Al Museo Burri in Umbria nasce la guida dedicata alle disabilità cognitive e verbali

Il museo di Città di Castello dedicato al grande Alberto Burri amplia il suo pubblico grazie a una nuova guida che utilizza la Comunicazione Aumentativa Alternativa. Ma in cosa consiste questo tipo di linguaggio?

Comunicazione
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Rileggere le opere del grande Alberto Burri (Città di Castello 1915 – Nizza, 1995) e comunicarle attraverso un linguaggio inclusivo. È l’obiettivo raggiunto a Città di Castello, in provincia di Perugia, grazie a un gruppo di lavoro composto da giovani tra i 17 e i 25 anni affetti da disabilità cognitive e verbali che, coordinati da tre educatori specializzati, hanno lavorato per otto mesi su una speciale guida dedicata alla collezione del Museo degli ex Seccatoi del Tabacco, sede della Fondazione Burri assieme a Palazzo Albizzini. Una ricerca che ha impegnato i ragazzi in attività di documentazione e redazione di testi basati sul linguaggio della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), che consiste in un insieme di strategie, strumenti e tecniche finalizzate a entrare in contatto con persone che non possono esprimersi verbalmente, e che vede tra i suoi espedienti più utilizzati il sistema di scrittura in simboli.

IL MUSEO BURRI E LA GUIDA DI COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA

Sulla scrittura in simboli si basa, infatti, la speciale guida del Museo Burri ex Seccatoi del Tabacco, che permette a persone con disabilità cognitive e verbali di scoprire e approfondire le tele di grandi dimensioni esposte nella struttura recuperata negli anni ‘90 per volontà dello stesso Burri, un grande complesso nato nell’immediato dopoguerra e destinato a raccogliere il tabacco coltivato nell’Alta Valle del Tevere. Una ricerca che potrebbe fare da volano per sperimentazioni analoghe, andando a implementare l’offerta didattica dei musei e facendo dei luoghi della cultura un arricchimento rivolto realmente a tutti. L’iniziativa fa parte del progetto “Ti illustro la città con la Comunicazione Aumentativa Alternativa”, finanziato dal programma Agenda Urbana con il coinvolgimento del Comune di Città di Castello, i Servizi Sociali, l’Usl Umbria 1, il Servizio Integrato per l’Età Evolutiva e la Cooperativa sociale “La Rondine” come soggetto attuatore; uno sforzo collettivo nato dalla volontà di superare le barriere comunicative e relazionali che ostacolano l’autonomia e l’inclusione sociale di adolescenti e giovani adulti con questo tipo di disabilità.

LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA ENTRA NEL MUSEO

Il valore aggiunto della guida risiede nel fatto che sia stata realizzata da persone con disabilità cognitive e verbali proprio per utenti che condividono la stessa condizione, una vera conquista se si pensa alla complessità del lavoro che ha richiesto, del quale sono stati direttamente protagonisti, e alla portata inclusiva di uno strumento simile, che abbatte davvero le barriere alla comprensione dell’arte in un museo”, ha spiegato la responsabile del Servizio Integrato per l’Età Evolutiva Paola Antonelli. “L’obiettivo”, hanno concluso la responsabile del progetto per i Servizi Sociali Comune di Città di Castello Brunella Bologni, assieme all’esperta Letizia Giovagnini, “è di fare in modo che nessuno rimanga escluso, ma anzi possa trovare nella nostra città l’accoglienza inclusiva e la civiltà necessarie a viverla e apprezzarne la ricchezza culturale, sociale e ambientale”.

-Giulia Ronchi

https://www.fondazioneburri.org/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.