Lisbona. Un reportage intorno alla fiera Arco

Arco Lisbona: il successo della prima edizione della fiera e gli eventi espositivi in città. Un itinerario fra musei e fondazioni private, alla scoperta dell’ormai matura arte contemporanea portoghese.

Arco Lisbona 2016
Arco Lisbona 2016

COM’È ANDATA ARCO LISBONA
Il successo della prima edizione di Arco Lisbona – la fiera dell’arte contemporanea esportata da Madrid alla capitale portoghese, conclusasi il 29 maggio con un bilancio positivo e circa 13mila visitatori – ha offerto un focus sulle arti visive portoghesi, l’occasione per apprezzare una realtà solo apparentemente periferica, assai interessante dal punto di vista linguistico e dei contenuti. Accolta in Portogallo come l’evento culturale dell’anno, Arco Lisbona annuncia già la prossima edizione, nella seconda metà di maggio del 2017, per celebrare la nomina della città lusitana a Capitale Iberoamericana della Cultura.
Negli spazi suggestivi della Cordoaria Nacional – l’antica fabbrica di corde per navigazione dove hanno esposto le 45 gallerie selezionate da Carlos Urroz – tra il folto pubblico si sono visti anche artisti e galleristi, collezionisti internazionali e molti professionisti del settore soprattutto spagnoli. Il giro d’affari e la qualità delle opere esposte sembrano aver soddisfatto un po’ tutti. Il format proposto da Ifema, l’ente fiera madrileno che organizza la manifestazione, comprende – oltre al coinvolgimento delle gallerie cittadine – anche la partecipazione attiva di molte istituzioni culturali portoghesi, pubbliche e private, per creare intorno ad Arco una sorta di circuito culturale, tra eventi mondani e proposte artistiche interessanti.

Enigma - Museu Berardo, Lisbona 2016
Enigma – Museu Berardo, Lisbona 2016

NEL MUSEO DI JOSÉ BERARDO
Prima tappa – se non altro per vicinanza con gli spazi della fiera, nell’incantevole quartiere di Belém – è senza dubbio il Museo Collezione Berardo, nel modernissimo edificio che dal 2007 ospita oltre mille capolavori, parte della collezione del magnate portoghese José Berardo, dalle avanguardie ai giorni nostri. Un viaggio straordinario alla riscoperta dei movimenti del XX secolo, che stupisce per completezza, pezzi eccezionali come Edipo e la sfinge da Ingres di Francis Bacon o la vasta collezione d’Arte Povera italiana, e per un allestimento organico e coerente.
Nello stesso museo, fino al 25 di settembre è visibile poi la mostra temporanea Enigma, focus sull’arte portoghese all’interno della stessa collezione Berardo: pochi e selezionati nomi, artisti di generazioni diverse – peraltro ricorrenti nei diversi spazi cittadini e ovviamente tra gli stand in fiera –, ma soprattutto opere caratterizzate da un’indubbia forza espressiva, senza limite di canoni estetici. Sono Ambient, la delicata installazione di Ana Vieira, artista scomparsa di recente (1940-2016); Menos Arte, scultura in ferro di Rui Chafes (1966); Horizonte de acontecimientos, complessa installazione con materiali poveri e video di João Maria Gusmão (1979) e Pedro Paiva (1978), duo artistico che si cimenta con diversi mezzi espressivi, dalla scultura alla fotografia; l’opera ambientale Observadores/Atlas Colestits VI di Pedro Cabrita Reis (1956), senza dubbio il più interessante e poliedrico protagonisti dell’arte portoghese del momento; Série Nox, l’impattante parete di autoritratti del fotografo e pittore Jorge Molder (1947); e infine l’angosciante Tornado, video in loop di João Tabarra (1966).

Museu do Chiado, Lisbona
Museu do Chiado, Lisbona

IL MUSEO DO CHIADO E LA DITTATURA DI SALAZAR
Nella vecchia Lisbona, a due passi dal Teatro Saõ Carlos, da meno di un anno è stato inaugurato l’ampliamento del Museu do Chiado, sede della collezione statale d’arte moderna e contemporanea, con opere dal 1850 a oggi.
Negli spazi dell’ex Convento di San Francesco, tra corridoi e intime stanze interamente imbiancate e illuminate dalla luce naturale, è ospitata la mostra temporanea Narrativa di una collezione. Arte portoghese nella collezione della Segreteria di Stato di Cultura. Settanta opere, disposte magnificamente in venticinque sale, salette e corridoi, raccontano la storia dell’arte portoghese, dal 1960 al 1990, ovvero durante e dopo la dittatura di Salazar. Nei primi anni riscontriamo molta arte astratta, cinetica o geometrica, un po’ di iperrealismo e qualcosa di pop, mentre nelle ultime decadi ritornano i nomi ormai affermati del panorama artistico in lingua portoghese (che comprende anche le ex colonie africane e il Brasile), come il pittore ed artista multimediale Julião Sarmento, lo scultore Rui Chafes e il fotografo Alberto Carneiro. Immancabile anche in questo caso la presenza di Cabrita Reis, autore di grandi tele pittoriche in stile informale.
In un’altra ala del grande Museo do Chiado, attiguo all’Accademia di Belle Arti, è in corso la personale del fotografo André Cepeda: una serie di scatti recenti, realizzati nella città di Oporto, ritraggono ambienti urbani solitari e squallidi, dove la presenza umana è scarsa e dove l’architettura prevale sulla natura, provocando un senso di vuoto e di malinconia.

Vasco Araujo - Espaço Novo Banco, Lisbona 2016
Vasco Araujo – Espaço Novo Banco, Lisbona 2016

UN CONFRONTO CON LA VICINA SPAGNA
Nella centralissima praça de Camões, la sede della compagnia assicurativa Fidelidades ospita fino all’8 luglio tre installazioni appartenenti alla collezione di Antonio Cachola, con sede a Elvas. Vi ritroviamo l’interessante lavoro del duo Gusmão+Paiva, questa volta impegnati in un ambizioso progetto in collaborazione con il coetaneo Francisco Tropa (nome ricorrente anche nelle opere proposte in fiera). Di Tropa sono le delicate installazioni d’arte povera, unite ai video in 16 millimetri del duo, fra possibilità reali e costruzioni illusorie.
E per approfondire ulteriormente il legame fra l’arte portoghese e quella spagnola, la Fondazione del Novo Banco ospita negli ampi spazi di piazza Marqués de Pombal, quartiere degli affari di Lisbona, la mostra Lineas de dialogo, curata da Maria e Lorena Martinez de Corral. Un viaggio nella fotografia iberica contemporanea, tra immagini di medio e grande formato dotate di straordinaria forza espressiva, che mette a confronto due importanti collezioni corporative: la spagnola della Fondazione Coca-Cola e la portoghese del Novo Banco. La pluralità delle visioni è assicurata dalle oltre ottanta opere di una cinquantina di fotografi selezionati, tra i quali ricorrono i nomi dei portoghesi Cabrita Reis, Sarmiento, Gusmão+Paiva e Vasco Araujo a confronto con le interessanti proposte di spagnoli come Daniel Canogar, Alberto Garcia-Alix e José-Manuel Ballester.

Federica Lonati

Lisbona // fino al 25 settembre 2016
Enigma
a cura di Pedro Lapa
MUSEU BERARDO
Praça do Império
+351 (0)21 3612878
www.museuberardo.pt

Lisbona // fino al 12 luglio 2016
Narrativa de uma coleção
Lisbona // fino al 25 settembre 2016
André Cepeda – Depois
a cura di Sérgio Mah
MNAC
Rua Serpa Pinto 4 / Rua Capelo 13
+351 (0)213 432148
www.museuartecontemporanea.pt

Lisbona // fino all’8 luglio
João Maria Gusmão + Pedro Paiva / Francisco Tropa
ESPAÇO FIDELIDADE
Praça de Camões 36
+351 (0)213 237335
http://fidelidade-sustentabilidade.pt/

Lisbona // fino al 30 settembre 2016
Linhas de Diálogo
a cura di Maria de Corral e Lorena Martinez de Corral
ESPAÇO NOVO BANCO
Praça Marquês de Pombal 3
+351 (0)213 501112
www.novobanco.pt

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.