Termina il mandato di Maraniello alla direzione del MART di Rovereto. Il saluto in video messaggio

“Grazie per questi anni meravigliosi in Trentino”, ha detto Maraniello nel suo ultimo saluto in veste di direttore del museo. Non è mancato anche un bilancio complessivo del percorso fatto. Qui il video.

Gianfranco Maraniello, Foto Mart Jacopo Salvi
Gianfranco Maraniello, Foto Mart Jacopo Salvi

Si è concluso anche l’ultimo giorno del mandato di Gianfranco Maraniello alla direzione del MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto dopo cinque anni di intenso e significativo lavoro. Un percorso che Maraniello – il quale ha recentemente presentato le sue dimissioni anche come Presidente di AMACI – ha deciso di terminare con una video conferenza, nella quale ha espresso un sentito ringraziamento verso chi l’ha scelto per questo ruolo e a tutti i professionisti che l’hanno accompagnato per la durata del suo incarico, che lui stesso ha deciso di non rinnovare. Una scelta che, ha specificato, non è stata dettata da alcun risentimento o polemica, nonostante le ingerenze politiche da parte del cda (presieduto da Vittorio Sgarbi) e della giunta provinciale. Un esempio riguarda la nomina del suo successore, nominato nella persona di Daniele Ferretti come Direttore ad interim su decisione di Sgarbi. Una manovra ambigua che scavalca invece la consueta procedura di selezione tramite concorso.

MARANIELLO LASCIA IL MART: IL VIDEO DI CONGEDO

L’idea che aveva Mario Botta della potenzialità di un museo di rivoluzionare una città e il suo paesaggio circostante mi sembra che possa essere ancora valida”, ha spiegato Maraniello durante il suo discorso, ricordando tutto il lavoro svolto negli anni: dalle mostre dedicate alla riscoperta del Novecento e dei contemporanei all’ottimizzazione degli spazi per una migliore accessibilità del pubblico. E comunica anche la sua visione nei confronti delle nuove sfide di oggi, in cui il museo, se ripensato, può diventare risposta e punto di riferimento (al contrario della logica dei numeri e delle mostre stacca-biglietti).  “Oggi ci troviamo di fronte a una situazione che obbliga a scenari e a pensieri più radicali e profondi. Forse ci siamo scrollati di dosso, nostro malgrado, anche una retorica che aleggiava nei musei; da tempo anche i professionisti vedevano scricchiolare certe visioni un po’ semplicistiche di quello che un museo dovrebbe essere. La retorica dell’audience è un dato che non va trascurato, ma riformulato e rinegoziato tramite prassi più virtuose e sicuramente più adeguate ai nostri tempi”. Ha poi concluso: “penso che oggi il Mart abbia davvero un team importante. Io non posso che ringraziarvi per il lavoro svolto e anche la modalità con cui lo abbiamo condotto in questi anni. Non avrei mai immaginato un congedo espresso attraverso un monologo davanti al mio computer; avrei sperato in qualcosa di più corrispondente all’affetto, all’emozione, alla bellezza, alla sensibilità che è stata espressa umanamente nei miei confronti, al benessere di cui ho goduto, alla serietà e alla professionalità di un’esperienza di cui dirò grazie. Ma davvero grazie per questi anni meravigliosi in Trentino”.

– Giulia Ronchi

http://www.mart.trento.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.