La Grande Mela si prepara ad alzare il sipario su una delle fiere più seguite di sempre. Dopo Arco Madrid, il popolo dell’arte si sposta oltreoceano, per un’intensa settimana all’insegna della creatività.

Nonostante la diretta concorrenza di Frieze e delle “colleghe” europee, l’evento che sta per aprire i battenti nel cuore di New York conferma il suo appeal al di là e al di qua dell’oceano. Stiamo parlando dell’Armory Show che, dal 2 al 5 marzo, accoglierà il grande pubblico nei suggestivi spazi del Pier 92 e 94. Come al solito i numeri parlano da sé: oltre duecento gallerie provenienti da trenta Paesi affolleranno le cinque sezioni della fiera, lungo un itinerario visivo che dai maestri di inizio Novecento conduce alle nuove leve del panorama contemporaneo.
Il secolo scorso e gli Anni Duemila sono il terreno d’indagine della sezione Galleries – che conta sulla presenza italiana di Cardi Gallery, Galleria Continua, Kaufmann Repetto, Galleria d’Arte Maggiore G.A.M., Mazzoleni, Francesca e Massimo Minini, Monitor, Lorcan O’Neill, P420, Lia Rumma e Vistamare –, mentre Insights si concentra esclusivamente sull’arte del XX secolo – qui il Belpaese è rappresentato da Lorenzelli Arte, Galleria d’Arte Maggiore G.A.M. e Montrasio Arte. Presents punta i riflettori sulle giovani gallerie – Laveronica tiene alto il nome italiano – e la consueta sezione Focus quest’anno affida la direzione a Jarrett Gregory, sotto il titolo di What Is To Be Done?. Due le gallerie nostrane, la bresciana Apalazzo Gallery e la veneziana Michela Rizzo. Spazio anche alla novità con l’inedita sezione Platform, intitolata An Incident e ideata per accogliere installazioni e opere site specific che esaltino gli ambienti industriali dei Pier. Curata da Eric Shiner, la sezione riunisce quattordici artisti internazionali del calibro di Douglas Coupland, Ai Weiwei e Yayoi Kusama. Non manca l’attesa programmazione “live”, con una serie di talk e incontri che danno voce, fra gli altri, a David Salle, Studio Drift, Glenn O’Brien e Jeffrey Deitch.

Independent 2016, New York, photo Veronica Santi
Independent 2016, New York, photo Veronica Santi

NON SOLO ARMORY

Come ogni anno, l’offerta fieristica newyorkese non si limita certo al solo Armory, ma si allarga ai numerosi appuntamenti collaterali. Nelle immediate vicinanze dei Pier occupati da Armory trova dimora Volta, incentrata solamente sui progetti individuali di artisti contemporanei, e il Pier 93 fa da sfondo al terzo ritorno di Art on Paper, la rassegna che individua nella carta il proprio medium di interesse.
Gradito ritorno anche di The Art Show, la kermesse organizzata da ADAA (Art Dealers Association of America), giunta all’edizione numero ventinove e allestita a Park Avenue Armory. Settantadue art dealer internazionali presentano una selezione di opere che spaziano dall’Ottocento all’epoca attuale. Spring/Break Art Show festeggia la sua sesta edizione nella nuova location di 4 Times Square. Più di centocinquanta curatori presentano il lavoro di oltre quattrocento artisti, avvicinando il pubblico e la città all’esperienza creativa.
Tribeca e gli Spring Studios fanno invece da cornice a Independent, – in scena anche a Bruxelles il prossimo aprile –, che raccoglie una quarantina di gallerie americane ed estere. Si fa un salto nella logica non profit con Nada, promossa da New Art Dealers Alliance e giunta all’edizione numero sei. Da sempre interessata a ravvivare la proposta fieristica, quest’anno la rassegna vede protagoniste oltre sessanta gallerie – fra cui le italiane 1/9unosunove e Neochrome – e una quarantina di progetti.
L’indipendenza è la parola d’ordine di Clio Art Fair, che si autodefinisce “anti-fair” e che include artisti liberi da qualsiasi rapporto di esclusiva con le gallerie del panorama newyorkese. Tra questi spiccano Carla Accardi, Maurizio Cattelan e Piero Manzoni. Se non siete ancora stanchi, fate un salto a Chelsea, dove va in scena Scope nella sede del Metropolitan Pavilion. Sessanta gallerie internazionali, incontri e talk animano la 17esima edizione della fiera, che quest’anno è orfana della “compare” Pulse.

Arianna Testino

New York // dal 2 al 5 marzo 2017
The Armory Show
PIERS 92 & 94
711 12th Avenue
www.thearmoryshow.com

New York // dal 1° al 5 marzo 2017
Volta
PIER 90
West 50th Street @ 12th Avenue
http://ny.voltashow.com

New York // dal 2 al 5 marzo
Art on Paper
Pier 36
299 South Street
http://thepaperfair.com

New York // dal 1° al 5 marzo 2017
The Art Show
PARK AVENUE ARMORY
Park Avenue @ 67th Street
http://artdealers.org

New York // dal 1° al 6 marzo 2017
Spring/Break Art Show
4 TIMES SQUARE
www.springbreakartshow.com

New York // dal 2 al 5 marzo 2017
Independent
SPRING STUDIOS TRIBECA
50 Varick Street
http://independenthq.com

New York // dal 2 al 5 marzo 2017
Nada
SKYLIGHT CLARKSON NORTH
572 Washington St.
www.newartdealers.org

New York // dal 2 al 5 marzo 2017
Clio Art Fair
508 West @ 26th Street
www.clioartfair.com

New York // dal 2 al 5 marzo 2017
Scope
METROPOLITAN PAVILION
125 West @ 18th Street
https://scope-art.com

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Arianna Testino
Nata a Genova nel 1983, Arianna Testino si è formata tra Bologna e Venezia, laureandosi al DAMS in Storia dell’arte medievale-moderna e specializzandosi allo IUAV in Progettazione e produzione delle arti visive. Dal 2015 lavora nella redazione di Artribune. Attualmente dirige l’inserto cartaceo Grandi Mostre ed è content manager per il sito di Sky Arte, curato da Artribune. Nel 2012 ha pubblicato il saggio "Michelangelo Pistoletto. L'unione di vita, parole e opera" e nel 2016 "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (con Marco Enrico Giacomelli).

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