Una nuova visione dell’arte: persone con una storia di disagio psichico diventano guide a Brera

E se provassimo a guardare le opere d’arte attraverso un approccio più emozionale? È la sfida posta dal progetto Per la Mente, con il Colore, che partirà nella Pinacoteca di Brera non appena le condizioni sanitarie ne permetteranno la riapertura.

Pinacoteca di Brera
Pinacoteca di Brera

Attraverso il progetto Per la Mente, con il Colore, per la prima volta in Italia un museo accoglie nei suoi spazi persone con una storia di disagio psichico alle spalle, rendendole soggetto attivo all’interno di visite guidate tra i capolavori della collezione. Saranno loro, infatti, a guidare il pubblico per la Pinacoteca di Brera di Milano, condividendo un approccio all’arte intesa come “laboratorio di emozioni”. L’iniziativa è promossa da Amici di Brera e Club Itaca (centro per lo sviluppo dell’autonomia socio-lavorativa di persone con una storia di disagio psichico), in collaborazione con l’UOC Psicologia Clinica ASST Santi Paolo e Carlo di Milano e Dipartimento di Scienze e della Salute – Diss.

Pinacoteca di Brera
Pinacoteca di Brera

GUIDE SPECIALI PER LA PINACOTECA DI BRERA: IL METODO

Si tratterà di una visita tra sei opere, selezionate per la loro capacità di rispecchiare i sentimenti dei soci del Club (e coprire una vasta gamma di emozioni). La scelta è caduta su la Pietà di Giovanni Bellini, la Nascita della Vergine di Gaudenzio Ferrari, la Cucina di Vincenzo Campi, la Pala di San Bernardino di Piero della Francesca, la Cena in Emmaus di Caravaggio, la Strage degli innocenti di Bernardo Cavallino, il Portarolo di Giacomo Ceruti, il Bacio Gli ultimi momenti del doge Marin Faliero di Francesco Hayez. L’obiettivo è offrire al pubblico una nuova lettura dei capolavori della storia dell’arte, che non privilegino le nozioni tecniche sull’opera, bensì un metodo medio-cognitivo basato sulle sensazioni e percezioni soggettive che un’immagine può suscitare.

Giovanni Bellini - Pietà (1460). Milano, Pinacoteca di Brera
Giovanni Bellini – Pietà (1460). Milano, Pinacoteca di Brera

GUIDE SPECIALI PER LA PINACOTECA DI BRERA: RITROVARSI DENTRO A UN QUADRO

“Il metodo che abbiamo utilizzato per lavorare sui quadri si è affinato col tempo. Osservare ed indagare un quadro da un punto di vista delle emozioni ha fatto emergere pensieri e vissuti originali dal grandissimo potere espressivo e ha confermato quello che noi psicoterapeute sperimentiamo tutti i giorni con il nostro lavoro: possiamo trovarci tutti di fronte ad un solo unico stimolo, ma alla fine, le nostre interpretazioni, i nostri pensieri e le nostre credenze renderanno unico il nostro vissuto e non c’è nulla di più prezioso che riconoscerlo, condividerlo e assaporare le differenze con gli altri in un perfetto equilibrio intersoggettivo”, sono le parole di Annalisa Corbo e Gaia Campanale, psicologhe del UOC Psicologia Clinica ASST Santi Paolo e Carlo di Milano e Dipartimento di Scienze e della Salute – Disssoddisfatte per gli esiti di questo progetto sperimentale.

Francesco Hayez - Il bacio - 1859 - Milano, Pinacoteca di Brera
Francesco Hayez – Il bacio – 1859 – Milano, Pinacoteca di Brera

GUIDE SPECIALI PER LA PINACOTECA DI BRERA: UNA LETTURA COLLETTIVA DELL’ARTE

L’emergere del mondo emotivo e relazionale dei soci è una musica alla quale tutti quanti danziamo a tempo e segna non solo la loro espressività ma anche la nostra soddisfazione nello scoprire cose nuove, insieme. Se un quadro si vive in solitudine, si studia su un libro o si osserva individualmente succede una cosa; quando si entra in contatto con l’arte tutti insieme e si dà voce al personaggio di un’opera, alle nostre emozioni e a ciò che in noi risveglia la storia narrata con un pennello”, concludono, “allora il concerto si fa interessante”.

– Giulia Ronchi

https://pinacotecabrera.org/
https://amicidibrera.org/
https://www.progettoitacamilano.org/

Dati correlati
Spazio espositivoPINACOTECA DI BRERA
IndirizzoVia Brera 28 - Milano - Lombardia
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.