Insegnare le materie scientifiche con l’arte e la pratica: presentato il metodo “Future Inventors”

Promosso dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e da Fondazione Rocca, questo programma si propone di insegnare le materie scientifiche attraverso un approccio esperienziale e attraversouso più consapevole delle tecnologie

FutureInventors ©Galimberti
FutureInventors ©Galimberti

I ragazzi italiani hanno un problema con le materie scientifiche? È quello che emerge dai risultati delle analisi condotte in questi anni da Fondazione Rocca sulle scuole, rilevando come i risultati degli studenti, a partire dalla scuola media, inizino a peggiorare in rapporto sia a quelli degli altri paesi europei che, in maniera ancora più evidente, nei confronti dei paesi asiatici. Il motivo potrebbe essere determinato da un errore insito nel tradizionale metodo educativo, fondato sul nozionismo, sulla trasmissione di formule e dimostrazioni che esulano da qualsiasi legame con l’esperienza personale. È invece necessario “evidenziare il legame tra intelletto e cuore”, come ha spiegato Maria Xanthoudaki, Direttore Education del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, durante la presentazione del nuovo metodo formativo Future Inventors. “Future Inventors è un progetto pioniere”, ha continuato. “Rappresenta un’opportunità importantissima di svolgere ricerca educativa e mettere l’esperienza maturata negli anni dal Museo a servizio della scuola, allo scopo di contribuire all’innovazione dell’educazione alle STEM. Per fare ciò, abbiamo provato a delineare un approccio educativo nuovo, che integra aspetti che caratterizzano l’esperienza e l’apprendimento umano – come l’esperienza estetica, la cognizione incarnata, l’espressione personale e la progettazione creativa – con strumenti della cultura digitale e diversi linguaggi usati nell’arte, per introdurli e integrarli nell’insegnamento e nell’apprendimento delle STEM volendo rafforzare il loro ruolo nello sviluppo di conoscenze e competenze, finora purtroppo non sufficientemente riconosciuto”.

FutureInventors ©Galimberti
FutureInventors ©Galimberti

COS’È FUTURE INVENTORS AL MUSEO DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA DI MILANO

Future Inventors si articola in tre fasi, alternando un approccio esperienziale a quello legato all’apprendimento: catturare, quindi invitare insegnanti e studenti a partecipare attivamente mediante l’uso di installazioni artistiche in cui immersione ed esperienza estetica stimolano all’impegno dei sensi, del corpo, delle emozioni, spesso in modi inattesi e con un impatto forte e immediato; approfondire i concetti STEM (acronimo di science, technology, engineering and mathematics) connessi all’esperienza vissuta nella fase precedente attraverso il lavoro di indagine e di sperimentazione che aiuta a capire le loro caratteristiche e costruire le conoscenze e competenze necessarie a consentire la riproduzione in altri contesti dei concetti imparati; infine, maneggiare contenuti e strumenti a partire dalle conoscenze, competenze ed esperienze sviluppate nelle fasi precedenti mediante lo sviluppo di un proprio progetto che si caratterizza da una forte dimensione di auto-espressività e di narrazione individuale. Un percorso che va dal museo alla scuola: Future Inventors parte infatti dall’esperienza immersiva nel laboratorio al Museo durante la formazione, per poi proseguire con le attività rivolte agli studenti. Da questa esperienza, gli insegnanti possono apprendere nuovi strumenti con l’obiettivo di innovare l’insegnamento delle STEM superando le tradizionali separazioni tra le discipline.

GLI APPUNTAMENTI DI FUTURE INVENTORS

Nonostante il programma sia dedicato alle STEM, l’arte è protagonista di Future Inventors: il nuovo laboratorio è dotato infatti di varie installazioni di arte digitale create in collaborazione con artisti internazionali che lavorano proprio sull’intersezione tra scienza, tecnologia e arte, come Gerhard FunkMichael BromleyAnders LindMachiel Veltkamp e Moritz SimonGeist. Tenendo come tema principale il Pixel, le opere fungono da nuovi strumenti per l’esplorazione e la sperimentazione di contenuti STEM, come l’immagine e il suono. Per tutta la durata del progetto – che parte con una fase di sperimentazione in cinque scuole lombarde – il Centre for Research in Education in Science, Technology, Engineering & Mathematics (CRESTEM) di King’s College a Londra condurrà uno studio di ricerca volto ad aiutare a definire le caratteristiche innovative di questo nuovo approccio all’educazione alle STEM, fino a raggiungere l’obiettivo ultimo, costituire una modalità di insegnamento trasferibile su ampia scala, diventando un modello riconosciuto e rilevante per l’educazione su scala nazionale.

– Giulia Ronchi

Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Via San Vittore, 21 – Milano

https://www.museoscienza.org/it
www.fondazionerocca.com

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.