissaries
New York // fino al 10 settembre 2017
Maureen Gallace – Clear Day
MOMA PS1
22-25 Jackson Avenue
www.moma.org

6. NEW MUSEUM

Carol Rama, Appassionata, 1940. Fondazione Guido ed Ettore de Fornaris

Tripletta di personali che inaugurano il 3 maggio al New Museum sulla Bowery: la pittura della britannica Lynette Yiadom-Boakye, le installazioni della losangelina Kaari Upson e le sculture della giovane canadese Elaine Cameron-Weir. Ma soprattutto – fatecelo dire – la grande retrospettiva dedicata da Helga Christoffersen e Massimiliano Gioni a Carol Rama.

New York // fino al 10 settembre 2017
Carol Rama – Antibodies
New York // fino al 3 settembre 2017
Lynette Yiadom-Boakye – Under-Song For A Cipher
New York // fino al 10 settembre 2017
Kaari Upson – Good thing you are not alone
New York // fino al 3 settembre 2017
Elaine Cameron-Weir – Viscera has questions about itself
NEW MUSEUM
235 Bowery
www.newmuseum.org

7. GUGGENHEIM MUSEUM

Doug Wheeler, PSAD Synthetic Desert III, 1971. Installation view at Guggenheim Museum, New York 2017

Vi abbiamo già raccontato delle due mostre che trovate al Guggenheim, ovvero il focus su Alchemy di Jackson Pollock e l’approfondimento sui mecenati e sugli artisti che hanno contribuito al grandeur del marchio museale. New entry invece per Life Is Cheap, ovvero la rassegna dedicata di Anicka Yi, vincitrice dello Hugo Boss Prize 2016, e soprattutto l’installazione immersiva e disorientante di Doug Wheeler, direttamente dal 1971.

New York // fino al 6 settembre 2017
Jackson Pollock – Exploring Alchemy
Visionaries: Creating a Modern Guggenheim
New York // fino al 5 luglio 2017
Anicka Yi – Life Is Cheap
New York // fino al 2 agosto 2017
Doug Wheeler – PSAD Synthetic Desert III
SOLOMON R. GUGGENHEIM MUSEUM
1071 5th Avenue
www.guggenheim.org

8. WHITNEY MUSEUM

Raúl de Nieves alla Whitney Biennial 2017. Courtesy Company Gallery, New York

Al Whitney è aria di Biennale. Con sessantatré artisti che raccontano l’America di oggi nella 78esima edizione rassegna, la prima ospitata downtown, nel nuovo edificio progettato da Renzo Piano. C’è tutta la società americana in questa grande mostra: diverse estrazioni sociali ed etniche, ampio raggio nelle forme d’espressione, varietà di argomenti socio-politici – il tutto anche grazie a una dinamica coppia di giovani curatori, Christopher Y. Lew e Mia Locks.

New York // fino all’11 giugno 2017
Whitney Biennial
WHITNEY MUSEUM
99 Gansevoort Street
http://whitney.org

9. BROOKLYN MUSEUM

Art Workers Coalition Protest, Whitney Museum, 1971

Prosegue l’annata femminista al Brooklyn Museum, sotto il cappello A Year of Yes. E lo si fa con una personale di Georgia O’Keeffe intitolata Living Modern, focalizzata sulla sua figura e sul suo piglio, allineando materiali editi e inediti, dai ritratti che le fecero tanti suoi celeberrimi ammiratori e compagni al suo… guardaroba. Seconda mostra da non perdere, We Wanted a Revolution: Black Radical Women, 1965-85: una teoria di nomi e opere spesso poco o pochissimo noti, ma che vale davvero la pena di studiare e scoprire.

New York // fino al 23 luglio 2017
Georgia O’Keeffe – Living Modern
New York // fino al 17 settembre 2017
We Wanted a Revolution: Black Radical Women, 1965-85
BROOKLYN MUSEUM
200 Eastern Parkway
www.brooklynmuseum.org

10. STUDIO MUSEUM HARLEM

Rico Gatson allo Studio Museum Harlem

Tripletta di mostre anche al museo di Harlem, zona in rapida espansione artistica, anche grazie alla nuovissima sede di Gavin Brown in una ex birreria sulla 127esima strada. Fino al 20 aprile, infatti, sono di scena Rico Gatson (con le opere su carta che riprendono – tramite celebri fotografie – le icone della cultura africana-americana), Jamel Shabazz (fotografo che ha documentato le vite dei neri d’America sin dagli Anni Ottanta) e la collettiva Regarding the Figure (una carrellata dalla collezione del museo che parte da fine Ottocento per arrivare ai giorni nostri).

New York // fino al 20 aprile 2017
Rico Gatson – Icons 2007-2017
Jamel Shabazz – Crossing 125th
Regarding the Figure

STUDIO MUSEUM HARLEM
144 West 125th Street
www.studiomuseum.org

Marco Enrico Giacomelli

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.